Angel Witch As Above So Below 2012

Pubblicato: aprile 2, 2012 in Recensioni Uscite 2012
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Dal 1986, anno di uscita di Frontal Assault, non si erano avute più molte notizie degli Angel Witch, band seminale del periodo New Wave of  British Heavy Metal. Emersi nello stesso periodo degli Iron Maiden e dei Saxon non hanno avuto la stessa brillante carriera, a causa sopratutto della cronica instabilità della formazione, accresciuta dalla difficile e controversa personalità di Kevin Heybourne, leader del gruppo di cui è chitarrista e voce. Il disco di esordio, omonimo, uscì nell’ormai lontano 1980 e da subito comunque gli Angel Witch si posero in modo diverso dai gruppi metal inglesi del periodo; suoni più sporchi, atmosfere se vogliamo più underground, una line up numericamente ridotta a tre-quattro elementi al massimo. Il carattere di Heybourne e la mancanza di serenità all’interno del combo fecero sì che, nonostante il buon riscontro di successo del primo disco, già nei due successivi la band  fosse retrocessa ad un ruolo più di nicchia rispetto ad altre coeve.

Da allora, salvo qualche tentativo di reunion e varie date tra States ed Inghilterra (da cui un live nel 2009), più nulla. Un lasso di tempo enorme che, francamente, mi aveva fatto perdere memoria di loro. Con mia grande sorpresa ecco la quarta e nuova release, dal titolo As Above So Below.

Nessuno dei musicisti che si sono alternati in passato è qui presente insieme a Heybourne; la formazione odierna vede, oltre al band-leader, Will Palmer al basso e Andrew Prestridge alla batteria. Un trio dunque, una formazione ridotta all’osso che ripropone il proprio sound, già influenzato da Black Sabbath e Deep Purple. Cinquanta minuti di un metal a tratti cupo, in altri momenti più aperto ma sempre e comunque dai suoni sporcati, con una produzione che credo volutamente abbia puntato su questa qualità consolidata della band.

La track list:

  1. Dead Sea Scrolls– 05:59
  2. Into the Dark– 05:11
  3. Gebura– 05:24
  4. The Horla– 07:29
  5. Witching Hour– 05:49
  6. Upon This Cord– 06:33
  7. Guillotine– 06:53
  8. Brainwashed – 07:10

Tra le tracce elencate vorrei spendere qualche parola per l’opener Dead Sea Scrolls, emblema del sound AW; come se non fossero trascorsi ventisei anni (!) ripropongono la loro sonorità pressochè intatta. Certo, può mancare quella spinta e quell’energia che regalano i vent’anni ma il tiro c’è ancora, eccome. Heybourne offre spesso fughe velocissime con la sua chitarra, mentre basso e batteria martellano senza sosta. Bello e di effetto il riff iniziale, ripreso al termine del pezzo.

The Horla è la song che mi più mi ha colpito, una ballad mid-tempo dall’incedere lento che ricorda un pò i vecchi Grand Funk. Buona resa della voce di Kevin Heybourne, protagonista incontrastato della scena e ben supportato dal duo ritmico. Suono sulfureo, scuro, marchio di fabbrica del gruppo. La seconda parte è molto più “sparata” e contiene un solo di chitarra degno di nota.

Interessanti sono pure Witching Hour, Upon This Cord  ( forse il pezzo più moderno) e Guillotine.

Si tratta di un metal d’epoca che oggi può sembrare datato e forse un pò ingenuo; dopo un quarto di secolo gli Angel Witch sono tornati e hanno deciso di rimanere tali, fedeli a loro stessi. Forse l’operazione può apparire come fuori tempo massimo, il rischio in effetti c’è; ma fa comunque piacere riascoltare le scorribande chitarristiche di Heybourne e dei nuovi compagni. Il tiro, la grinta e la voglia ci sono ancora.

Max

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