Notturno Concertante Canzoni allo Specchio 2012

Pubblicato: giugno 12, 2012 in Recensioni Uscite 2012
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Verso la fine degli anni ’80 sulla scia della nuova ondata del progressive definita appunto new prog comparve anche qualche gruppo italiano. Tra questi un posto di riguardo va sicuramente attribuito ai campani Notturno Concertante dei quali però da dieci anni, discograficamente, si erano perlopiù perse le tracce; l’ultimo lavoro, Riscrivere il Passato,  infatti datava 2002. Sono rimasto sorpreso pertanto quando ho scoperto il loro ritorno, Canzoni allo Specchio, illustrato da un bellissimo e ricco art work di Fabio Mingarelli, noto come Ming. Gruppo tecnicamente preparato e che ha da sempre curato le proprie realizzazioni, riservando molto tempo tra una e l’altra. Come troppo spesso accade nel nostro Paese fortuna e successo non sono direttamente proporzionali alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e così è stato anche per la band di Benevento, che a mio parere ha sin qui raccolto meno di quanto meritato. Questo nuovo Cd ha un buon peso specifico e credo possa rappresentare un ulteriore step per il gruppo.

Caratteristica basilare da rilevare è la fusione di suoni più propriamente prog con altri di provenienza folk, che da vita ad una miscela sonora delicata e mediterranea. Se agli esordi l’influenza dei gruppi storici del progressive e di quelli coevi ( Marillion, IQ) era piuttosto netta, oggi questa è andata piuttosto stemperandosi, contaminata da suoni e strumenti di appartenenza più etnica, caratterizzandosi così maggiormente.

La band è formata da ben otto elementi, alcuni dei quali rappresentano il nucleo storico e portante: Raffaele Villanova (chitarra e voce) e Lucio Lazzaruolo (chitarra classica e tastiere) sono il motore del gruppo. Giuseppe Relmi è la bella voce solista, Carmine Marra è al clarinetto, sax contralto e soprano, Carmine Meluccio al violino, Gabriele Moscaritolo alla fisarmonica, Giuseppe e lo scomparso Antonio D’Alessio al basso, Simone Pizza alla batteria. Un ensemble molto allargato come si vede ma efficacissimo.

Disco dalla durata ben calibrata (45 minuti circa), mostra a mio avviso un gruppo che ha saputo andare incontro ad una positiva evoluzione. Riuscire a fondere gli stilemi più propri del prog con elementi personali non è una novità per i Notturno Concertante ma ritengo che in questa occasione abbiano spiccato un salto in avanti.

Su un testo di Stefano Benni è costruita Ahmed l’Ambulante, magnifico esordio crudo e amaro nel quale svetta la bella prova vocale di Relmi. Ritmo tribale con accenti mediorientali, arricchito dalla presenza del violino, evidenziano da subito le coordinate della band.

Young Man Gone West è basata su un bell’intreccio di chitarre che fa da apripista alla band, per uno strumentale che mi ricorda da vicino il buon prog italiano d’annata, in particolare alcuni brani della PFM vergati da Franco Mussida.

Come il Vento presenta addirittura qualche accento fusion che ben si sposa al mood tendenziale del gruppo. Fantasia e varietà nel drumming di Simone Pizza, il timbro caldo del singer, l’adeguato e prezioso lavoro dei fiati ne fanno un brano molto interessante.

Altro testo pungente ed attuale impregna la successiva Le Anime Belle, brano corrosivo e velenoso nel quale la musica funge da importante scenario a delle parole che sono come pietre. Pregevole comunque l’arrangiamento.

On Growing Older è un morbido bozzetto acustico nel quale le note rotonde della chitarra classica vengono affiancate, gradualmente e in successione, da violino, tastiere e fisarmonica. Breve ma toccante.

Giuseppe Relmi canta in inglese in The Price of Experience, pezzo che più richiama per la costruzione il new prog inglese, sebbene si conceda eccezioni melodiche di stampo folk.

Torna un testo italiano con Lei Vede Rosso, brano più lungo e, forse, articolato del Cd. Spazio maggiore al duo basso-batteria che ha il compito di trascinare la band, corroborato dagli ottimi fiati di Carmine Marra, vero ago della bilancia in questo caso. Se può esistere una traccia da indicare come summa dei NC questa a mio avviso è indicatissima.

La Milonga di Milingo è un flash estemporaneo e gradevole, bella citazione del ritmo argentino che ancora una volta evidenzia il lato etnico della band. Ma è una citazione anche “jazzy” se vogliamo, con il piano di Lucio Lazzaruolo in sottofondo a cesellare.

Canzone allo Specchio vede nuovamente al centro la voce di Relmi in un pezzo però un pò piatto per la prima meta; un bell’inciso dell’elettrica dona ritmo e variazioni nella seconda parte che chiude così in crescendo.

A chiudere la strumentale e nostalgica Ark en Ciel, molto breve, dalle tinte tenui e morbide, colorata nella melodia da chitarra acustica e piano.

Ci sono molti spunti, tanti passaggi interessanti in questo nuovo lavoro dei Notturno Concertante; riescono abilmente a fondere elementi diversi con gusto e mestiere, senza fare divenire il tutto un guazzabuglio insensato. Giunti al sesto disco hanno prodotto questa volta un capitolo che non deve passare inosservato.

Max

commenti
  1. emilio scrive:

    a zio lucio più ascolto q uesto cd più mi piace. tu sai che è passata tanta acqua sotto i ponti tu sei rimasto nel tuo guscio,fuori dalle mode ,di questa musica di facile ascolto ,penso che anche tu riesca a sfondare questa porta

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