Coldplay Mylo Xyloto 2011

Pubblicato: ottobre 25, 2011 in Recensioni Uscite 2011
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Nel 2005 dopo l’uscita di X&Y, successo di vendite planetario, Chris Martin ed i suoi Coldplay si trovarono davanti ad un bivio. Si era completata la prima fase del gruppo e dunque si prospettavano due possibilità: una indicava l’elaborazione e l’evoluzione del sound sulla via del rock, magari mantenendo vivi quei vaghi accenni floydiani che li avevano caratterizzati sin lì oppure virare verso una deriva decisamente pop, magari non banale ma sicuramente dal peso specifico più leggero. Questo fu ciò che accadde (ahimè) con Viva la Vida del 2008 e da un punto di vista commerciale mai scelta fu più azzeccata.Tanto mainstream. Mtv, radio, interviste e si finisce però per smarrire la strada maestra del rock, fatta essenzialmente da musica che piace a chi la suona prima ancora di piacere a chi la ascolta. Capisco che possa apparire anche presuntuoso criticare un album che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e che, nel suo genere, è fatto perlopiù di buone canzoni; ma quel che più mi rammaricava dei Coldplay era, a mio parere, ciò che poteva essere e non era stato !

Nonostante l’apporto di Brian Eno, conclamato mago della produzione e degli arrangiamenti, il gruppo aveva scelto di non spingersi oltre, di non osare, rifugiandosi nel morbido abbraccio costituito da una serie di canzoni, delle quali ripeto alcune belle davvero. Così facendo però il propellente musicale, quella voglia di “darci dentro” , era andato perduto.

Pertanto, a quelli che come me ancora speravano in una sorta di “ravvedimento” questo Mylo Xyloto purtroppo arriva come una mazzata tra capo e collo che  lascia al tappeto senza via di scampo.

Si ripete il canovaccio del disco precedente nel senso che lo spirito di cui è animato pare il medesimo. Anche in questa occasione Eno è presente, pur se più dietro le quinte. Martin guida la band con la sua voce particolare, talvolta quasi lamentosa e troppo monocorde, il gruppo funziona a corrente alternata: in alcuni casi pare quasi come un mero ma necessario riempitivo sonoro, talvolta invece la band riesce ad incidere più compiutamente sulle melodie. Queste naturalmente la fanno da padrone per tutto il lavoro e purtroppo scontano un che di “già sentito” proprio rispetto al lavoro precedente. A tal punto che alle volte trovo questo fattore quasi irritante.

A questo proposito non posso fare a meno di segnalare i noiosissimi “ohohohohhoh”, retaggio del recente passato, che finiscono per ammorbare pezzi come Paradise, secondo singolo estratto dall’album; o come pure la precedente Hurts Like Heaven, con i suoi arrangiamenti preziosi tra archi e cori (che alle volte però fanno pensare alla curva di uno stadio). Sono le tipiche song che mi fanno innervosire e non poco. Perchè non riesco a dire che siano brutte, ci trovo delle parti interessanti, sono curate come ho già sottolineato ma,dimenticando gli “ohohohoh”, le trovo di plastica, finte. Ho come l’impressione che di pezzi così i Coldplay siano in grado di scriverne centinaia, senza grosse difficoltà. La cosa diabolica però è che in ognuna riescono ad infilare un riff giusto, un giro che riesce a prenderti e che rimane in testa, aumentando il rammarico.

Every Teardrop is a Waterfall è stato il singolo che ha anticipato l’uscita del Cd e quando l’ho ascoltata la prima volta credevo fosse un pezzo di Viva la Vida, magari che io avevo scordato. Una ballata ritmata e cadenzata che va in crescendo nella quale il canto inconfondibile di Chris guida l’intero gruppo secondo uno schema ormai già prestabilito, con l’incedere di una chitarra acustica a dettare il tempo. Da dimenticare il finale della batteria, davvero una chiusa scarna.

Major Minus ritengo sia da segnalare perchè se non altro pare un episodio nel quale il gruppo si esprime più a briglia sciolta, con buoni risultati. Intendiamoci, niente di trascendentale ma almeno si nota un pò di verve (con la minuscola), un pò di grinta.

Il dramma piomba nella sua interezza con Princess of China, traccia che Chris Martin apre con il consueto “ohohohoh” per poi cominciare a duettare con Rihanna !! Non so cosa possa avere determinato questa scelta, ignoro dove volessero andare a parare ma penso si commenti da sola….Pur considerando il plot, una storia d’amore che si dipana tra varie avversità, sono rimasto allibito.

Up with the Birds termina il disco e voglio ricordarla perchè in effetti è una bella ballata, carica di atmosfera e nella quale, forse meglio che in tutto l’album, il gruppo riesce a comunicare un pò di emozioni con un tappeto sognante di tastiere e la voce del singer carica di effetto.

Cosa rimane quindi dall’ ascolto di questo Mylo Xyloto ? Non molto, purtroppo, lo dico con dispiacere e anzi aggiungo che lo trovo inferiore anche a Viva la Vida. Poche idee, ripetute ormai come fiacche battute di un comico in declino, peccato davvero. Chris Martin ha dichiarato di recente che questa fatica  potrebbe chiudere l’avventura dei Coldplay; staremo a vedere anche se sono diabolicamente sicuro che pure questo lavoro mieterà grandi successi di vendite.

Tracklist

1. “Mylo Xyloto”
2. “Hurts Like Heaven”
3. “Paradise”
4. “Charlie Brown”
5. “Us Against The World”
6. “M.M.I.X.”
7. “Every Teardrop Is a Waterfall”
8. “Major Minus”
9. “U.F.O.”
10. “Princess of China”
11. “Up In Flames”
12. “A Hopeful Transmission”
13. “Don’t Let It Break Your Heart”
14. “Up with the Birds”

commenti
  1. thekiller6 scrive:

    Non sono mai stato un estimatore de Coldplay… piacevoli, certo… ma nulla di più, alla letta del tuo articolo, ti ringrazio, non solo mi risparmi la scrittura di un articolo fotocopia, ma sopratutto l’ascolto di un disco, per me, noiosissimo… eheheheh…. ciao alla prossima🙂

    • Max scrive:

      Mah…come ho detto penso avrebbero potuto fare di più.. Ti suggerisco di ascoltarlo comunque perchè io non ho certo la verità in tasca, ho solo espresso la mia opinione.Magari può darsi che tu ne ricavi qualcosa di diverso. Grazie e alla prossima

  2. Barattolè. scrive:

    hai la mia stessa passione ma sei davvero unico nel tuo esprimerti. ogni tua pubblicazione è un ventaglio di mille sfaccettature musicali devo essere sincera apprendo tantissimo da te e continuo a seguirti anche se qui non sono proprio in grado di gestire un blog. troppo difficile. giornalista, opinionista non so cosa tu sia ma va bene così. io imparo, apprendo e conservo. un grazie di cuore Cate.
    mi ero promessa di scriverti e l’ho fatto. ciao

    • Max scrive:

      Ti ringrazio per i complimenti ma forse hai esagerato, non merito tanto.
      Non sono un giornalista, bensì un grandissimo appassionato che da tanti anni ascolta musica quotidianamente.
      Provo a trasferire le mie senzazioni, poi al solito sta ad ognuno la condivisione o meno.
      Alla prossima.
      Max

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