frontPartiti con un esordio frizzante (Rubidium  2013), gli inglesi Maschine capitanati dal chitarrista e cantante Luke Machin ci riprovano adesso con Naturalis, secondo ed interessante lavoro pubblicato per Inside Out.

Pur mantenendo in toto  la sua trasversalità, quell’essere crossover al punto di poter passare dal prog metal ad intuizioni pop in assoluta scioltezza, la band di Brighton gioca in modo diverso con i suoni e gli arrangiamenti in questo nuovo episodio, collocandolo così un passo oltre il precedente.

Sin dal primo ascolto infatti l’impatto sonoro risulta coeso e variegato al tempo stesso ma si coglie immediatamente un indirizzo differente. Leggi il seguito di questo post »

frontCon un imponente e monumentale doppio album della durata di ben 106 minuti scende in campo nuovamente Neal Morse con la Neal Morse Band in formazione invariata rispetto alla precedente uscita (The Grand Experiment).

The Similitude Of A Dream, un concept pubblicato per Radiant Records, si ispira alle vicende descritte da John Bunyan (prete battista e scrittore inglese del ‘600) nell’opera di letteratura a sfondo religioso intitolata The Pilgrim’s Progress.

Per quanto concerne il musicista americano permane forte dunque il legame con tematiche di fede e sacre, divenute nel tempo forse uno dei principali volani compositivi. Leggi il seguito di questo post »

lrR.I.P.

frontQuattro anni dopo il gradevole See Right Through You si riaffacciano i Jadis del chitarrista e cantante Gary Chandler mentre, nella costante mutevolezza di questa formazione, si registra l’importante ritorno dell’ottimo Martin Orford.

No Fear Of Looking Down è il titolo del nuovo lavoro del quartetto inglese, completato ancora da Andy Marlow (basso) e  Steve Christey (batteria): otto brani nuovi di zecca che in larga parte però, lo anticipo subito, poco aggiungono dal lato creativo al catalogo della band. Leggi il seguito di questo post »

frontMusicista e produttore tra i più prolifici e di qualità sulla scena prog nazionale, Cristiano Roversi possiede una dote a mio avviso rara, e cioè la capacità di racchiudere in ogni frangente, in ogni progetto, l’amore per le sonorità delle origini unito al gusto ed alla sfida verso un sound più fresco ed attuale. Prerogativa di pochi, appannaggio di una ristretta elite di artisti che seguendo questo “credo” sono in grado di infondere continuamente nuova linfa ad un genere ormai in perenne rischio di avvitamento su sé stesso.

Journey Through Mine è il titolo del terzo album a nome Submarine Silence, recentemente pubblicato per Ma.Ra.Cash Records e tiene fede a queste premesse, ponendosi come step evolutivo dell’ottimo  There’s Something Very Strange In Her Little Room (2013). Leggi il seguito di questo post »

lcR.I.P

frontSuccessivamente alla pubblicazione di White Light Generator (2014) i Crippled Black Phoenix hanno vissuto un vero e proprio scisma, culminato con il brusco allontanamento del chitarrista Karl Demata e la seguente pesante disputa tra lui ed il band leader Justin Greaves. Non era certo questa la pausa di decompressione che auspicavo chiosando in merito alla precedente uscita; all’interno di una band si possono modificare o rompere alcuni equilibri con conseguenze spesso imprevedibili.

Il primo segnale di rinnovamento è giunto quindi l’anno scorso con New Dark Age, una sorta di lungo EP comprendente due inediti (validi) ed una particolare rilettura di Echoes dei Pink Floyd; con la nuova line up esce ora Bronze, ultima fatica della nutrita formazione inglese. Leggi il seguito di questo post »