Aldo Tagliapietra Nella Pietra e nel Vento 2012

Pubblicato: febbraio 24, 2012 in Recensioni Uscite 2012
Tag:, , , ,

Con colpevole ritardo ho messo le mani sul nuovo disco di Aldo Tagliapietra, storico bassista e cantante delle Orme, intitolato Nella Pietra e nel Vento.  Come ai gloriosi tempi degli LP la prima cosa che ha catturato la mia attenzione è stata la splendida copertina, opera del grande Paul Whitehead intitolata per l’appunto ” The Stonecutter “. Vale la pena ricordare, sopratutto ai giovani musicofili, che Whitehead fu autore di alcune copertine di dischi storici di Genesis, Van der Graaf Generator, Peter Hammill e naturalmente Le Orme. Già questo primo elemento mi fa accostare con grande interesse ad un album che si rivelerà all’ascolto omogeneo e sensatamente legato alle illustrazioni descritte.

Nel 2009 purtroppo Tagliapietra ha interrotto la sua permanenza nella band della quale era membro fondatore; come spesso accade si sono succedute varie dispute riguardo i diritti sul nome del gruppo e questo fa pensare, ahimè, che il divorzio sia ormai definitivo. Non conosco ovviamente i contorni della vicenda, chi sia stato..come…perchè. Ho letto varie dichiarazioni ma la verità la conoscono solo i protagonisti. Da vecchio appassionato posso solo dire che mi è molto dispiaciuto e mi auguro  che un giorno, magari, le cose si aggiustino.

Così negli ultimi mesi si sono registrate due uscite, La Via della Seta per Le Orme (della quale ho già scritto qualcosa) e ora, come detto, è il turno di Aldo T. Il vecchio drago, recentemente visto anche evoluire al sitar nella band di Celentano, ha scritto e prodotto questo Cd avvalendosi di giovani e validi musicisti veneti: Aligi Pasqualetto (piano,tastiere,Minimoog), Andrea De Nardi (chitarre), Matteo Ballarin (Hammond, tastiere), Manuel Smaniotto (batteria).

Ascoltandolo la cosa che per prima mi ha colpito è stata la voce del bassista che pare immune al logorio del tempo: è identica. Dunque immutate sono le emozioni che tuttora può suscitare, sia per gli inevitabili remembering che per i testi odierni. Il medesimo timbro alto e sognante, malinconico.

E’ proprio la title-track che apre il disco, composto da dieci pezzi dolci e di gusto. Nella Pietra e nel Vento è una traccia amara, una riflessione che si comincia a fare più profondamente giunti ad una certa età. Considerazioni sugli effetti del trascorrere del tempo su ognuno di noi, vissuto in modo diverso a secondo dello stato d’animo e poi, dell’età. Magia in gioventù, disincanto in età matura. Musicalmente è un tipico prodotto dell’autore.

Silenzi è un pezzo dove si evidenziano magnifici intrecci tra piano, Hammond e tastiere; arpeggi di chitarra, un solo di minimoog, tutto concorre a riportarci indietro negli anni del progressive originario ed è un gran bel sentire.

La Cosa più Bella è un inno d’amore, una lirica classica nello stile di Tagliapietra. Il testo lieve ed etereo viene impreziosito dal lavoro della band e, in questo caso, vorrei sottolineare l’ottimo lavoro alle chitarre di Andrea De Nardi.

Altra traccia che voglio evidenziare è Tra il Bene e il Male, parole poetiche ma che hanno la forza di pietre. Forse una preghiera ed un’ ammissione dei limiti oggettivi dell’ essere umano e del suo destino. Una bella ballata nella quale di nuovo si segnala un  bellissimo e delicato solo all’elettrica di De Nardi.

Per ultimo una menzione meritata va assegnata a Il Sutra del Cuore. Un’ esortazione d’amore e di positività, un invito ad abbracciare l’amore e a non permettere al proprio io di impregnarsi di sentimenti negativi. ” Scrivi sulla pietra se ti hanno amato/Scrivilo nel vento se ti hanno odiato/Quando il cielo tace cerca quella luce/Oltre l’immensità”. Arpeggi di chitarra molto Hackett style fanno il resto…

Dolcezza, spiritualità, positività (uso ancora questo termine) governate dall’esperienza e da un pò di saggezza che solitamente l’età matura regala. Questo è Nella Pietra e nel Vento, questo è Aldo Tagliapietra cui va anche dato il merito di essersi circondato di musicisti interessanti.

Max

commenti
  1. Alessio scrive:

    Max grazie per questa tua recensione. E’ incredibile quanto Aldo a 30 anni di distanza da quello che reputo uno dei miglior album progressive della storia “Felona e Sonora” riesca ancora a produrre grandi cose e poi hai ragione: la sua voce, immutata, resta per me straordinaria

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...