In attesa dell’uscita del prossimo album prevista per quest’anno i Melvins rilasciano The Bulls & The Bees, gustoso EP formato da cinque brani. Non c’è molto da aggiungere sulla carriera estremamente longeva della band di Seattle che ha ormai al suo attivo una miriade di album. E’ giusto pero ricordare come gli inventori di quello che è stato definito Sludge metal abbiano pesantemente influenzato molti gruppi della scena grunge, fino ad arrivare poi ai Mastodon dei giorni nostri. Le loro trame doom, intrise di metal lento che si rifa ai Black Sabbath, nel tempo si sono andate impastando con elettronica e noise per dare vita ad un sound inconfondibile, condito da un senso irrefrenabile dell’umorismo e dell’ironia. A dispetto degli anni che passano il look e le espressioni di” King Buzzo” e soci non passano certo inosservati, valga per tutti la capigliatura di Roger “Buzz” Osborne, voce e chitarra della band, nonchè leader consacrato. Nè va dimenticata la particolarità, più unica che rara, dei due batteristi nella band e cioè Dale Crover e Coady Willis. Al basso, “immarcescibile”, Jared Warren che all’occorrenza si disimpegna anche alle tastiere. Lasciando a Buzz il ruolo di voce solista, tutti partecipano ai cori. Un gruppo seminale dunque, che a fare data dal 1986 ha inciso molti dischi e si è costruito nel tempo un folto seguito di appassionati. Credo abbiano stabilito anche un record del tutto particolare perchè negli anni, al basso, si sono alternati ben sei musicisti !

Cinque brani come dicevo compongono questo EP che definirei brillante e piacevole all’ascolto.

The War on Wisdom apre il lavoro nello stile più classico della band, con continui fraseggi tra i due drummer; un andamento lento e cadenzato Sabbath si fonde con sferzate metal dure e graffianti. La ritmica la fa da padrona, ovviamente e su questa si erge il lavoro incredibile alla chitarra di Osborne, con la sua particolare accordatura. Brano concentrato ed energico che offre uno spaccato di una parte almeno del Melvin’s sound.

We Are Doomed è la traccia più lunga, circa sette minuti: il titolo riassume in breve quanto venga espresso dal più profondo dell’anima dalla band. La voce e la chitarra inflessibile di King Buzzo guidano il lento metal mentre il contest tra i due batteristi infuria, ben supportato ed incalzatio dal basso di Warren. Improvvisamente Osborne si lancia in un solo dei suoi che spezza il tema iniziale, per poi riprenderlo con rinnovato vigore.

Episodio noise e di atmosfera quasi “post-bellica”, Friends Before Larry mostra l’altra faccia dei Melvins, quella più introversa e meno immediata. Un’ apparente anarchia sonora regna sovrana, solo un vago accenno di refrain consente di non perdersi dentro un magma di suoni; sicuramente è il pezzo più duro da digerire e che richiede più ascolti. Mentre sfumano le ultime note comincia A Really Long Wait, atmosfera onirica e psichedelica al tempo stesso, con un coro lontano molto suggestivo. Senso di galleggiamento, di immobilismo nell’aria, che pervade l’ascolto di una traccia molto particolare ed accattivante.

National Hamster è il brano finale che chiude l’EP in bellezza; il gruppo torna a riff più duri e possenti, uno sludge metal “d’antan” che risulta ancora valido.

Dopo venticinque anni di attività non c’è più molto da scoprire nè ci si possono aspettare chissà quali sorprese; The Bulls & The Bees poco aggiunge a quanto conosciuto sui Melvins ma è un episodio molto piacevole, aspettando la nuova release.

Max

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