frontE finalmente, al sesto tentativo, gli Anubis Gate hanno trovato il bandolo della matassa. Horizons (il nuovo album) segna sicuramente il momento migliore nella discografia della band danese, dopo un inizio di carriera a dire poco stentoreo.

I primi due album infatti ( Purification A Perfect Forever) avevano regalato poche emozioni, compressi in un power metal abbastanza stereotipato e consunto; quindi sono seguite un paio di prestazioni più convincenti, sino poi a giungere al disco eponimo  di tre anni fa che per la prima volta metteva in stretta e riuscita connessione tra loro elementi power con altri prog metal.

Un primo segnale forte di cambiamento e maturazione dunque che con questo ultimo capitolo trova finalmente la maturazione, dando origine ad’un ottima prova.

Il quartetto guidato dal cantante e bassista Henrik Fevres si presenta largamente rinnovato pure sotto il profilo della formazione. Leggi il seguito di questo post »

frontPassa il tempo, corrono gli anni e Gerald Bostock è oramai divenuto a tutti gli effetti l’alter ego di Ian Anderson; il personaggio scaturito più di quarant’anni fa dalla fantasia del menestrello scozzese era clamorosamente tornato alla ribalta nel 2012 con il secondo capitolo di Thick As a Brick. Nel frattempo Gerald si è ritirato dalla vita politica nella placida St. Cleve e, mentre si dedica a tempo pieno alla scrittura, scopre un antico libro scritto da un anziano gentiluomo di campagna, appassionato di storia (Ernest T. Parritt).

Il libro ripercorre la storia inglese attraverso vari personaggi e vicende in differenti epoche; tutti però vengono trattati con una vena molto particolare, frutto del delirio cui la malaria aveva sottoposto il vecchio Parritt.

In questo modo, con un transfer perfetto, Gerald Bostock diviene indirettamente il vero autore di Homo Erraticus, il sesto e nuovo album del leader dei Jethro Tull. Leggi il seguito di questo post »

frontPer chi se lo fosse perso Elinoire, uscito tre anni fa, è stato l’album di debutto dei Flaming Row, project band tedesca il cui mastermind è il poli strumentista Martin Schnella. Si trattava di un’ ambiziosa prog metal opera con un cast dnutritissimo ad accompagnare il quartetto di Gottingen e da subito ho percepito il giovane e riccioluto musicista come una sorta di novello replicante del celebre Arjen Anthony Lucassen.

Questo sia per la maestosità del progetto che per la propensione a suonare diversi strumenti e sia infine per la capacità di coagulare intorno al proprio gruppo un numero spropositato di affermati artisti.

Mirage – A Portrayal Of Figures è il nuovo capitolo, una seconda avventura nel mondo sci-fi poggiante su di un solido concept e vuol essere il primo step di una trilogia. Leggi il seguito di questo post »

frontUn andamento alterno, tra alti e bassi, ha sin qui contrassegnato il cammino dei Lazuli, gruppo new prog francese capitanato dai fratelli Leonetti. Una band eclettica, in grado di attraversare stili e stagioni diverse del progressive seppur non sempre con i medesimi esiti. Inoltre, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, la scelta di cantare in francese (a mio personale parere) non li premia oltremodo: niente da eccepire sulla bellezza dell’idioma transalpino ma in un contesto rock non riesco a legarlo bene al resto, lo percepisco come un corpo estraneo.

L’ultimo segnale provenuto dal combo originario del sud della Francia datava 2011 con l’uscita di (4603 Battements); poi tanti live, molte partecipazioni ai principali festival prog in Europa e non solo, quindi una quotazione in lenta ascesa. Oggi presentano il nuovo disco, quinto della serie, dal titolo Tant Que L`Herbe Est Grasse. Leggi il seguito di questo post »

frontZakk Wylde oltre a essere un ottimo chitarrista (per eventuali referenze domandare a Ozzy Osbourne) è pure uno scaltro compositore, come spesso ha dimostrato con i suoi Black Label Society. Mischiando tra loro elementi heavysludgedoom e aggiungendo un pizzico di southern rock la band californiana ha creato nel tempo un vero e proprio marchio di fabbrica, cui non si sottrae il nuovo (e nono) album intitolato Catacombs Of The Black Vatican.

Il “format” non viene mutato di molto nemmeno in questa occasione, così da confezionare un disco non adatto ai patiti del metal estremo ma perfetto per chi invece preferisce spaziare tra più versanti nel genere.

Devo spendere due parole preliminari su gruppo, la cui ultima uscita (Order of the Black) datava ormai 2010. Chad Szeliga, poco dopo, è divenuto il nuovo batterista, rilevando il posto di Mike Froedge. Leggi il seguito di questo post »

frontSpesso ho avuto modo di sottolineare come oggi davanti ad una quantità infinita di nuove proposte possa accadere che, nonostante la curiosità e la buona volontà, alcune di esse possano sfuggire; praticamente impossibile coprire tutte le nuove uscite ed è quello che giusto un anno fa mi è successo con il primo album dei Elephants Of Scotland (Home Away From Home).

Rimedio adesso dato che il quartetto americano, forte di positivi riscontri, ha già pubblicato il secondo capitolo intitolato Execute And Breathe.

La band dal moniker curioso proviene dal Vermont ed ha alle spalle una genesi simile a quella di tante altre; una grande passione per il progressive ed il neo prog con riferimenti ai più classici gruppi interpreti delle due stagioni; pur provenienti da esperienze musicali diverse hanno trovato in questo genere il loro comune denominatore. Leggi il seguito di questo post »

frontNoto per le collaborazioni con FishSound Of Contact e Steven Wilson  ma sopratutto per essere a tutti gli effetti il “quinto” Porcupine Tree, il chitarrista della Florida John Wesley pubblica per InsideOut il sesto lavoro dal titolo Disconnect.

Wesley mancava da qualche anno a livello solista ed in questa occasione non si è fatto mancare ospiti di rilievo: Alex Lifeson dei Rush partecipa con la sua chitarra in un brano mentre un’altra traccia vede la presenza dell’amico Steven Wilson al mixer.

In compagnia del fido Dean Tidey (chitarre), oltre che Mark Prator (batteria) e Patrick Bettison (basso), il musicista americano scrive un altro capitolo della propria discografia, incentrato al solito su atmosfere crossover prog e/o alternative rock.

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