Anthrax Worship Music 2011

Pubblicato: novembre 11, 2011 in Recensioni Uscite 2011
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Ecco uno degli album che molto faranno discutere in questo 2011. E’ abbastanza realistico immaginare giudizi e valutazioni molto controverse; forse non entusiastiche quelle dei fan più viscerali, magari di altro tenore quelle di chi apprezza il thrash metal pur non facendone l’unico genere di ascolto.

Dopo tantissimo tempo, ben otto anni, tornano gli Anthrax con questo Worship Music, preceduto da un’attesa quasi spasmodica. Nel luglio scorso si erano svolte in un certo senso le prove generali con il famoso concerto denominato Big Four, al quale hanno partecipato in compagnia di Slayer, Megadeth e Metallica ed andando più indietro nel tempo era accaduto un pò di tutto ! Cambi di formazione, defezioni, rientri; una band eternamente senza pace. Tutto questo mentre gli anni passavano e di materiale nuovo nemmeno a parlarne. La preparazione di questo ultimo lavoro non ha fatto eccezione infatti, basti pensare alle innumerevoli vicissitudini relative al ruolo di cantante nel quale si sono alternati ben tre elementi sino alla definitiva scelta caduta su Joey Belladonna ( terza fase per lui nel gruppo !). Il resto della compagnia è formato dallo “zoccolo duro”, rappresentato da Scott Ian alla chitarra ritmica, Charlie Benante alle pelli e Frank Bello al basso; a chiudere il cerchio la chitarra tagliente di Rob Caggiano, il più giovane della band.

Particolare questo dell’età da non trascurare perchè sta, a mio avviso, alla base della valutazione del disco; andando oltre la passione e, talvolta il fanatismo, bisogna rendersi conto anche di questo come di un dato col quale fare i conti.

E’ impensabile che rocker cinquantenni (Belladonna) o quasi abbiano dentro ancora la stessa rabbia, la stessa cattiveria e forse anche la stessa energia. Non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello mentale; inevitabilmente il tempo che passa finisce per influire sul sound di un musicista, magari in più modi e con mille sfaccettature. Nel caso degli Anthrax rilevo invece ancora una gran voglia di misurarsi con sè stessi e con il proprio pubblico, un’impatto sonoro ancora deflagrante e trovo corretto che gliene venga dato atto. Chiedere loro di suonare come quando avevano venticinque anni è ingiusto e forse anche ingeneroso perchè comunque non mi pare che la band di New York si risparmi. Semplicemente cercano di interpretare la loro musica con il proprio presente che non può più essere quello di State of Euphoria (1988). I temi narrati dai testi rimangono quelli da “trademark” della band, temi di protesta e di rivolta contro il potere.

Dopo una breve intro tocca a Earth on Hell aprire le danze: un muro possente di suono sul pattern velocissimo basso/batteria come nella migliore tradizione, con la voce di Belladonna in grande evidenza.

La seguente The Devil You Know si dipana in modo più vario e articolato, irrobustita da bei cori e dai fendenti della chitarra di Caggiano.

Fight ‘Em ‘Til You Can’t (il titolo è esplicativo) è il brano scelto come singolo estratto dal Cd; come Earth on Hell risulta tipico del genere, basso e batteria a velocità siderali. Lo trovo un pò ripetitivo, solo un bell’ assolo di Caggiano riesce parzialmente a movimentarlo.

I’m Alive ancora spinge ma il ritornello più orecchiabile, probabilmente, ne fa una delle tracce meno dure di tutto l’album. Continuo ad apprezzare le “Caggiano’s variations” che contribuiscono, almeno in parte, a non fare appiattire troppo il pezzo.

Subito dopo arriva In The End, brano più lungo del disco e forse più convincente, dedicata a Ronnie James Dio. Rintocchi di campana in sottofondo punteggiano un andamento quasi marziale dove ancora una volta Joey Belladonna offre un’ottima prova al canto. Da metà in poi gli Anthrax decollano a tutta velocità dando ancora prova di avere molta benzina nel loro serbatoio.

La successiva The Giant mantiene alto il livello sonoro e di rapidità di esecuzione; un bel pezzo che immagino possa rendere molto bene sul palco.

Judas Priest (!!!) si apre con un riffone cattivo per poi procedere un pò a scatti, infarcita dalle usuali scariche di suoni cupi e veloci. Ancora una volta da rimarcare la prova del singer che riesce a svettare, quando solo e quando accompagnato dal coro. Comico il brevissimo intermezzo della chitarra che accenna Happy Birthday to You.

Crawl è la traccia che in assoluto mi è piaciuta di più; granitica, incisiva, un vero martello ma dotata di variazioni interessanti, non rigidamente ancorata agli stilemi di genere.

Spettacolare l’intro di The Constant. Senz’altro l’album nella seconda parte acquista vigore e decisione, come se gli Anthrax risultassero più convinti e determinati. L’effetto è entusiasmante e va assolutamente sottolineato un breve assolo di Caggiano che trovo efficacissimo.

Revolution Screams prosegue su questa falsariga, pezzo dotato di gran tiro in cui tutto il gruppo emana una grande carica di energia; la costruzione è abbastanza articolata, non banale ed il risultato è travolgente. Basso pulsante, drumming martellante, esplosione di watt, insomma tanto coinvolgimento.

A chiudere New Noise, song sparata a mille all’ora che però nulla toglie o aggiunge a quanto ascoltato in precedenza.

Tornare sulla scena dopo tanto tempo non è mai facile e forse in questo caso ancora meno. Direi che gli Anthrax lo hanno fatto con dignità e buona lena; il disco parte in maniera un pò incerta per poi riscattarsi decisamente nella seconda parte. Per i fans ci sono alcuni elementi che probabilmente rimarranno un pò ostici e forse anche deludenti; a mio avviso…va bene così, tentando anche di variare qualcosa e accettando serenamente il presente. Potrebbe essere la chiave per immaginarsi un futuro.

Max

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commenti
  1. Barattolè. ha detto:

    il nome della band è tutto un programma … sono come un maledetto “batterio” si esattamente il Bacillus anthracis….che quando pensi di aver debellato dal tuo organismo(e questi son stati in sordina per piu’ di 8 anni…) eccolo che ricompare vivo piu’ che mai… come loro. Grazie Max.questa è gente tosta e si sente… e poi io amo il metal…. ciao Max sempre in gamba!!!!! cate.

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