Con colpevole ritardo ho messo le mani sul nuovo disco di Aldo Tagliapietra, storico bassista e cantante delle Orme, intitolato Nella Pietra e nel Vento.  Come ai gloriosi tempi degli LP la prima cosa che ha catturato la mia attenzione è stata la splendida copertina, opera del grande Paul Whitehead intitolata per l’appunto ” The Stonecutter “. Vale la pena ricordare, sopratutto ai giovani musicofili, che Whitehead fu autore di alcune copertine di dischi storici di Genesis, Van der Graaf Generator, Peter Hammill e naturalmente Le Orme. Già questo primo elemento mi fa accostare con grande interesse ad un album che si rivelerà all’ascolto omogeneo e sensatamente legato alle illustrazioni descritte.

Nel 2009 purtroppo Tagliapietra ha interrotto la sua permanenza nella band della quale era membro fondatore; come spesso accade si sono succedute varie dispute riguardo i diritti sul nome del gruppo e questo fa pensare, ahimè, che il divorzio sia ormai definitivo. Non conosco ovviamente i contorni della vicenda, chi sia stato..come…perchè. Ho letto varie dichiarazioni ma la verità la conoscono solo i protagonisti. Da vecchio appassionato posso solo dire che mi è molto dispiaciuto e mi auguro  che un giorno, magari, le cose si aggiustino. Leggi il seguito di questo post »

L’ennesimo, atteso e gradito capitolo del Boss ! L’ultimo nel quale purtroppo sarà possibile ascoltare le note del sax di Clarence Clemmons, scomparso recentemente. Oramai piuttosto stempiato, con la sua fida Telecaster a tracolla, il rocker del New Jersey rilascia Wrecking Ball, album n.17 in studio di una lunga e fulgida carriera. Grande è l’attesa anche per il tour che toccherà l’Italia nel mese di giugno e dunque questo nuovo album casca a pennello per valutarne in anteprima le potenzialità.

Musicista ormai di lungo corso che ha attraversato nel suo percorso varie fasi; sfacciatamente rock, intimista e triste (aggiungerei a più riprese) e poi ancora quella che rappresenta l’ultima e più recente stagione, fatta di un rock più maturo e consapevole, forse meno di impatto ma sempre dai testi importanti e rivolti assolutamente ai temi più di attualità.

Come sempre, quando mi trovo a parlare di musicisti di questo calibro, ho ancora come un malcelato senso di impotenza davanti all’evidenza del tempo che trascorre, anche per le rockstar. Spesso purtroppo questo coincide con un appannamento dei contenuti musicali, peraltro comprensibile; nel caso di Bruce Springsteen la regola vale a metà, nel senso che se è vero che da anni a questa parte raramente sforna gioielli riesce comunque a mantenere un livello medio-alto della sua musica. Wrecking Ball conferma il trend e anzi, a parer mio,  poco ha da invidiare alle uscite precedenti, Working on a Dream (2009) e Magic (2007). Leggi il seguito di questo post »

Grande evento ieri sera al Palasport Evangelisti di Perugia per l’ultima delle tre date italiane dei Dream Theater ! Non era certo la prima volta che assistevo ad un loro show ma in questa occasione, oltre al piacere di ascoltare dal vivo l’ultimo album, fatalmente i miei occhi e le mie orecchie erano puntate sul nuovo batterista Mike Mangini. Di questo in particolare però tratterò più avanti.

In un Palasport pieno ma non gremito all’inverosimile l’onore di inaugurare la serata è toccato ai Periphery , giovane band proveniente dal Maryland che ha al proprio attivo già tre album in ambito prog-metal. Indubbiamente il fatto che  non ne conoscessi assolutamente il repertorio non mi ha giovato ma, complice l’acustica piuttosto discutibile dell’impianto e  la presenza contemporanea di tre chitarristi (dei quali due con strumenti anche a 8 corde), il risultato. a mio vedere, non è stato proprio esaltante.

Preceduti dalla solenne intro Dream is Collapsing di Hans Zimmer i cinque sono saliti sul palco in un’atmosfera a dir poco elettrica. Questa la scaletta :

Bridges in the Sky/6:00/Build me Up,Break me Down/Surrounded/The Dark Eternal Night/Drum solo/A Fortune in Lies/Outcry/Wait for Sleep/Far from Heaven/On the Backs of Angels/War Inside my Head/The Test that Stumped Them All/The Spirit Carries on/Breaking All Illusions. Come encore hanno suonato As I Am. Leggi il seguito di questo post »

Si fa presto a dire ventuno…ma ventuno album sono davvero tanti per una carriera longeva come poche. Esce dunque Seven Deadly, ultima fatica degli UFO, storica hard rock band cui tra le altre cose è stato riconosciuto il merito di avere influenzato grandi gruppi quali  Iron Maiden e pure  Metallica. Il loro disco di esordio risale al lontano 1970, hanno attraversato varie fasi tra le quali la più felice forse va identificata nel periodo nel quale militava tra le loro fila il grande chitarrista tedesco Michael Schenker. Scioglimenti e reunion si sono alternati negli anni così come elementi di spicco del panorama rock: cito tra gli altri il grandissimo bassista americano Billy Sheehan, Aynsley Dunbar e, buon ultimo, Jason Bonham. In sostanza però, ove si eccettui per l’ottimo Obsession (1978, con Schenker alla chitarra) non hanno mai raggiunto le vette del successo o perlomeno, non quelle delle charts internazionali. Questo resta per certi versi un pò un mistero anche se la contemporaneità con band quali Deep Purple e Led Zeppelin dapprima ne pregiudicò l’ascesa; le cose cambiarono in meglio verso la fine dei ’70 come detto ma poi, al momento di spiccare il salto decisivo, evidentemente alla band inglese è mancato qualcosa. Leggi il seguito di questo post »

Questo è un disco che per vari motivi attendevo con molta curiosità, il mondo dei Marillion si incrocia con quello dei Porcupine Tree; il cantante Steve Hogarth insieme al tastierista Richard Barbieri rilasciano Not the Weapon but the Hand, uscita molto interessante che credo lascerà spazio a varie considerazioni. Tralasciando i curricula musicali dei due, oramai noti ai più, è importante rilevare come anche il resto della formazione sia piuttosto composito. Se da un lato troviamo Chris Maitland, primo batterista dei PT , da un altro troviamo Arran Ahmun (già batterista di John Martyn !) e al basso il longevo Danny Thompson, membro fondatore dei Pentangle (!), che in carriera vanta un numero pressochè infinito di collaborazioni. A chiudere il cerchio Dave Gregory, chitarrista storico degli XTC (!) che in passato ha lavorato pure su alcuni album dei PT. Leggi il seguito di questo post »