frontUn ensemble molto particolare quello formato dagli svedesi Introitus, una band quasi a carattere familiare dedita …anima e corpo a sonorità neo prog caratterizzate da una buona dose di gusto, una voce solista femminile ed una spiccata tendenza ad offrire il meglio in brani dalla durata dilatata.

Personalmente ho avuto modo di scoprirli tre anni fa in occasione dell’uscita di Elements, secondo titolo della breve discografia; un album che mi aveva colpito per la freschezza e la bella scelta dei suoni, con evidenti riferimenti alle band inglesi degli anni ’90 ma animato da un entusiasmo quasi contagioso. Un lavoro lungo, un’ora abbondante, dal quale spiccavano come gemme alcuni dei passaggi più lunghi (The Hand That Feeds YouDreamscapeLike Always).

Come spesso accade in Italia non è stata data loro la giusta rilevanza ma, inseritili nel radar, non li ho più persi di vista e ora presentano il terzo capitolo intitolato Anima. Leggi il seguito di questo post »

frontProprio recentemente in un’intervista Anders Fridén si è soffermato sull’impossibilità di accontentare tutti, un aspetto divenuto ineludibile alla luce del percorso e del cambio di rotta intrapreso da qualche anno dagli In Flames. La band di Goteborg  come è noto si è distaccata da tempo dal sound incendiario degli esordi, il melodic death metal di cui erano intrisi lavori come Whoracle o l’acclamato Colony appartiene oramai ad un’altra stagione e quando ricompare lo fa con discrezione, a piccole dosi.

E dunque, al di la dei gusti e delle preferenze personali, mi trovo a sottolineare ancora una volta un dettaglio che pare banale ma invece diventa basilare: l’età. I nostri sono tutti intorno alla quarantina (ancora giovani, sia ben chiaro) e umanamente hanno vissuto un’evoluzione, non possono più vivere e suonare con l’impeto di venti anni prima, credo sia fisiologicamente inevitabile. Leggi il seguito di questo post »

R.I.P.glenncornick1971

frontUn tempismo forse mai indovinato ha segnato a mio parere il cammino dei HammerFall; gli esordi heavy metal di fine anni ’90 (e dunque già fuori tempo massimo), una successiva conversione su sonorità power metal (quando il treno era già ampiamente lanciato) ed infine un perenne dondolare tra i due imprinting ha fatto sì di potere indicare la band svedese come una di quelle che tanto promettevano e molto meno hanno mantenuto.

Ancora una volta pubblicato da Nuclear Blast esce il loro nuovo disco, nono della serie, intitolato (r)Evolution; a dispetto del titolo comunque ambivalente non molto è mutato rispetto alla precedente release (Infected). In cabina di regia siede nuovamente James Michael insieme a Fredrik Nordström, gran parte del materiale è stato scritto dal chitarrista fondatore del gruppo Oscar Dronjak.

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frontProprio a ridosso dell’uscita del nuovo album dei Flying ColorsRadiant Records pubblica il nuovo album solista di Neal Morse intitolato Songs From November.

Non è la prima volta in cui il tastierista e cantante di Transatlantic Flying Colors decide di lasciare l’ambito sonoro a lui naturale e congeniale ma in questo caso il musicista californiano si è spinto decisamente oltre, confezionando un disco privo di qualsiasi spunto progressive e poggiante unicamente su di una morbida e spesso prevedibile vena melodica.

Una raccolta di brani dal sapore pop/rock, di certo sapientemente costruiti ed amalgamati ma personalmente (lo dico subito) non credo che questo sarà un album capace di fare impazzire di gioia i fans. Leggi il seguito di questo post »

front

In mezzo ai mille impegni con i Dream Theater ecco che Jordan Rudess riesce di nuovo a ritagliarsi uno spazio del tutto personale, lontano dalle sonorità della band. Explorations è il nuovo album solista del virtuoso tastierista newyorkese e mai titolo fu più significativo. Infatti, non si limita a sperimentare partiture distanti da quelle usuali ma crea un’opera davvero a sé stante che poggia sul suo lavoro al piano e alle tastiere, coadiuvato da una vera orchestra.

Album interamente strumentale che tra l’altro prevede interventi abbastanza limitati di altri strumenti canonici in ambito rock; un’opera sicuramente non nuova nella sua concezione ma che a mio parere va ad arricchire in modo sostanziale la già nutrita discografia solista di “the Wiz”.

Interessante anche la genesi di questo che è il quattordicesimo titolo della sua personale discografia; un progetto con radici molto lontane che grazie ad internet ed alla tecnologia è riuscito a trovare compimento.

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frontTerzo squillo per gli australiani Anubis che tornano in scena a tre anni di distanza dall’interessante A Tower Of Silence.

Il neo prog proposto dalla band del chitarrista Dean Bennison si è arricchito di qualche sfumatura più oscura, le trame sono se mai andate facendosi ancor più fitte ma l’imprinting di base rimane quello dei due capitoli precedenti.

I riferimenti ad ogni modo permangono quelli consueti (direi IQ e Pink Floyd su tutti) e l’impasto sonoro pienamente immerso nel genere; la band ha aggiunto un pizzico di personalità con un risultato assolutamente gradevole.

Line up modificata nel frattempo, con l’ingresso del nuovo bassista Anthony Stewart che però ha preso parte solo alle ultime sessioni di incisione dell’album; la quasi totalità dei brani infatti vede al basso Robert Moulding. Leggi il seguito di questo post »