Flower Kings Banks of Eden 2012

Pubblicato: giugno 21, 2012 in Recensioni Uscite 2012
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Negli ultimi anni il chitarrista Roine Stolt si è dedicato perlopiù all’attività del super-gruppo Transatlantic e agli Agents of Mercy mentre dalle interviste provenivano solo vaghi accenni sui Flower Kings ed il loro futuro. Finalmente all’ inizio del febbraio scorso l’annuncio dell’uscita di Banks of Eden, undicesima fatica della band svedese. Ci eravamo lasciati nel 2007 sulle note di The Sum of No Evil e di li non era dato sapere esattamente quando e come sarebbero ricomparsi; tornano con una novità in formazione, rappresentata dall’ ingresso alla batteria di Felix Lehrmann in luogo dell’ungherese Zoltan Csorsz. 

Attivi dal 1994 i FK fanno parte di quella seconda ondata del new prog, posteriore a Marillion, Pendragon, IQ, che ha visto fortemente coinvolti i paesi del nord-europa, con la Svezia in primo piano; puntualmente ad ogni loro uscita tornano a galla le stesse considerazioni circa il progressive ed i suoi modelli o il perpetuarsi di alcune sonorità e rimandi, pur se attualizzati. Dal mio punto di vista credo che in questo caso ci si trovi in assoluto davanti ad una delle migliori band del panorama prog, per cifra tecnica (indiscutibilmente) e per la qualità della musica proposta. 

Certo, si potrà obiettare che forse altri gruppi hanno saputo rinnovare e intraprendere percorsi diversi con maggiore coraggio e impegno; ci può stare ma è anche vero che poi spesso la differenza, oltre che la tecnica, la fanno le emozioni. E su questo punto la band svedese, suonando, raramente ha fallito.

Inoltre il gioco di intrecci, protratto nel tempo, con altri gruppi di vertice come The Tangent e Pain Of Salvation, ha prodotto nel corso degli anni delle modifiche e delle nuove variabili che hanno in qualche modo arricchito e integrato il suono del gruppo.

La formazione è rimasta pressochè inalterata come detto; oltre a Stolt (chitarra, tastiere e voce), ci sono gli inamovibili Tomas Bodin (tastiere), Hasse Froberg (voce, chitarra), Jonas Reingold (basso) ed il nuovo batterista berlinese Felix Lehrmann (26 anni !!).

La cifra stilistica di Roine Stolt si mantiene intatta e con questa inevitabili riferimenti a Howe Gilmour; ne consegue che ancora una volta la traccia seguita dai Flower Kings è debitrice ai grandi gruppi prog del passato ma è altrettanto vero che la band svedese ha oramai sviluppato contemporaneamente una propria impronta.

Banks of Eden è stato registrato presso i Varispeed Studios in Svezia  facendo anche uso di attrezzature e strumenti vintage per cercare volutamente di ricreare il tipo di suono più caldo di un tempo. Esce in varie versioni tra le quali una standard (un Cd) e una Special Limited Edition che comprende anche un secondo Cd, bonus di quattro brani.

Come tradizione non può mancare una suite e così si parte con la bellissima Numbers, 25 minuti abbondanti nei quali forse il sound di Stolt & Co. pare essere divenuto leggermente più spigoloso. Non si tratta certo di una traccia immediata perchè densa di moltissimi elementi, angolature e perchè….dura 25 minuti; raffigura però il compendio, aggiornato, del combo svedese. Il drumming del giovane Lehrmann si fa apprezzare sia per la potenza che per la varietà di soluzioni, prevedendo oltre ai “consueti” stacchi e ripartenze davvero molteplici combinazioni, quando potenti, quando tecniche e composite. Una vera sorpresa ! Numbers è una suite che spazia attraverso l’intero mondo dei Flower Kings, dalle improvvise impennate e accelerazioni della chitarra di Stolt all’inconfondibile voce acuta di Hasse Froberg, passando per le tracce presenti e strutturate del basso di Reingold. Prezioso come sempre il lavoro delle tastiere di Tomas Bodin che, apparentemente nelle retrovie, in realtà tesse e cuce la melodia. Grosso modo a metà da segnalare un bollente solo di Roine Stolt, ponte tra due fasi del brano. Tocca a splendide note di basso e alla voce di Froberg guidare la band verso una parte più melodica e di atmosfera che nuovamente poi muta, per andare verso un territorio non distante dal suono degli Yes: incredibile la parte del basso di Reingold !

Su quest’ ultima onda sonora nasce e si sviluppa la sinfonica For the Love of Gold, nella quale la chitarra di Roine Stolt recita la parte del leone. In grandissima evidenza in questo caso anche le tastiere di Tomas Bodin mentre i cori che accompagnano la voce di Froberg sono riuscitissimi. Controtempi, fughe, coralità; qualità che ai Flower Kings da sempre non mancano ma che in questo caso escono fuori in tutta la loro magniloquenza. Se poi sono inevitabilmente riconducibili a “qualche”  band del passato, tanto quanto…il brano è ottimo.

Pandemonium tiene fede (in positivo) al proprio nome con una ritmica da favola: l’operato di Reingold è da “circoletto rosso”, da segnalare per precisione e puntualità. Il drumming del giovane batterista va di conseguenza, andando così a plasmare un groove per palati fini. Pezzo elaborato ma dal tiro devastante in cui le variazioni offerte da chitarra e tastiere sono lame di rasoio. Ottima !

E’ nuovamente la chitarra con un inciso melodico ad inaugurare For Those About to Drown, passaggio a mio parere forse un pò “scolastico” e meno coinvolgente. Di ottimo livello la qualità dei suoni e delle soluzioni sempre variate, sopratutto quelle armoniche ma l’ impatto generale del pezzo è una spanna sotto i precedenti.

A chiudere il Cd arriva Rising the Imperial che riporta nuovamente in alto l’ appeal del lavoro. Grande atmosfera nel canto accompagnato da piano e tastiere, con ricami del fretless bass prima e della chitarra poi in sottofondo. Giunge poi il momento, immancabile, del solo lancinante di Roine Stolt che regala la pelle d’oca sulle braccia per un finale splendido.

Per quanto riguarda il Cd “bonus” una rapida ma meritata menzione per Illuminati, brano in cui Roine Stolt mostra tutto il suo vasto catalogo chitarristico.

Penso di poter dire che cinque anni di attesa in questo caso siano stati ampiamente ripagati; Banks of Eden ci riconsegna i Flower Kings in piena forma, in grado ancora di incantare con le loro sonorità. Ottimi risultati ha sortito l’avvicendamento dietro le pelli, con questo giovane prodigio tedesco che pare essersi ottimamente inserito nel tessuto della band. L’album contiene a mio avviso delle vere perle; dunque, chapeau e avanti così !

Max

commenti
  1. roberto scrive:

    grande gruppo eccellente roine stolt alla chitarra

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