Haken Visions 2011

Pubblicato: ottobre 31, 2011 in Recensioni Uscite 2011, Saranno famosi
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Non conosco molte notizie o particolari sugli Haken ma ascoltandoli mi sono parsi interessanti.

Visions è il secondo lavoro di questi musicisti di Londra che segue a distanza di un anno l’album di esordio. La giovane band, composta da ben sei elementi,  si muove in ambito prog-metal riportando così un pò in auge l’Inghilterra su di un terreno dove negli ultimi anni si sono affermati essenzialmente molti gruppi americani o del Nord-Europa. Ho attribuito questa particolarità al fatto che, rimanendo la Gran Bretagna  culla del progressive, la deriva metal abbia riscontrato humus  più fertile in altre nazioni e così sia avvenuta con successo questa contaminazione.

Il gruppo, dopo alcuni cambi di formazione, attualmente si presenta con Ross Jennings (voce e testi), Thomas MacLean (basso), Raymond Hearne (batteria), Charles Griffiths (chitarra), Diego Tejeida (tastiere) e Richard Henshall (tastiere e chitarra, songwriting). Line up numerosa dunque e questo incide sulle sonorità, corpose e piene, mai soggette a vuoti.

Probabilmente ormai è difficile scrivere pagine nuove ed indimenticabili nella scena del progressive metal, molto è già stato detto ma è certo che la tecnica e una bella dose di buon gusto agli Haken non mancano e dunque il prodotto finale risulta di tutto rispetto.

Caracollano tra le due sponde del genere offrendo bellissimi spunti melodici e ritmici, assecondando così i palati più sinfonici o romantici; allo stesso momento sanno però imprimere delle improvvise accelerazioni corroborate da armonie decisamente più pesanti e veloci. Quando riescono a fare coincidere le due fasi all’interno dello stesso pezzo l’esito è ottimo, come nel caso dell’introduttiva Premonition, perfetto esempio di quanto appena detto.

Nocturnal Conspiracy è sicuramente un pezzo vario e stimolante, pieno di stacchi vertiginosi, dove gli Haken girano veramente a pieno regime. Da segnalare la prova vocale di Jennings e comunque di tutto il gruppo; scale frenetiche, fughe, stop repentini. Ci sono assolutamente tutti gli elementi cari ad ogni progster senza dimenticare che l’accoppiata basso/batteria lavora incessantemente, con profitto e fantasia, sino al termine.

Su frequenze simili è “sintonizzata” Insomnia, trascinante sin dalle prime battute della ritmica, con bellissimi intrecci di tastiere e chitarre sui quali svetta ancora la voce di Jennings, coadiuvato da bei cori. Dolcissimi archi fanno da sorprendente chiusa.

The Mind’s Eye è l’episodio forse più sognante del Cd, la voce su tonalità molto alte per una mid-ballad, se così si può definire, che riporta in territori più sinfonici. Se posso fare un appunto è proprio al vocalist che, pur avendo una bella intonazione, alla lunga risulta un pò monocorde e tende ad annoiare; evidentemente non è dotato di grande estensione vocale.

Un incedere epico e quasi schizoide segnala l’arrivo di Portals, strumentale portentoso che mi ha letteralmente lasciato di sasso per la potenza, la continuità e la tecnica dei musicisti tutti, nessuno escluso. Realmente una grande prova infarcita di tutti, ma proprio tutti, gli ingredienti necessari allo scopo.

Ancora gran lavoro di tutti in Shapeshifter,traccia la cui architettura è forse quella più complessa; solo il cantato a mio parere non è all’altezza, piuttosto piatto e monotono, anche se sostenuto dai cori. Per il resto niente da dire, a tratti entusiasmante.

Deathless è il momento più di atmosfera dell’intero lavoro, cantato solo per la prima metà diviene poi uno strumentale che si sviluppa in modo un pò ipnotico sino al finale. In questo caso la parte leader è affidata ad un pianoforte dal suono malinconico.

Con i suoi oltre ventidue minuti la suite e title track Visions ha il compito di concludere il disco; song monumentale per la durata e magari un pò pretenziosa, alterna passaggi stupendi a cali di tensione figli della eccessiva dilatazione dei temi. Errore questo dal quale gli Haken non si sono esentati anche se, ultimamente, pare diventata una moda. La storia insegna però che è veramente difficile portare in fondo una suite senza che questa risulti traballante o un poco stucchevole, in pochi ci sono riusciti, tanti tanti anni fa ! Un plauso comunque va al quartetto d’archi che apre e chiude la suite.

Non immagino quale futuro potranno avere gli Haken, quel che è certo è che hanno offerto una buona prova. Visions è album intenso, ben suonato e che propone svariati momenti di interesse; come detto sono tecnicamente ben preparati.

Di contro una durata eccessiva (70 minuti) e la voce di Jennings che a parer mio alla lunga risulta un pò limitata, benchè coadiuvata allo scopo da cori molto efficaci.

Da ascoltare.

Max

Tracklist:

  1. Premonition (4:10)
  2. Nocturnal Conspiracy (13:08)
  3. Insomnia (6:06)
  4. The Mind’s Eye (4:05)
  5. Portals (5:27)
  6. Shapeshifter (8:08)
  7. Deathless (8:04)
  8. Visions (22:25)
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