frontProprio a ridosso dell’uscita del nuovo album dei Flying ColorsRadiant Records pubblica il nuovo album solista di Neal Morse intitolato Songs From November.

Non è la prima volta in cui il tastierista e cantante di Transatlantic Flying Colors decide di lasciare l’ambito sonoro a lui naturale e congeniale ma in questo caso il musicista californiano si è spinto decisamente oltre, confezionando un disco privo di qualsiasi spunto progressive e poggiante unicamente su di una morbida e spesso prevedibile vena melodica.

Una raccolta di brani dal sapore pop/rock, di certo sapientemente costruiti ed amalgamati ma personalmente (lo dico subito) non credo che questo sarà un album capace di fare impazzire di gioia i fans. Leggi il seguito di questo post »

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In mezzo ai mille impegni con i Dream Theater ecco che Jordan Rudess riesce di nuovo a ritagliarsi uno spazio del tutto personale, lontano dalle sonorità della band. Explorations è il nuovo album solista del virtuoso tastierista newyorkese e mai titolo fu più significativo. Infatti, non si limita a sperimentare partiture distanti da quelle usuali ma crea un’opera davvero a sé stante che poggia sul suo lavoro al piano e alle tastiere, coadiuvato da una vera orchestra.

Album interamente strumentale che tra l’altro prevede interventi abbastanza limitati di altri strumenti canonici in ambito rock; un’opera sicuramente non nuova nella sua concezione ma che a mio parere va ad arricchire in modo sostanziale la già nutrita discografia solista di “the Wiz”.

Interessante anche la genesi di questo che è il quattordicesimo titolo della sua personale discografia; un progetto con radici molto lontane che grazie ad internet ed alla tecnologia è riuscito a trovare compimento.

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frontTerzo squillo per gli australiani Anubis che tornano in scena a tre anni di distanza dall’interessante A Tower Of Silence.

Il neo prog proposto dalla band del chitarrista Dean Bennison si è arricchito di qualche sfumatura più oscura, le trame sono se mai andate facendosi ancor più fitte ma l’imprinting di base rimane quello dei due capitoli precedenti.

I riferimenti ad ogni modo permangono quelli consueti (direi IQ e Pink Floyd su tutti) e l’impasto sonoro pienamente immerso nel genere; la band ha aggiunto un pizzico di personalità con un risultato assolutamente gradevole.

Line up modificata nel frattempo, con l’ingresso del nuovo bassista Anthony Stewart che però ha preso parte solo alle ultime sessioni di incisione dell’album; la quasi totalità dei brani infatti vede al basso Robert Moulding. Leggi il seguito di questo post »

 

Siamo in piena estate, il 30 di luglio la città di solito prende lentamente a svuotarsi di persone che cominciano a partire per le agognate ferie. In più la giornata, meteorologicamente parlando, non prometteva niente di buono e sino al tardo pomeriggio incombevano nuvole minacciose con un rischio di pioggia non indifferente. Aggiungiamo poi che il symphonic metal è un genere che conta sicuramente molti appassionati in Italia ma forse non quanti nei paesi del nord Europa…sta di fatto che la bella e suggestiva cornice dell’Anfiteatro delle Cascine Firenze ieri sera risultava desolatamente semi vuota.

Ci lamentiamo spesso nell’ambiente della scarsezza di date sul nostro territorio, fatta salva l’egemonica presenza di Milano e Roma; se poi quando se ne presenta l’occasione il pubblico latita, pur con le attenuanti di cui sopra, personalmente mi cadono le braccia.

Ad ogni modo…show must go on e la serata, a dispetto dei presagi nefasti, è andata come meglio non avrebbe potuto. Leggi il seguito di questo post »

frontPer intraprendere cambiamenti radicali ci vogliono idee chiare, un progetto ben definito e, sopratutto quando si è considerati tra le band più influenti dell’intero panorama , ci vuole molto coraggio. Ecco, proprio questo non fa difetto a Mikael Åkerfeldt e agli Opeth, i quali tre anni fa con Heritage avevano impresso una brusca svolta al proprio sound.

Di li bisogna assolutamente ripartire perché, nonostante le dichiarazioni forti e quasi estreme del band leader, pochi credo avrebbero avuto il fegato di rimescolare le carte così in profondità; sarebbe stato molto più semplice (e forse redditizio) continuare a veleggiare sul “placido” mare del prog death metal, raccogliendo meritate lodi, attestazioni, consensi ed un prestigio sempre crescente, ormai divenuto universale. Leggi il seguito di questo post »

frontUna segnalazione, non una vera e propria recensione, un breve commento indirizzato a sottolineare l’uscita del diciassettesimo e nuovo album dei Judas Priest dal titolo Redeemer of Souls

Non potevo fare a meno di evidenziare l’uscita in questione perché comunque la si pensi ci troviamo di fronte ad una delle leggende di tutto l’ heavy metal, ad una delle voci che ne hanno fatto la storia (Rob Halford), ad una serie di album pubblicati (sino a Painkiller) che hanno elevato la band di Birmingham ai vertici del movimento.

Niente e nessuno è eterno a questo mondo, il tempo e gli anni passano, le mode cambiano, le voci perdono potenza, le idee possono diventare ripetitive e venire a mancare di originalità; l’ardore ed il sacro fuoco degli anni ruggenti (e della gioventù) fatalmente si stemperano e dunque si innesca inevitabilmente un processo di declino, lento o rapido a secondo delle circostanze e delle band. Leggi il seguito di questo post »

R.I.P.
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