Se esiste un cantautore camaleontico questo è sicuramente Tom Waits, passato nel tempo attraverso i dischi con la Asylum (il mio periodo preferito) tra i quali l’indimenticabile Blue Valentine del 1978, per poi approdare alla Island Records e stravolgere tutto e tutti con opere quali Swordfishtrombones (1983). Irrequieto, mai domo, mutò nuovamente scenari nel decennio successivo con opere importanti, tra le quali Bone Machine e Mule Variations, disorientando alle volte il pubblico ma riuscendo sempre a farsi apprezzare, qualunque lato di sè stesso decidesse di mostrare.

Un’artista completo, dotato di un song-writing corrosivo e di una voce forgiata da nicotina e Bourbon, senza dimenticare le sue performances come attore cinematogarfico.

I testi come costume sono il piatto forte dell’autore,caustici ed impregnati di malinconia e tristezza. Spesso i protagonisti delle storie sono dei perdenti, degli emarginati, personaggi che vivono una vita quasi a lato di quella della maggior parte delle persone. Figure d’ America per le quali probabilmente l’America stessa non è quel sogno dorato narrato negli anni da tanti ma invece una quotidianità intrisa di solitudine e amarezze. Racconti notturni popolati da uomini solitari e sconfitti, puttane, amori finiti e forse mai nati, cani randagi, spazzatura, che si stagliano sotto la luce dei lampioni in notti fredde e buie. Con la consueta voce bassa e roca, “lucidata” da una carta vetrata a grana grossa, Tom prosegue il suo viaggio senza fine per mostrarci l’altro lato della medaglia.

Con una storia così intensa dunque non è mai semplice tradurre in parole ciò che rimanda l’ascolto di un nuovo disco di Waits e questo Bad as Me non fa eccezione. Musicalmente è piuttosto vario e completo nel senso che, a mio avviso, contiene un pò tutte le versioni, le sfaccettature che ha saputo presentare nella sua discografia. Quindi, se troviamo in molti brani la presenza oramai complementare della chitarra di Marc Ribot, si possono cogliere anche episodi del Waits vecchio stampo, mentre canta accompagnato dal suo piano e pare di vederlo in un night avvolto nel fumo delle sigarette mentre fuori sta per albeggiare e lui suona, il locale ormai quasi deserto, sigarette e bottiglia appoggiate sullo strumento.

Quarantacinque minuti di un viaggio nella lucida “follia” musicale di TW diviso in tredici brani che sono altrettanti episodi, altrettante storie. Ad accompagnarlo, oltre al citato Ribot, ci sono presenze importanti come Keith Richards, Flea (!!), Larry Taylor (Canned Heat), Les Claypool (Primus). Dicevo prima della particolarità e delle varie spigolature dell’artista, peculiarità che tendenzialmente me ne fa preferire un lato ad un altro ma capisco che questo può e deve essere totalmente opinabile.

Di qui resto particolarmente affascinato da pezzi come Face to the Highway nel quale spicca un gran lavoro di Ribot alla chitarra,  ballate spaccacuore come Pay Me con il piano struggente di Tom a chiudere o come la seguente Back in the Crowd, dal sapore messicano. Evidenziatore giallo per la splendida Kiss Me dove si ritrova con piacere il Waits di tanti anni fa, un brano intimista e fumoso, cantato con passione sul finire della notte. Ulteriore e doverosa citazione per Last Leaf che va ad integrare questo pacchetto di songs, cantata con l’apporto vocale di Keith Richards ed è davvero un bel sentire.

Di altra pasta sono fatte Raised Right Man e Hell Broke Luce dove al basso troviamo Flea; brani nervosi e più ritmati, fatti di sonorità riferite al Waits più recente che qui canta con una maggiore dose di cattiveria, sprezzante.

In ultimo mi piace ricordare Satisfied, omaggio agli Stones che vede naturalmente Richards fare la parte del leone alla chitarra.

Come spesso accade dunque un lavoro del cantautore americano è una sorta di narrazione composta da tante piccole storie; Bad as Me ha il merito di essere piuttosto assortito, racchiude molteplici variabili del sound di Waits, capace di rimanere inossidabile nel tempo.

Max

Tracklist:

01 “Chicago”
02 “Raised Right Men”
03 “Talking At the Same Time”
04 “Get Lost”
05 “Face to the Highway”
06 “Pay Me”
07 “Back In the Crowd”
08 “Bad As Me”
09 “Kiss Me”
10 “Satisfied”
11 “Last Leaf”
12 “Hell Broke Luce”
13 “New Year’s Eve”

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