L’ultimo episodio datava 2007, erano già tracorsi quattro anni da L’ Infinito, album con il quale anche il leader  Aldo Tagliapietra aveva concluso la sua quasi quarantennale avventura con il gruppo. Sono seguite purtroppo anche alcune diatribe in relazione alla paternità del nome della band, protrattesi a lungo; alla fine Michi Dei Rossi, lo storico batterista, è rimasto il depositario del “marchio”, ultimo membro della formazione iniziale. E così quest’anno, tra lo stupore generale, il drummer veneziano ha annunciato e poi presentato l’uscita del nuovo lavoro de Le Orme intitolato La Via della Seta. Solamente Michele Bon alle tastiere è elemento già facente parte del gruppo; al canto, nel ruolo che fu di Tagliapietra, oggi troviamo Jimmi Spitaleri, vecchia conoscenza del prog italiano come singer dei Metamorfosi, gruppo romano del periodo d’oro anni ’70. Completano l’organico Fabio Trentini al basso, William Dotto alla chitarra e Federico Gava, pianoforte e tastiere.

La Via della Seta è un concept in pieno stile prog.italiano come da tempo non ne sentivo; un lavoro che non teme il giudizio del tempo a mio avviso perchè di bella musica si tratta e questa non conosce età. Il titolo richiama il contenuto, rievocando un viaggio tra luoghi e popoli lontanissimi, con il desiderio e l’auspicio di nuove conoscenze e fratellanza.Voglio sottolinare anche come l’unione tra musicisti più esperti e “anziani” (mi si passi il termine) e quelli più giovani riesca molto bene, producendo anzi un ottimo risultato. Un buon mix tra esperienza ed energia. Nota fondamentale è quella che riguarda il canto che ne Le Orme si è da sempre identificato nella voce,oltrechè nel songwriting, di Aldo Tagliapietra. Non era dunque un’ operazione semplice per il nuovo venuto ma va detto che il buon Spitaleri riesce molto bene nel compito. Con il suo timbto, talvolta solenne ed altre delicato, si compenetra alla perfezione con il resto della band, punteggiando in modo emozionante con il suo cantato le atmosfere oniriche e romantiche create dal suono.

Quanto al sound , come ripeto, è manna per le orecchie degli amanti del vecchio progressive di casa nostra. Un sapiente ed abbondante uso di synth, piano ed Hammond si srotola con fantasia dando modo al duo Trentin – Dei Rossi di creare interessanti e variate armonie. La chitarra di Dotto è ben calibrata, occupa i gisuti spazi e in futuro chissà non se ne possa ritagliare di ulteriori. Su tutto,ancora, gli interventi vocali di Jimmi che denota ancora potenza da vendere e una capacità interpretativa davvero mirabile. Senza dubbio una presenza vocale adatta ed indovinata.

Dodici sono le tracce che compongono il disco, tuute legate naturalmente una all’altra per completare il mosaico. Tra queste tengo a segnalare L’Alba di Eurasia, delicatissimo acquerello iniziale e la successiva Il Romanzo di Alessandro, brano di sicuro impatto in cui si staglia un ottimo assolo di Dotto.

Verso Sud coincide con l’esordio del cantato di Spitaleri e, per un attimo, pare davvero di essere catapultati in un altro decennio; grande emozione, come ritrovare una cara persona del passato.

Mondi Che si Cercano è un bellissimo ed articolato episodio strumentale nel quale il piano fa la parte del leone, colorando la tavolozza dell’immaginario con arpeggi e scale dolcissime.

Serinde è uno dei momenti migliori del disco, rappresenta a mio parere l’essenza delle Orme ma anche di un epoca e di un genere, quello rappresentato dai gruppi italiani. Credo che possa avere un’ ottima resa live proprio perchè composto tra l’altro da trascinanti “aperture”.

In Incontro dei Popoli penso sia importante segnalare la forza del testo, un messaggio di speranza mentre La Prima Melodia vede protagonista un ispirato Dotto alla chitarra che fa da battistrada ai compagni per un brano a tratti corale, a momenti invece raccolto.

Xi’an-Venezia-Roma condensa lo spirito dell’intero viaggio, con le sue speranze e trepidazioni. Un Hammond sensazionale accompagna come un gabbiano sul mare la nave della band, affiancato poi da un moog da brividi.

Infine la title track che chiude l’opera con la voce di Spitaleri davvero solenne ed epica su di un tema musicale quasi marziale.

Questo è La Via della Seta, queste sono Le Orme oggi, un gruppo rinnovato all’interno, del quale credo, ci sia ancora un gran bisogno.

Max

Tracklist:

1. L’alba di Eurasia – 2:03
2. Il Romanzo di Alessandro – 2:55
3. Verso Sud – 3:14
4. Mondi che si Cercano – 3:16
5. Verso Sud (ripresa) – 1:20
6. Una Donna – 1:37
7. 29457, l’Asteroide di Marco Polo – 1:07
8. Serinde – 4:24
9. Incontro dei Popoli – 4:55
10. La Prima Melodia – 5:32
11. Xi’an – Venezia – Roma – 4:36
12. La Via della seta – 6:04

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...