Jack BruceL’indimenticabile storia dei Cream perde oggi purtroppo uno dei protagonisti.

So long Jack, sadness.

Max

frontA differenza di quanto si creda comunemente, all’interno della scena attuale ci sono alcuni musicisti che dispongono almeno di un paio di  marce in più e che credo si possano ritenere geniali, ognuno a proprio modo; penso a Steven Wilson, Ihsahn e penso anche a Devin Townsend. Tutti personaggi che hanno segnato e stanno segnando la storia della musica, non solo nel proprio ambito di competenza ma ancora più per le felici intuizioni e contaminazioni portate a termine.

Il poliedrico musicista canadese torna alla ribalta con un doppio album destinato a fare parlare di sé, intitolato Z² (abbreviazione per Ziltoid 2). Due CD che rappresentano in qualche modo l’evoluzione di Epicloud (il primo) ed il secondo capitolo del concept Ziltoid the Omniscient (l’altro). Sky Blue Dark Matters i relativi titoli.

Della sterminata produzione di Townsend in tutte le sue forme avevo già detto scrivendo la recensione di Epicloud, era il settembre di due anni fa. Giusto per ricordarlo, da quel momento ha pubblicato pure Casualties of Cool nell’inedita formazione di un duo country rock. Leggi il seguito di questo post »

frontPubblicato da Cherry Red Records negli ultimi giorni, esce l’atteso …And The Truth Will Set You Free…, secondo lavoro solista del chitarrista inglese Dave Kilminster noto per la sua lunga militanza nella band di Roger Waters.

Il talentuoso musicista ha alle spalle innumerevoli e prestigiose collaborazioni, basti pensare che oltre alla principale vanta nel suo palmares apparizioni con Keith EmersonJohn Wetton, Carl Palmer, Anne-Marie Helder Guthrie Govan.

Letteralmente travolto dall’attività live ed in studio con questi grossi calibri ha sin qui prodotto davvero poco singolarmente ma questo nuovo album a mio avviso merita una chance di ascolto; non è il solito disco in cui si susseguono soltanto virtuosismi ad effetto, pregevoli ma spesso fini a sé stessi, ma una raccolta di brani ben costruita dove sfumature di colori si rincorrono a riempire la tela in modo efficace e garbato. Leggi il seguito di questo post »

frontUn’attività alle spalle piuttosto lunga, una discografia avviata però “soltanto” dieci anni fa che ha prodotto tra gli altri due album piuttosto interessanti (The Sun Also Rises Under a New Sign); questo in poche parole il ruolino dei Knight Area, gruppo neo prog olandese pronto a presentare il nuovo lavoro, quinto della serie, dal titolo Hyperdrive.

Un cammino sin qui un pò sotto traccia quello della band del tastierista Gerben Klazinga, comune ad altre profondamente inserite nel filone e che spesso tendono ad indugiare eccessivamente negli stilemi più canonici; a differenza di altri però c’è da dire che il combo olandese è riuscito spesso a piazzare qualche colpo importante con brani che, pur essendo perfettamente inquadrati nel genere, sono riusciti ad elevarsi grazie al gusto, alla scelta dei suoni ed al tasso di emozionalità in grado di sprigionare.

In questo caso è un briciolo di personalità che può fare la differenza e i Knight Area dimostrano di averne acquisita.

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frontIn oltre quindici anni la corposa discografia dei polacchi Millenium si è sviluppata senza particolari clamori, segnata da prove oneste e (raramente) poco più; non sempre a tanta buona volontà ha corrisposto un buon fluire di idee. Alla fine dei giochi rimane la classica band dal solido passato calato però, tranne un paio di eccezioni, in un aureo anonimato.

Esempio tipico di questo stato di cose lo si può trovare infatti in Ego, pubblicato un anno e mezzo fa, che resta il tipico album piacevole e sicuramente oltre la sufficienza ma incapace di spiccare il salto, gradevole ma un pò anonimo.

 In Search Of The Perfect Melody da il titolo alla nuova e decima fatica del quintetto e contiene tra l’altro il brano più lungo che la band abbia mai composto; proprio la title track infatti è una suite della durata di venti minuti circa, ambiziosa e sapientemente assemblata, che sintetizza il messaggio principale del disco. Leggi il seguito di questo post »

frontParallelamente alla principale attività con i Riverside, da qualche anno Mariusz Duda ha avviato un side project personale denominato Lunatic Soul. In questi giorni Kscope pubblica il nuovo episodio, quarto della serie, dal titolo Walking on a Flashlight Beam. Cambia la cover art (opera di Travis Smith) e cambia tutto sommato anche parte della proposta del bassista e cantante polacco; questo nuovo capitolo infatti scava in profondità tra meandri oscuri, sonorità meno accoglienti e talvolta ossessive.

Il solo Wawrzyniec Dramowicz, batterista dei Indukti, compare ancora tra i credits; per il resto tutto è  a firma di Duda, vero faro e stella polare delle scena polacca.

Sono trascorsi tre anni dall’uscita di Impressions e nuovamente il musicista si esprime attraverso un crossover prog che attinge a molteplici ispirazioni e si dirama a sua volta in mille rivoli; quindi spunti ambient, world, electronic, new prog, con una elevata dose di tormento interiore. Leggi il seguito di questo post »

Terzo compleanno di Ages Of Rock !

Pubblicato: ottobre 10, 2014 in Uncategorized

Sembra ieri ma sono già passati tre anni…tre anni di musica, recensioni, concerti, vecchie e nuove amicizie, risate ed emozioni.

Grazie a tutti !

Max