frontProdotto dal chitarrista Karl Groom esce finalmente per Nuclear Blast For The Journey, nuovo (e decimo) album della band prog metal inglese Threshold, ad oggi una delle realtà più vivaci di genere.

Gli ottimi riscontri ottenuti due anni or sono con March of Progress sono stati da molti abbinati al rientro di Damian Wilson, voce “storica” della band ma, personalmente, credo non si tratti solo di questo; l’ora abbondante di musica contenuta offriva infatti molta sostanza, un gruppo con le armi affilate, indubbiamente incline ad un prog metal melodico e mai esasperato ma non per questo di seconda fascia.

Con la medesima line up il combo del Surrey ora si ripresenta per cercare un proseguimento del discorso intrapreso con il disco precedente, un sottile filo invisibile a testimoniare una nuova stagione per il sestetto. For The Journey è però molto più sintetico del predecessore, anch’esso contiene un lungo brano (la profonda The Box) ma in generale la durata dei brani è stata considerevolmente limitata. Leggi il seguito di questo post »

frontPer rendere un buon servizio a chi si appresta a leggere una recensione credo fermamente esistano due pilastri inamovibili e cioè scrivere sempre senza avere la presunzione di possedere la verità in tasca né, tanto meno, condizionato da fuorvianti pregiudizi. Nel caso in questione purtroppo però mi è difficile fornire qualche indicazione diversa dal solito, mi riferisco a Magnolia, decimo e nuovo lavoro dei Pineapple Thief.

Dettagli a parte, mi trovo costretto infatti a ribadire più o meno (per lo meno in linea generale) quanto espresso giusto due anni fa in occasione dell’uscita di All The Wars; il sound proposto dalla band di Bruce Soord si mantiene imperterrito sulla stessa linea, a cavallo tra rare (e ormai sopite) velleità new prog in stile Porcupine Tree ed un alternative rock che accarezza da lontano Radiohead Muse.

Il quartetto è totalmente nelle mani e nella mente musicale di Soord tanto che l’avvicendamento dietro le pelli di Keith Harrison con il nuovo entrato Dan Osborne appena si percepisce. Leggi il seguito di questo post »

frontAnche se siamo solo alla metà di settembre mi sbilancio in un pronostico che vede City Of The Sun, album di esordio dei Seven Impale come uno dei più seri contendenti alla palma di migliore uscita dell’anno tra le band emergenti.

Non solo, ma lo raccomando caldamente a tutti quegli appassionati sempre alla ricerca di nuove soluzioni e sonorità in ambito progressive; il gruppo norvegese riesce magicamente a fondere tra loro importanti richiami di Soft MachineKing Crimson Van Der Graaf Generator, portando a termine un sorprendente mash up cui aggiungono un impronta fresca ed attuale, la loro.

Nelle loro vene scorrono rock-jazz, una fusion moderna, i frammenti psichedelici più spigolosi di crimson e del “generatore”, certa esasperazione ed istintualità dei softs; impossibile catalogarli con precisione, troppi gli spunti e le derive, trovo non siano esattamente collocabili, un pò come accade (anche se per soluzioni diverse) con gli svedesi Änglagård. Leggi il seguito di questo post »

frontRiecco Sel Balamir ed i suoi Amplifier tornare all’attacco con il nuovo album, il frizzante Mystoria. Ci eravamo lasciati poco meno di due anni fa sulle promettenti note di Matmos The Wheel, brani contenuti in Echo Street, l’album che forse più di altri è riuscito a portare all’attenzione generale il quartetto di Manchester.

Un EP ed un successivo live registrato a Barcellona hanno in qualche modo certificato l’ascesa di questa band, fedele interprete di sonorità psychedelic-space rock riviste naturalmente in chiave attuale e moderna.

Rispetto al lavoro precedente si nota una maggiore coesione, un avanzare deciso e compatto del disco traccia dopo traccia, a differenza di Echo Street che pur regalando momenti molto interessanti a mio avviso si presentava un pò discontinuo e altalenante; in particolare mancava del guizzo decisivo che forse invece, a ben guardare, è presente in Mystoria.

Dieci pezzi ben costruiti, perfettamente incanalati nel genere, che credo possano solleticare la curiosità di molti. Leggi il seguito di questo post »

frontEntusiasmante; così avevo definito a grandi linee la riuscita di Enigma, circa un anno e mezzo fa. Ora Aeon Zen, capitanati da Rich Hinks, tornano a fare parlare di sé con Ephemera, quarto lavoro in studio che arriva a seguire (tra l’altro) l’uscita dello scorso novembre, Self Portrait (un veloce EP composto di quattro brani).

Il fresco e aggressivo prog metal proposto dal giovane quintetto inglese trova in questa occasione una conferma e forse pure una evoluzione di quanto proposto nel recente passato; la formazione ha visto un parziale rimescolamento delle carte con gli ingressi di Tom Green (tastiere) e Alistair Bell (chitarra).

Steve Burton (batteria) e Andi Kravljaca (voce) rimangono saldi ai loro posti, mentre lo stesso Hinks ora è divenuto bassista a tempo pieno e cantante.

Ephemera riprende la storia da dove Enigma l’aveva interrotta, sia nel racconto che musicalmente ma la percezione che qualcosa sia cambiato con i due nuovi strumentisti è palpabile. Leggi il seguito di questo post »

frontUn ensemble molto particolare quello formato dagli svedesi Introitus, una band quasi a carattere familiare dedita …anima e corpo a sonorità neo prog caratterizzate da una buona dose di gusto, una voce solista femminile ed una spiccata tendenza ad offrire il meglio in brani dalla durata dilatata.

Personalmente ho avuto modo di scoprirli tre anni fa in occasione dell’uscita di Elements, secondo titolo della breve discografia; un album che mi aveva colpito per la freschezza e la bella scelta dei suoni, con evidenti riferimenti alle band inglesi degli anni ’90 ma animato da un entusiasmo quasi contagioso. Un lavoro lungo, un’ora abbondante, dal quale spiccavano come gemme alcuni dei passaggi più lunghi (The Hand That Feeds YouDreamscapeLike Always).

Come spesso accade in Italia non è stata data loro la giusta rilevanza ma, inseritili nel radar, non li ho più persi di vista e ora presentano il terzo capitolo intitolato Anima. Leggi il seguito di questo post »

frontProprio recentemente in un’intervista Anders Fridén si è soffermato sull’impossibilità di accontentare tutti, un aspetto divenuto ineludibile alla luce del percorso e del cambio di rotta intrapreso da qualche anno dagli In Flames. La band di Goteborg  come è noto si è distaccata da tempo dal sound incendiario degli esordi, il melodic death metal di cui erano intrisi lavori come Whoracle o l’acclamato Colony appartiene oramai ad un’altra stagione e quando ricompare lo fa con discrezione, a piccole dosi.

E dunque, al di la dei gusti e delle preferenze personali, mi trovo a sottolineare ancora una volta un dettaglio che pare banale ma invece diventa basilare: l’età. I nostri sono tutti intorno alla quarantina (ancora giovani, sia ben chiaro) e umanamente hanno vissuto un’evoluzione, non possono più vivere e suonare con l’impeto di venti anni prima, credo sia fisiologicamente inevitabile. Leggi il seguito di questo post »