Mystic Prophecy Ravenlord 2011

Pubblicato: dicembre 9, 2011 in Recensioni Uscite 2011
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Ci sono alcune band che nonostante la buona qualità del sound e la tecnica innegabile talvolta non riescono a sfondare completamente e questo forse è proprio il caso dei tedeschi Mystic Prophecy, i quali presentano il loro nuovo album Ravenlord, settimo della loro discografia, ancora su etichetta Massacre Records. Rappresentanti di un power metal con venature speed e thrash hanno alla base del loro suono un drumming velocissimo e serrato, vertiginosi intrecci tra le due chitarre e su tutto la voce potente di Roberto Dimitri Liapakis che è rimasto l’unico membro originario della formazione. Nel loro caso la line up è risultata abbastanza instabile negli anni e su Ravenlord troviamo tra l’altro l’esordio del nuovo batterista Claudio Sisto, giunto a sostituire Matt C. Mai come nel caso dei Mystic Prophecy il ruolo di batterista è stato tormentato, basti pensare che se ne sono succeduti sei in  dieci anni di attività. Il resto della ciurma è formato da Connie Andreszka al basso e dai due chitarristi, Constantine e Markus Pohl.

Non vanno dimenticati poi in questo conteggio di musicisti pregressi pure due chitarristi e il bassista storico, Martin Albrecht. Tutta questa mancanza di solidità molto probabilmente ha un pò tarpato le ali ad una band che in realtà suona molto potente e grintosa, mantenendo comunque di quando in quando piacevoli linee melodiche. Trovo questo lato un loro vero punto di forza perchè alla fine riesce a conferire un quid in più e a caratterizzarli in modo abbastanza netto. Potenza, velocità e melodia, un gran bel mix.

Il Cd presenta dieci tracce nessuna delle quali particolarmente lunga e anche questo trovo sia un fattore positivo. Da ricordare che tra i pezzi è compresa una cover di Miracle Man di Ozzy Osbourne (opening track dell’album No Rest for The Wicked). La produzione è curata dal cantante e mi pare ben realizzata e non sovrabbondante.

La title track apre le danze ed è un gran bel sentire. Forte impatto, in stile Metallica, parte subito col piede giusto. Liapakis canta da par suo e devo dire che la sua voce, come si vedrà anche più avanti, ricorda in alcuni momenti il Bruce Dickinson più ispirato. Le chitarre inaugurano, pur se solo a tratti, uno dei loro duelli più accesi. Grande inizio !

 

 

 

Con Die Now bisogna allacciare le cinture perchè si vola, letteralmente. Speed a tutto tondo, ritmi impossibili, una vera vertigine da capogiro. Le chitarre alla lunga riescono ad avere il sopravvento in una estenuante battaglia con una ritmica ossessionante, il singer riesce a tenere loro testa con grande energia e personalità.

Eyes of the Devil è un altro brano nel quale l’ombra della voce “Maiden” aleggia nella melodia, immediata e coinvolgente. Qui si possono trovare tutti gli elementi identificativi del suono Mystic Prophecy, nessuno escluso. Un’ excursus completo del loro sound a dimostrazione del fatto che non è solo con una velocità esasperata che si può produrre della buona musica. Unico episodio che oltrepassa i cinque minuti, il più lungo del disco.

Damned Tonight riprende in buona parte lo schema di Die Now, riff massicci e scolpiti nella pietra vengono sparati fuori pur con una maggiore concessione ad un cantato più musicale.

Hollow è il classico “pezzone”, urlato da un Liapakis sempre più sfiorato dall’ombra di Bruce Dickinson. Intendiamoci, va inteso come un complimento perchè canta davvero bene, tanta forza e potenza ma anche grande capacità di interpretazione. Il gruppo offre una prestazione magistrale, dominata come sempre da una ritmica feroce ed instancabile, contrappuntata da due chitarre incandescenti. Nota curiosa è che nel refrain principale trovo per qualche nota un incipit molto vicino ai….Police !

 

 

 

Wings of Destiny è una traccia molto cadenzata e martellante nella quale la band esprime tutto il proprio vigore e che sa di sudore e duro lavoro. Nel corso del brano non ci sono momenti veramente particolari ma suona comunque compatto e tosto; un must in concerto.

Endless Fire di nuovo conferma l’impressionante velocità dei tempi che il duo alla ritmica sa mantenere. Su questo come di consueto si innestano assoli di chitarra in sequenza che trainano il brano a limiti quasi estremi, forse anche in eccesso.

In un crescendo oramai inarrestabile esplode letteralmente Cross of Lies che avanza  inesorabilmente tra lontani echi Sabbath e Motorhead, guidata dalla voce sempre più presente di Liapakis. La tensione emotiva trasmessa dai MP  pare crescere un brano dopo l’altro.

Ancor più veloce se mai possibile, l’intro alla chitarra di Reckoning Day è letteralmente un flash. Il suono della band dilaga, rompe ogni argine e travolge qualsiasi cosa sia intorno. Un fiume in piena  per la gioia dei fans più incalliti del genere, sicuramente spettacolare nel live set.

A chiudere come detto la cover di Miracle Man, omaggio a Ozzy. Lo storico riff di chitarra di Zakk Wylde è ben interpretato ed elaborato dal duo Constantine – Pohl ed il resto del gruppo offre una buona prova, calandosi bene nei panni di Osbourne e compagnia.

In sostanza credo di poter dire che si trovano alcuni riferimenti a band del passato, come è normale che sia, ma di certo i Mystic Prophecy hanno una loro identità ben delineata. L’album è in crescendo, parte subito forte ma va ad aumentare d’intensita traccia dopo traccia, evolvendo verso un power metal solido e possente. Menzione del tutto personale per il singer che trovo di ottima qualità. Credo possa venire molto apprezzato, sopratutto dagli appassionati del genere.

Got Busted !!

Max

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