Valter Monteleone HillPark 2012

Pubblicato: luglio 1, 2012 in Saranno famosi
Tag:, , ,

Fa piacere scoprire che ancora oggi, pur tra mille difficoltà, è possibile offrire una buona proposta musicale senza avere a disposizione mezzi tecnici stratosferici; fa ancora più piacere constatarlo quando il protagonista è un musicista italiano, in questo caso Valter Monteleone, vero deus ex machina di questo progetto. Polistrumentista, sorta di novello “one man band”, è autore di un delicato Cd di cui ha interamente composto testi, musica ed arrangiamenti; solo sei brani per una durata di mezz’ora circa, una musica soffusa, di accompagnamento, senza pretese di particolari virtuosismi ma che restituisce la gradevolezza di un ascolto disimpegnato ed allo stesso tempo di sostanza. Monteleone spazia attraverso tutti gli strumenti con estrema serenità, disimpegnandosi con particolare sicurezza tra batteria, basso e piano.

Le evidenti influenze jazzistiche del 62enne compositore pugliese si fondono a riverberi della bossa nova di  Jobim come nella introduttiva Bossando, a temi che rimandano al rock di fine anni ’60 come per la sognante ballad Castle; ed ancora, in HillPark torna la bossa e accenni swing per un brano scaturito dai ricordi di un soggiorno autunnale in Toscana. Gardens regala a sorpresa un mood che mi ricorda tra gli altri quello dei Santana, sia per l’andamento del pezzo che per una parte di chitarra molto ispirata che rievoca qualche analogia al musicista messicano. Ottima anche la sezione di organo. Senliss 106 è un passaggio che forse resta meno definito; prendendo le mosse dalla precedente si srotola lentamente, unendo latin e jazz, con significativi passaggi di organo alternati a chitarra classica. Chiude Jumpinjazz la quale, fedele al titolo, mostra con chiarezza le origini musicali dell’ artista, con il piano incontrastato primo attore.

Pur trovandosi in un territorio musicale del quale personalmente non sono un assiduo frequentatore devo rilevare la piacevolezza e la semplicità del lavoro. Non si tratta assolutamente di un album articolato o composito, scorre in scioltezza senza particolari complicazioni. Si tratta di un esperimento interessante e magari fonte di possibili rielaborazioni; la partecipazione di altri musicisti potrebbe consentire magari un song writing più corposo e variegato. Da ascoltare.

Max

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...