Mastodon The Hunter 2011

Pubblicato: novembre 13, 2011 in Recensioni Uscite 2011
Tag:, , , , , , ,

Alfieri dello sludge metal i Mastodon arrivano con il loro quinto album, The Hunter, su etichetta Roadrunner Records. Va detto subito che balza agli occhi un cambiamento di direzione che trovo piuttosto audace ma riuscito; la formazione di Atlanta in questo caso si è affidata alla produzione di Mike Elizondo ( Alanis Morrissette, Avenged Sevenfold) che ha orientato il lavoro della band su versanti più melodici rispetto al passato. Le sonorità risultano senza dubbio più immediate, meno spigolose, inframmezzate da elementi prog e reminiscenze psichedeliche di floydiana memoria. In definitiva solo in pochi brani vengono mantenute inalterate tutte le peculiarità dello sludge anche se il suono, complessivamente, rimane poderoso. Leggo questo mutamento in chiave positiva, come una fase evolutiva del giovane quartetto americano che vuole confrontarsi con differenti musicalità pur conservando il proprio background.

Tuttociò non va visto come un pericoloso naufragio verso una sponda commerciale perchè non si tratta di questo, assolutamente. Ascoltando più volte il Cd, ripeto, si possono ancora apprezzare la carica e l’energia che i Mastodon sprigionano.

Line up confermata al 100% che schiera Troy Sanders al basso, Brann Dailor alla batteria, Brent Hinds alla chitarra e Bill Kelliher chitarra ritmica. Come voce solista si alternano Sanders, Hinds e anche Dailor. La scrittura alternativamente è a nome di tutti i componenti escluso Kelliher.

Pronti: via ! Si parte con Black Tongue, pezzo cattivissimo nel quale i Mastodon esprimono ancora tutta la loro appartenenza al genere, un avvio davvero al fulmicotone per una cavalcata supersonica e oscura.

Curl of the Burl è un altro brano adrenalinico nel quale va sottolineato l’ eccellente drumming di Dailor.

L’episodio più breve del disco, Blasteroid, è anche quello nel quale si ritrova persino il cantato in screaming; la velocità, la forza e l’ intensità ne sono le travi portanti.

Sin qui i Mastodon già apprezzati e conosciuti ma con l’arrivo di Stargasm le cose prendono un’altra piega. Una power ballad vigorosa e ardente, nella quale le parti cantate si ergono magnificamente su di una struttura solida e composita, mai banale. Pennellate di prog e  se vogliamo space rock si affacciano qua e la.

Sensazioni che vengono confermate dalla successiva Octopus Has No Friends, dove tracce di progressive si rivelano forse ancor più evidenti, pur se riviste e corrette dalla band. Traccia veloce fatta di sospensioni e ripartenze, aperture improvvise che indugiano verso chine decisamente prog metal.

All the Heavy Lifting conferma l’impianto sonoro aggressivo dei Mastodon. Dailor alla batteria pare tentacolare ed il basso di Sanders lo segue perfettamente. Le due chitarre costruiscono una muraglia di suoni invalicabile con una dinamica incredibile.

La title track è una gran ballata composta da chitarre liquide su di un terreno ritmico fatto di molte variazioni ed un cantato malinconico ed accorato. Tutti componenti questi che appartengono sicuramente alla scena prog e a lontani echi dei Floyd. Una gemma l’assolo di chitarra che conduce il brano alla conclusione.

Dry Bone Valley riporta nuovamente su di un terreno più metal, forse più caro ai puristi.

Una chitarra lancinante apre Thickening ed ancora piacevolmente riscontro riferimenti al suono di Gilmour ma improvvisamente il brano vira verso ritmiche più massicce e cupe.

L’unico pezzo scritto dal batterista è Creature Lives che ha un incipit molto floydiano e psichedelico, per poi dipanarsi ancora maggiormente su questo versante grazie sopratutto al cantato. Un andamento maestoso sottolineato da un grande lavoro delle chitarre.

Si torna totalmente allo sludge invece con Spectrelight che vede la partecipazione di Scott Kelly dei Neurosis come voce solista; questa song penso possa essere indicata come una delle più fedeli a quanto espresso in precedenza dai Mastodon. Breve ma incendiaria.

Bedazzled Fingernails di nuovo tende a riunire più elementi nella stessa struttura, anche se in modo più sottotraccia. Perchè se la preponderanza del metal è evidente non possono passare inosservati alcuni tratti diversi, come i cori epici sì ma venati di struggimento.

Con i suoi cinque minuti e mezzo The Sparrow è la composizione più lunga oltre ad avere il compito di concludere il lavoro; chiusura migliore non poteva essere. Uno strumentale bellissimo ed intenso, impregnato di immagini e sensazioni che, ancora una volta, lo potrebbero collocare tranquillamente in altro ambito. All’interno un assolo di chitarra splendido, sfumato poi dal tema portante che riprende la guida.

 

 

Questo nuovo capitolo dei Mastodon è tale in ogni senso. Va dato loro atto di avere avuto del coraggio ad affrontare scenari cui non appartenevano e di averlo fatto con gusto e capacità, senza per questo rinnegare la loro essenza. Un’ evoluzione che magari richiederà più di un ascolto ma sono certo lascerà pienamente soddisfatti.

Max

Tracklist:

01. Black Tongue
02. Curl Of The Burl
03. Blasteroid
04. Stargasm
05. Octopus Has No Friends
06. All The Heavy Lifting
07. The Hunter
08. Dry Bone Valley
09. Thickening
10. Creature Lives
11. Spectrelight
12. Bedazzled Fingernails
13. The Sparrow

commenti
  1. Barattolè. scrive:

    quanti hanno la capacità di scomporre un allbum di scartare ogni singolo pezzo di vedere cosa nasconde e che “sapore”ha che sensazioni da’ all’ascolto… alla pelle… qui mi fermo. Dea Musica… diceva piero pelù…. ciao! cate.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...