frontFormati poco meno di una decina di anni fa dal geniale Arjen Anthony Lucassen gli olandesi Stream Of Passion pubblicano il loro quarto album intitolato A War Of Our Own, affidando al solito la guida e l’immagine della band alla bravissima cantante e violinista messicana Marcela Bovio.

Prosegue così il percorso musicale del sestetto lungo la direttrice symphonic prog metal che, se da una parte ha vissuto a suo tempo momenti di grande fermento, oggi spesso si trova a rischio di ripetizione; il proliferare all’eccesso di gruppi simili ha messo alle strette il genere saturandolo, difficile inventare qualcosa di nuovo ad ogni uscita.

Purtroppo gli ingredienti utilizzati si sono rivelati troppo spesso simili se non perfettamente identici: grande presenza delle vocalist (tassativamente femminili), ampio uso di orchestrazioni, riff di chitarra troppo spesso prevedibili, tematiche trattate in larga parte conosciute (ambientazioni gothic, plot a metà strada tra il passato e la fantascienza, tra la vita e la morte, ecc..). Leggi il seguito di questo post »

frontSei album consecutivi nella prima metà degli anni ’70, partecipazioni a festival storici, importanti musicisti transitati tra le loro fila (su tutti Eddie Jobson Stewart Copeland). Poi una girandola di scioglimenti e reunion, in formazione spesso modificata, per un lunghissimo lasso di tempo. Questa, in breve e a beneficio degli appassionati più giovani, la storia dei Curved Air guidati dalla presenza dell’ inossidabile cantante Sonja Kristina.

Qualche anno fa è avvenuta l’ennesima (ma determinata) ricomposizione della band che lentamente ha ripreso il cammino e che oggi, a distanza di ben 38 anni (!), si ripresenta sorprendentemente sulle scene con North Star.

Il disco viene pubblicato da Cherry Red Records e comprende sette brani inediti, tre ri-arrangiamenti tratti dal repertorio del primo periodo, un pezzo apparso sul primo lavoro solista della singer e tre cover, rispettivamente di PoliceSnow Patrol Beatles. Leggi il seguito di questo post »

frontFormatisi solo nel 2009, i francesi Delusion Squared hanno debuttato in modo particolare e ambizioso, programmando e pubblicando una vera trilogia; dopo il primo episodio eponimo, uscito nel 2010 ed il successivo Chapter II che ha visto la luce due anni più tardi, adesso chiudono il cerchio con il terzo capitolo dal titolo The Final Delusion.

Classiche reminiscenze di un progressive ormai lontano si fondono con intuizioni, paesaggi e sonorità molto più attuali e vive, aderenti al new prog del nostro tempo, senza dimenticare alcune incursioni trasversali utili a darne anche un indirizzo crossover.

Se i primi due episodi si erano rivelati interessanti ma ancora in divenire, The Final Delusion registra a mio avviso un ulteriore e significativo progresso che ritengo possa regalare loro le prime vere soddisfazioni. Leggi il seguito di questo post »

frontE finalmente, al sesto tentativo, gli Anubis Gate hanno trovato il bandolo della matassa. Horizons (il nuovo album) segna sicuramente il momento migliore nella discografia della band danese, dopo un inizio di carriera a dire poco stentoreo.

I primi due album infatti ( Purification A Perfect Forever) avevano regalato poche emozioni, compressi in un power metal abbastanza stereotipato e consunto; quindi sono seguite un paio di prestazioni più convincenti, sino poi a giungere al disco eponimo  di tre anni fa che per la prima volta metteva in stretta e riuscita connessione tra loro elementi power con altri prog metal.

Un primo segnale forte di cambiamento e maturazione dunque che con questo ultimo capitolo trova finalmente la maturazione, dando origine ad’un ottima prova.

Il quartetto guidato dal cantante e bassista Henrik Fevres si presenta largamente rinnovato pure sotto il profilo della formazione. Leggi il seguito di questo post »

frontPassa il tempo, corrono gli anni e Gerald Bostock è oramai divenuto a tutti gli effetti l’alter ego di Ian Anderson; il personaggio scaturito più di quarant’anni fa dalla fantasia del menestrello scozzese era clamorosamente tornato alla ribalta nel 2012 con il secondo capitolo di Thick As a Brick. Nel frattempo Gerald si è ritirato dalla vita politica nella placida St. Cleve e, mentre si dedica a tempo pieno alla scrittura, scopre un antico libro scritto da un anziano gentiluomo di campagna, appassionato di storia (Ernest T. Parritt).

Il libro ripercorre la storia inglese attraverso vari personaggi e vicende in differenti epoche; tutti però vengono trattati con una vena molto particolare, frutto del delirio cui la malaria aveva sottoposto il vecchio Parritt.

In questo modo, con un transfer perfetto, Gerald Bostock diviene indirettamente il vero autore di Homo Erraticus, il sesto e nuovo album del leader dei Jethro Tull. Leggi il seguito di questo post »

frontPer chi se lo fosse perso Elinoire, uscito tre anni fa, è stato l’album di debutto dei Flaming Row, project band tedesca il cui mastermind è il poli strumentista Martin Schnella. Si trattava di un’ ambiziosa prog metal opera con un cast dnutritissimo ad accompagnare il quartetto di Gottingen e da subito ho percepito il giovane e riccioluto musicista come una sorta di novello replicante del celebre Arjen Anthony Lucassen.

Questo sia per la maestosità del progetto che per la propensione a suonare diversi strumenti e sia infine per la capacità di coagulare intorno al proprio gruppo un numero spropositato di affermati artisti.

Mirage – A Portrayal Of Figures è il nuovo capitolo, una seconda avventura nel mondo sci-fi poggiante su di un solido concept e vuol essere il primo step di una trilogia. Leggi il seguito di questo post »

frontUn andamento alterno, tra alti e bassi, ha sin qui contrassegnato il cammino dei Lazuli, gruppo new prog francese capitanato dai fratelli Leonetti. Una band eclettica, in grado di attraversare stili e stagioni diverse del progressive seppur non sempre con i medesimi esiti. Inoltre, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, la scelta di cantare in francese (a mio personale parere) non li premia oltremodo: niente da eccepire sulla bellezza dell’idioma transalpino ma in un contesto rock non riesco a legarlo bene al resto, lo percepisco come un corpo estraneo.

L’ultimo segnale provenuto dal combo originario del sud della Francia datava 2011 con l’uscita di (4603 Battements); poi tanti live, molte partecipazioni ai principali festival prog in Europa e non solo, quindi una quotazione in lenta ascesa. Oggi presentano il nuovo disco, quinto della serie, dal titolo Tant Que L`Herbe Est Grasse. Leggi il seguito di questo post »