frontArruolato un nuovo bassista, Ollivier Long, in luogo del militante di lungo corso Lionel-B Guichard, i francesi Nemo tornano in gioco presentando Coma, ultimo e frizzante album (il nono) della loro carriera. Superato lo “straripamento” avvenuto giusto due anni fa con il doppio Le Ver dans le Fruit, la band capitanata dal chitarrista e cantante Pierre Louveton torna al formato di CD singolo, pur riservando una limited edition comprendente un secondo disco bonus nel quale sono contenute tra l’altro due cover importanti ( Rat Bat Blue dei Deep Purple e Ten Years Gone dei Led Zeppelin).

Raramente tenere un ritmo così serrato di pubblicazioni è sinonimo di fine qualità compositiva, inevitabilmente l’ispirazione si inaridisce…ed invece i Nemo mi smentiscono, scrivendo una pagina di musica ottima. Leggi il seguito di questo post »

frontProcede la marcia dei Spock’s Beard che aggiungono il dodicesimo tassello alla loro invidiabile collezione di album in studio; il nuovo nato, largamente preannunciato ed in uscita in questi giorni pubblicato da InsideOut, si intitola The Oblivion Particle. La band californiana si conferma stabilmente nella formazione autrice del lavoro precedente, l’ottimo Brief Nocturnes and Dreamless Sleep, con Ted Leonard voce solista ed il folletto Jimmy Keegan alla batteria (oltre che, occasionalmente, in veste di singer).

Il nuovo disco, oltre un’ora la durata, si pone come prosecuzione del precedente e a dire il vero registra qualche novità; il sound del quintetto non rimane rigidamente ancorato ai canoni consueti ma, in linea generale, manca un pò di brillantezza compositiva. Leggi il seguito di questo post »

frontL’esordio nel 1997, un secondo squillo nel 2006 ed oggi, nuovamente a ben nove anni di distanza, il terzo sigillo. Silent Sentinel è il nuovo ed imponente lavoro dei Advent, band proveniente dal New Jersey appartenente ad un filone “colto/classico” in ambito progressive rock.

In un certo modo il maturo sestetto americano rappresenta un caso, nel senso che dopo gli inizi come tribute-band dei Gentle Giant  e Procol Harum e, pur con una produzione assolutamente limitata ed estremamente diluita nel tempo, ha saputo assurgere al ruolo di cult band di genere.

Cifra tecnica elevata, notevole gusto e doti di arrangiamento, capacità di esprimere delle polifonie da brivido ne fanno un gruppo di alta qualità e questo terzo disco ne è una riprova. Leggi il seguito di questo post »

frontNon possiedono la genialità dei Echolyn, né la maestosità dei Glass Hammer né, tanto meno, la tecnica o l’esplosività dei Rush ma Abigail’s Ghost, qui al terzo lavoro con Black Plastic Sun, si segnalano come una band interessante, in grado di pubblicare un album che ha attirato la mia attenzione.

Tutte le principali prerogative del progressive di matrice americana sono ben distribuite tra le fila di questo giovane quintetto della Louisiana; le proporzioni, i relativi “dosaggi” sono estremamente centellinati e dunque non fanno gridare al miracolo ma la miscela che ne risulta è senza dubbio di buona fattura, segnata sopratutto da un orientamento… particolare. Leggi il seguito di questo post »

frontRispettando la cadenza di due anni come un meccanismo di estrema precisione, ecco uscire per Frontiers Records il nuovo e tredicesimo album in studio per i danesi Royal Hunt, dal titolo Devil’s Dozen.

A Life To Die For (2013) aveva registrato, pur tra esiti contrastanti, un necessario lavoro di limatura, di sgrossatura verso alcune “iperboli” melodiche proprie del sound del gruppo, oramai divenute un fardello pesante da riproporre; l’eccessiva prolificità di André Andersen alla lunga si è trasformata in un boomerang, tendendo a ricalcare quasi pedissequamente un unico modello e Devil’s Dozen, purtroppo, non segnala miglioramenti.

Anzi, se possibile, evidenzia a mio avviso una vena compositiva inaridita. Leggi il seguito di questo post »

frontUn’autentica mazzata, un boato di una potenza incredibile, unica; senza un attimo di tregua e, al tempo stesso, evitando di dilungarsi inutilmente perdendo di efficacia. Queste le impressioni a caldo dopo vari ascolti di VII: Sturm und Drang, ottavo e nuovo album dei micidiali Lamb Of God !

Il quintetto della Virginia torna alle cronache tre anni e mezzo dopo il buon Resolution compiendo un notevole balzo in avanti, quanto a inventiva, compattezza e…cuore.

Pubblicato per Nuclear Blast e prodotto nuovamente da Josh Wilbur, il nuovo lavoro di Chris Adler e compagni si compone di dieci brani e si esaurisce in poco meno di cinquanta minuti, assolutamente sufficienti per terminare spossati ma entusiasti. Leggi il seguito di questo post »

O-Card (2015).inddCi sono voluti ben quattro anni per sentire di nuovo parlare dei Symphony X ma finalmente, proprio in questi giorni, viene pubblicato Underworld, album n.9 per la band americana, edito per Nuclear Blast.

Problemi fisici e alcuni progetti paralleli o solisti (in particolar modo l’attività di Russell Allen) hanno coperto il quadriennio che ci ha separato da Iconoclast, ad oggi top chart per il gruppo, album dalla notevole spinta ed impatto.

Come in occasione di Paradise Lost il mixing è stato affidato all’ottimo Jens Bogren, effettuato presso i suoi Fascination Street Studios; produzione invece curata ancora dal chitarrista Michael Romeo. Leggi il seguito di questo post »