Overkill The Electric Age 2012

Pubblicato: aprile 20, 2012 in Recensioni Uscite 2012
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Una fucilata, una gragnuola di colpi in pieno volto ! Questo è il responso del ripetuto ascolto di The Electric Age, sedicesima fatica dei mai domi Overkill, uno dei gruppi più significativi ed influenti dell’intero panorama thrash metal e questo a dispetto degli anni; basti pensare che l’esordio discografico della band  dell’east coast data nell’ormai lontano 1985. Il contratto firmato nel 2009 con la Nuclear Blast ha evidentemente rivitalizzato Ellsworth e compagni e, se Ironbound ha lanciato il primo segnale di risveglio, questa ultima release giunge diretta al bersaglio, facendo perfettamente centro.

Album senza fronzoli, una colata di metallo fuso grezzo e potente, senza distinguo e senza paletti; apparentemente niente di nuovo ed invece traspare una rinnovata energia, un vigore ritrovato, un song-writing essenziale e immediato che però non tralascia la cura dei suoni, evitando le ovvietà ed i passaggi più scontati. Parte fortissimo e altrettanto forte si conclude, per la gioia degli amanti del genere. Paiono davvero tornati i fasti di un tempo, un po’ come è successo per i Megadeth dell’ottimo Th1rt3en e questo non può che sorprendere favorevolmente; molte vicende personali, anche dolorose (vedi l’ictus che colpì il frontman), col tempo sono state metabolizzate e poi trasformate in positivo dai membri della band che hanno recuperato tutta la loro potenza di fuoco.

Oltre al sempiterno e invelenito Bobby Ellsworth va rimarcata la prova dell’antico sodale D.D. Verni, uno dei bassisti che più ammiro in ambito thrash; potente, instancabile, suoni sporchi, pesanti come macigni.

Terrificanti d’altro canto le due chitarre di Dave Linsk e Derek Tailer (detto The Skull) oramai nel gruppo dal 2000, sono diventati due veri pilastri del suono degli Overkill. In ultimo il drumming incandescente di Ron Lipnicki, asse portante della ritmica senza scampo del gruppo.

L’aspetto migliore di The Electric Age è la sua compattezza; dall’inizio alla fine è tiratissimo, senza pause. Non concede tregua , mai. Il timbro di “Blitz” nel tempo è andato sporcandosi, ha acquistato una patina di cattiveria e perfidia che si attaglia perfettamente al ruolo. La costruzione dei pezzi è abbastanza lineare, bada al sodo e ad arrivare all’obiettivo.

Come and Get It, Electric Rattlesnake e Wish You Were Dead sono un trittico iniziale di una furia devastante, sconvolgente, che già solo vale l’intero Cd. Ritmo forsennato, il duellare allo spasimo delle chitarre con riff bestiali, una presenza importante del basso di Verni; sovrintende la voce indiavolata di Ellsworth. Tutta quell’energia che pareva essersi definitivamente smarrita anni fa torna prepotentemente, corroborata da tanto entusiasmo che rimane il carburante essenziale per fare quadrare il suono di una band.

Black Daze con il suo incedere inesorabile è una delle tracce più riuscite; il ritmo rallenta leggermente rispetto alle precedenti ma i riff di Linsk sono incredibili, non ammettono replica.

È un attimo e si riparte a tutta velocità con Save Yourself, nella quale si distingue la batteria di Lipnicki, furiosa nel dettare un tempo impossibile, infarcito di accenti e stacchi. La voce di Ellsworth pare caricata a molla, energia senza fine, supportata dai cori della band.

Drop the Hammer Down è l’ennesimo assalto ! La furia degli Overkill non accenna a placarsi, anzi, si moltiplica spasmodicamente in un altro episodio che può fare scuola nel genere, contenendone i migliori stilemi.

La folle corsa prosegue con 21st Century Man nella quale Linsk piazza uno dei soli più incisivi dell’intero disco; Old Wounds , New Scars, ulteriore martellata nelle orecchie  e All Over But the Shouting, brano che prosciuga le ultime forze dell’ascoltatore, con le sue accelerazioni incredibili. Qui c’è qualche maggiore concessione melodica nel canto ma è un fugace appiglio, in un pezzo quasi hardcore.

Un inaspettato arpeggio di chitarra apre l’outro Good Night: è solo poco più di un minuto di tregua che precede la battaglia finale.

Lontani dalle mode e dalle contaminazioni gli Overkill sono tornati alla grande, proponendo il loro thrash per duri e puri. Il prossimo 10 Ottobre saranno in concerto a Milano, una buona occasione per fare un saluto a “Chaly”, che pare in splendida forma.

Max

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