Con una regolare cadenza, in media tra i cinque e  i sei anni, Nick Magnus pubblica un album solista con il quale prosegue il suo percorso musicale. Accompagnato dal consueto giro di collaboratori che hanno fatto parte anche dell’ entourage di Steve Hackett, dà alle stampe Catharsis, sesta tessera del suo mosaico discografico.

Le sonorità rimangono quelle consuete, un canovaccio ormai consolidato cui provvede quasi interamente lo stesso Magnus; un punto di discontinuità lo forniscono gli interpreti vocali, ben quattro, che si alternano al microfono.

In definitiva dunque gli otto brani che compongono Catharsis non fanno altro che ribadire pregi e qualità del musicista ex Enid, tra elementi folk e sinfonici, ma poco immettono di nuovo. Leggi il seguito di questo post »

Dopo un silenzio durato ben 11 anni Steven Wilson Tim Bowness hanno riacceso i motori della macchina No-Man con un album che, sono certo, farà discutere.

Se i lavori del passato, sino ad arrivare al precedente Schoolyard Ghosts (2008), avevano mantenuto una rotta ben definita su una linea di suoni eterei e sognanti, morbidi, adagiati su di una nostalgia di fondo, Love You to Bits (questo il titolo del nuovo disco) se ne discosta completamente con una virata assolutamente sorprendente.

C’è da dire preliminarmente che almeno in parte può essere tracciato un ponte ideale tra questa uscita e l’ultima solista di Wilson (To the Bone) ma la musica qui proposta dal duo inglese è davvero agli antipodi di quanto offerto prima. Leggi il seguito di questo post »

Waiting for Miracles. Questo il titolo del doppio e nuovo lavoro pubblicato per InsideOut dei Flower Kings, tredicesimo della serie, con il quale la band svedese torna al proscenio sei anni dopo Desolation Rose.

La formazione guidata da Roine Stolt ha segnalato nel frattempo due importanti avvicendamenti con l’ingresso di Zach Kamins (chitarra e tastiere) e di Mirko DeMaio (batteria) in luogo di Tomas Bodin Felix Lehrmann.

Come dicevo, l’album si divide in due CD il primo dei quali supera la boa dell’ora di durata mentre il secondo, più conciso, si attesta sui 21 minuti circa; un ritorno, quello del formato doppio, che mancava dal 2006 (Paradox Hotel). Leggi il seguito di questo post »

Kscope ha pubblicato il secondo lavoro solista (terzo considerando anche quello in collaborazione con Jonas Renkse) di Bruce Soord, frontman e leader dei Pineapple Thief.

All This Will Be Yours è il titolo dell’album interamente scritto, suonato e cantato dal musicista inglese e questa uscita mi suggerisce, più che una vera e propria recensione, una riflessione.

Premetto che si tratta di un disco di buona fattura e dai contenuti di un certo livello, al cui interno si trovano almeno tre brani di alta levatura per atmosfera, arrangiamento, bilanciamento delle sonorità, profondi ma non cervellotici. E pure i restanti, per lo più tutti in forma canzone, mantengono una qualità che va comunque evidenziata. Leggi il seguito di questo post »

Un sensibile incremento dell’ elettronica, ritmi più frequentemente sincopati, la maggior parte della stesura dei testi (autobiografici) affidata questa volta al cantante e tastierista Einar Solberg.

Con queste credenziali è uscito Pitfalls, sesto e nuovo album dei Leprous, prodotto da David Castillo, mixato dal producer inglese Adam Noble e pubblicato per Inside Out.

La straniante malinconia sulla quale poggia il sound del quintetto norvegese si stravolge così di connotazioni alternative, a tratti alleggerendo quella cupezza crepuscolare con un approccio forse meno meditativo, più diretto e malleabile, in altri casi invece illanguidendola per opera di violoncello e violino (Chris Baum dei Bent Knee). Leggi il seguito di questo post »

Alla rispettabile età di quasi 73 anni, lo storico chitarrista olandese Jan Akkerman prosegue la sua intensa carriera solista presentando, via Mascot Label Group, il suo nuovo lavoro intitolato Close Beauty.

Un album interamente strumentale in cui il virtuoso musicista ex-Focus (ricordo per i più giovani che nel lontano 1973 l’autorevole rivista inglese Melody Maker lo indicò come migliore chitarrista dell’anno) viene accompagnato da David De Marez Oyens (basso), Marijn van den Berg (batteria) e Coen Molenaar (tastiere e produzione).

Il catalogo di Jan Akkerman è ovviamente vasto e molto variegato, con un repertorio che ha attraversato varie fasi: orchestrali, folk, ovviamente progressive, rivisitazioni classiche e conta inoltre numerose collaborazioni di prestigio. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da Frontiers Records è appena uscito The Ghost Xperiment – Awakening, nuovo album dei Vanden Plas e primo di due capitoli il cui seguito, Illumination, vedrà la luce il prossimo anno.

Dopo 25 anni di attività, 10 album in studio e 2 live non rimane molto da scoprire sulla band tedesca capeggiata dal front man Andy Kuntz; il filone rimane saldamente ancorato ai dettami di un prog metal di impatto e melodico, implementato da arrangiamenti orchestrali. Sotto questo punto di vista dunque con il nuovo disco niente è cambiato, a grandi linee il canovaccio è rimasto immutato senza il minimo scostamento.

Vanden Plas continuano così sulla loro strada, fanno questo…ma lo sanno fare bene. Leggi il seguito di questo post »