Jane’s Addiction The Great Escape Artist 2011

Pubblicato: ottobre 30, 2011 in Recensioni Uscite 2011
Tag:, , , , , ,

Dall’esordio discografico avvenuto nell’ormai lontano 1988 i Jane’s Addiction avevano prodotto solo tre album, incastonati tra le pieghe della storia di una delle band più tormentate della scena californiana. Poi, dopo l’uscita di Strays che datava 2003, più nulla si era saputo ed in concreto si dava il gruppo per finito. Un percorso discografico dunque molto breve per il quartetto che comunque,per primo nella scena alternative, aveva attirato su di sè le attenzioni del mainstream con grande successo.

Tornano invece sorprendentemente con questo The Great Escape Artist che mi è piaciuto sin dal primo ascolto pur senza convicermi sino in fondo. Come si dice…il tempo fa maturare le cose e questo mi pare proprio un lavoro compiuto e attuale. Di certo si è persa per strada quella carica che li contraddistingueva ma a favore di una maggiore cura delle sonorità, le quali risultano riviste verso l’attualità e magari influenzate da altro tipo di gruppi.

Un tradimento? Sicuramente i puristi dell’ alternative storceranno il naso di fronte a questo Cd ma va detto che troppa acqua è passata sotto i ponti, troppi colpi di scena che nel tempo hanno tormentato e lacerato i Jane’s Addiction; tornare alla ribalta dopo quasi un decennio era un salto nel buio e probabilmente loro hanno scelto un modo molto spericolato per spiccarlo. Sarebbe stato sicuramente più comodo provare a ripartire da dove avevano lasciato ma al contempo insidioso; la scelta effettuata invece è stata radicale, uno shock ma se non altro vuole rappresentare in toto un voltare pagina.

Intorno al bandleader e cantante Perry Farrell si muovono al solito l’ottimo Dave Navarro alla chitarra e Stephen Perkins alla batteria; manca all’ appello Avery il cui posto al basso è occupato alternativamente da David Andrew Sitek e Chris Chaney.

Il risultato è una quarantina di minuti di buona musica, divisi per dieci pezzi nei quali si rincorrono elementi di psichedelia, elettronica, rock e vaghe spruzzate alternative. Come detto sopra l’effetto finale, complessivo, oggi fa accostare la band a una sorta di Radiohead a stelle e strisce più che al loro sound originario ma l’esito è gradevole. E a questo proposito non bisogna dimenticare la scaltrezza e la prontezza di questo gruppo ad insinuarsi tra le righe di strutture musicali totalmente differenti; sia per abilità che per furbizia, con Strays se ne avevano già avute discrete prove.

Con Underground ha inizio il disco, brano d’impatto caratterizzato da bellissimi riff della chitarra di Navarro e dove la forza d’urto della band è ancora notevole.

End to the Lies si muove sulla stessa falsariga con lontani echi floydiani, la ritmica spacca con tanta energia mentre Farrell canta con voce carica di effetti. Navarro si sdoppia in un lavoro chitarra/tastiere di sicuro pregevole e accurato.

Un bellissimo refrain è quello che guida Curiosity Kills dove viene a grandi linee ricalcato lo schema della precedente anche se l’andamento della traccia è più variato e senz’altro coinvolgente.

Molto bella la prova del vocalist in Irresistable Force (Met the Immovable Object), pezzo che appunto Farrell canta “aperto” e con pathos. Non posso fare a meno di continuare a sottolineare il lavoro delle chitarre, sia che si parli della ritmica sia che ci si riferisca alla solista, che si ripete anche in I’ll Hit You Back, episodio sicuramente meno articolato che definirei tipicamente da radio.

Con Twisted Tales purtroppo si verifica una caduta di tensione piuttosto evidente, la song pare essere uscita da uno scarto degli ultimi U2.

Ultimate Reason rimanda a tratti ai tempi che furono, in un mix di sonorità psichedeliche ed elettroniche che trovo riuscito.

Splash a Little Water on It è l’unica traccia che supera i 5 minuti e, vuoi per la voce di Farrell, vuoi per l’atmosfera creata, fa realmente pensare ai Radiohead, forse troppo. Non si tratta assolutamente di un brutto pezzo ma forse qui i Jane’s hanno esagerato.

Non poteva mancare anche una ballatona ed ecco Broken People : bella, poco da dire. Ben strutturata, ogni strumento al posto e al momento giusto.

A chiudere Words Right out of My Mouth, pezzo nel quale forse più di tutti si respira l’aria dei vecchi tempi, pur se attualizzata. Gran tiro della band con Farrell ancora una volta in evidenza al canto e Navarro alla chitarra; pauroso Sitek al basso con linee decise e potenti.

Andamento altalenante dunque di questo lavoro che presenta una prima parte godibilissima per poi calare in modo sensibile nella seconda metà, provvidenzialmente risollevato dalla traccia conclusiva. Non so se fosse lecito aspettarsi di più o,meglio, cosa aspettarsi dopo tutto questo tempo. Si tratta di un disco differente dai precedenti e molto diverso dal ricordo, ormai lontano negli anni, dei Jane’s Addiction. Nonostante ciò non lo boccio perchè all’ interno ho trovato vari spunti interessanti ma comprendo che per un aficionado di Farrell e compagni il giudizio possa essere contrario.

Max

Tracklist:

1. “Underground”
2. “End to the Lies” 3:35
3. “Curiosity Kills”
4. “Irresistible Force” 3:59
5. “I’ll Hit You Back”
6. “Twisted Tales”
7. “Ultimate Reason”
8. “Splash A Little Water On It”
9. “Broken People”
10. “Words Right Out of My Mouth”

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...