IQ Sala Polivalente Club il Giardino (Caselle di Sommacampagna – VR) 14 Aprile 2012

Pubblicato: aprile 21, 2012 in Recensione Live Shows
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Devo ammettere che ogni volta che ascolto la musica degli IQ non posso non immaginarla suonata nella sua dimensione più adatta, ossia dal vivo, magari in un luogo non troppo grande, per consentire tutta l’attenzione che merita e per sentire tutta la potenza e la precisione di un meccanismo oliato alla perfezione…Stavolta l’occasione era data dal concerto al Club il Giardino (Caselle di Sommacampagna – VR) e sarebbe stato veramente un peccato perderla, anche per la sempre più rara possibilità di godere di questa band dal vivo. L’attesa è stata ripagata, la serata è stata davvero emozionante, anche se più da un punto di vista sentimentale che tecnico-musicale. E’ ovvio, quando ci si abitua ad un certo livello di prestazioni tutto ti sembra normale e scontato, soprattutto per un gruppo che può vantare trent’anni di attività musicale. Ma qui, a pensarci bene, si è trattato della riproposizione per intero di Subterranea, un disco bellissimo e, a mio parere, difficile da suonare, pieno di registri e di approcci di tipo diverso (forse per questo ancora sorprendente per la sua attualità e modernità) e che, nonostante tutto questo, ci è stato proiettato, in tutta la sua grandezza ed eleganza, con la più naturale padronanza dei mezzi e delle atmosfere.

Certo, pur non essendo più un assiduo frequentatore di concerti, non ho potuto non notare qualche cedimento. In qualche punto la chitarra di Mike Holmes è stata meno precisa di quanto mi aspettassi (ad es. Speak My Name) e a volte mi è persino sembrato di sentire qualche piccola stonatura, o qualche affanno complessivo. Così come le atmosfere sonore create da Martin Orford, almeno nei miei ricordi, erano oggettivamente un’altra cosa (pur essendo Durant un ottimo musicista credo che gli IQ abbiano perso molto con l’abbandono del loro storico tastierista). Probabilmente molto dipende anche da una certa disabitudine ai concerti dal vivo, per un gruppo che in quella dimensione ha dato sempre il meglio di se stesso. Ma sentire quella musica suonata ad un livello mediamente così alto e con quella naturalezza, mi ha emozionato come non mi aspettavo che accadesse, e dire che era la quarta o quinta volta che li vedevo dal vivo. Notevole e precisa la parte ritmica (Paul Cook più del vecchio/nuovo bassista Esau), con il suono pieno e rotondo della batteria che in qualche occasione, nelle ultime uscite in CD, mi sembrava fosse meno coinvolgente. La voce di Peter Nicholls sempre su ottimi livelli, è riuscita ad essere graffiante anche nei momenti più tranquilli. Ma, al di là di ogni cosa, che si può pretendere di più da un chitarrista che ti regala assoli e partiture sempre fantasiose ad ogni pie’ sospinto e che per il suo look sempre più ordinario e dimesso abbiamo finalmente potuto ribattezzare “il nostro caro impiegato del catasto”?

Fin dalle note iniziali, in una sala che definirei sobria, ma con un’acustica notevole (solo la “sfortuna” di essere un po’ troppo vicino ad un potente diffusore) ed una visuale ottima, abbiamo potuto intuire la grande serata di Cook che con il suo drumming potente e preciso è riuscito a colmare qualche calo di tensione complessivo affiorato qua e là. Ma con Sleepless Incidental (per inciso una delle mie preferite in assoluto dell’intero repertorio) è stato come tornare a casa e lasciarsi lentamente avvolgere  da suoni e percorsi che conservano intatta la capacità di riempirti il cuore. Da qui in poi il concerto si è mantenuto su livelli medio alti, con qualche picco assoluto (Infernal Chorus, Capricorn, l’intera sequenza di The Narrow Margin). Conclusa la celebrazione di Subterranea, la serata è continuata con la proposizione di alcuni classici, preceduti da una potente esecuzione di Frequency e seguiti tra gli altri dalla sempreverde The Wake, suonata con la passione dei primi giorni.

Penso che la componente emozionale e nostalgica della musica degli IQ stavolta abbia avuto il sopravvento sulla loro leggendaria disciplina e precisione tecnica. Ma ciò non toglie assolutamente valore ad una esibizione palpitante che avrei voluto rivedere e risentire tutta di nuovo, fin da subito, senza dover aspettare (temo) troppo tempo per il prossimo concerto, per tornare a rivivere le emozioni che solo questo fantastico gruppo è capace di regalarci.

Silvano Imbriaci – Aprile 2012

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