O-Card (2015).inddCi sono voluti ben quattro anni per sentire di nuovo parlare dei Symphony X ma finalmente, proprio in questi giorni, viene pubblicato Underworld, album n.9 per la band americana, edito per Nuclear Blast.

Problemi fisici e alcuni progetti paralleli o solisti (in particolar modo l’attività di Russell Allen) hanno coperto il quadriennio che ci ha separato da Iconoclast, ad oggi top chart per il gruppo, album dalla notevole spinta ed impatto.

Come in occasione di Paradise Lost il mixing è stato affidato all’ottimo Jens Bogren, effettuato presso i suoi Fascination Street Studios; produzione invece curata ancora dal chitarrista Michael Romeo. Leggi il seguito di questo post »

frontUn’altissima qualità tendente al perfezionismo, un tipo di progressive moderno che si sviluppa ed evolve partendo da basi “classiche”; questi ed altri i tratti salienti utili a delineare il sound degli Echolyn, raffinata band americana da più parti indicata come una sorta di reincarnazione ed attualizzazione dei grandi Gentle Giant.

Definizioni a parte, torna in pista il quintetto della Pennsylvania proponendo I Heard You Listening, nono album di una serie (pregiata) che ha visto la luce nell’ormai lontano 1991; il nuovo lavoro segue di soli tre anni il disco eponimo, soprannominato amichevolmente “l’album delle finestre”. Un’attesa ridotta in questo caso per il successore di un disco doppio, inizialmente forse un pò ostico ma che cresceva ad ogni ascolto. Leggi il seguito di questo post »

folderUn interprete delicato e dallo stile molto espressivo, un impianto musicale raffinato; pubblicato per Inside Out esce dunque Stupid Things That Mean the World, la nuova fatica di Tim Bowness, già voce inconfondibile del progetto No-Man in collaborazione con Steven Wilson. Accantonato forse definitivamente il duo, prosegue così il viaggio in solitaria del sofisticato cantante inglese, forte degli ottimi riscontri ottenuti esattamente un anno fa con Abandoned Dancehall Dreams.

Un cast di prima grandezza e qualità collabora fattivamente alla realizzazione di quello che però, anticipo subito, personalmente valuto come un sensibile passo indietro quanto a freschezza di idee ed incisività delle melodie rispetto al recente passato. Leggi il seguito di questo post »

Bene i Riverside, alcuni cavalli di battaglia proposti in una veste coraggiosamente rielaborata, i nuovi pezzi suonati dall’album in uscita il prossimo settembre tra i quali uno in assoluta anteprima; bene ancora la loro tenacia e il “darci dentro” in un contesto francamente impossibile.

Molto male il resto: in una serata afosa affrontare la temperatura equatoriale presente all’interno dell’Alchemica Music Club ieri a Bologna è stata infatti un’impresa temeraria, al limite del collasso; dispiace dirlo ma, se da un lato va premiata l’intuizione dei promoter che sono riusciti a portare in Italia la band polacca, da un altro è bene sottolineare che organizzare concerti in queste condizioni probabilmente è deleterio. Leggi il seguito di questo post »

frontTalvolta le cose possono accadere casualmente o, comunque, senza andarle a cercare; da una serie di circostanze più o meno fortuite possono nascere interessanti collaborazioni le quali poi possono esaurirsi rapidamente oppure, e questo è il caso, proseguire intraprendendo un cammino che merita di essere seguito.

Il preambolo fotografa la dinamica e particolare partnership che si è venuta ad instaurare tra Marco Machera, giovane bassista laziale del quale ho avuto già modo di scrivere e Julie Slick, altrettanto giovane e virtuosa bassista, già con Adrian Belew Power Trio The Crimson ProjeKCt. Leggi il seguito di questo post »

frontDestinati forse a rimanere una band di nicchia, tornano dopo due anni gli irlandesi God Is An Astronaut con Helios | Erebus, settimo lavoro a firma dei fratelli Kinsella. Prosegue il viaggio etereo, emozionante e talvolta ipnotico attraverso un post rock strumentale che a mio avviso ha il pregio di non cadere irrimediabilmente nel deja vu o nel banalmente ripetitivo.

Landscapes sonori in grado di disegnare e descrivere sensazioni con estrema profondità, rapide e sostenute increspature del sound, spirali avvolgenti di note dentro le quali perdersi, in una mescolanza di richiami tra Floyd, qualcosa del krautrock più morbido, riverberi di matrice Porcupine Tree ma, sopratutto, Mogwai. Leggi il seguito di questo post »

ChrisSquireOgnuno cresce musicalmente con degli eroi, dei personaggi che divengono simbolo e paradigma di uno strumento e di quelle sonorità che una volta che ti catturano sono destinate a rimanere dentro per sempre, a non lasciarti più.

Esistono purtroppo delle malattie che non lasciano speranza, non danno scampo e proprio una di queste ha fulminato (mi si passi il termine) uno dei più grandi, immensi e carismatici bassisti della storia del rock; ho appreso la notizia pochi minuti fa e non ci volevo credere.

Adesso resta solo un silenzio assordante e la certezza che il suo Rickenbacker pulserà per l’eternità, niente altro.

Addio Chris.

Max