Ci sono due momenti precisi ed imprescindibili nell’evolversi della musica dei Therion e sono rappresentati da Theli (1996) che chiude la prima fase e successivamente da Vovin (1998), che ne apre un ‘altra conducendo grosso modo fino all’attualità. La nozione di per sé conosciuta è in realtà importante per comprendere quello che è stato il percorso musicale della band svedese, estremamente bizzarro e per certi versi non immediato da comprendere.

Debuttano sulla scena death metal, poi spostandosi gradualmente verso il doom con i Celtic Frost come gruppo ispiratore. Dopodichè con la pubblicazione di Theli inaugurano una prima svolta symphonic metal che si sviluppa ancor più nettamente da Vovin in poi, richiamando con più decisione riferimenti classici e sopratutto operistici. Attingendo all’opera di coro ed orchestra, divenuti elementi fissi nella loro architettura musicale, hanno impresso nell’ultimo decennio un’ulteriore mutazione al loro sound che si è andata sublimando poi nell’uso costante di voci soprano femminili.

Rimane difficile dunque valutare nell’insieme l’operato dei Therion perché la loro discografia è piuttosto discontinua e soggetta a continui aggiustamenti, alcuni riusciti, altri decisamente meno.Due anni dopo Sitra Ahra si ripropongono con Les Fleurs du Mal, a tutti gli effetti una rock opera che presumo possa essere molto spettacolare dal vivo. Nuclear Blast ha scelto di non condividere il progetto e così Christofer Johnsson, chitarrista, tastierista e band leader ha deciso di comporre, produrre e …finanziare direttamente il lavoro. Album a dire poco sconcertante, nel bene e nel male; se da un lato contiene grandi potenzialità  per orchestrazione, cori, costumi e la voce soprano di Lori Lewis, da un altro sconta un impatto non proprio felice. I brani sono interamente cantati in francese che a mio avviso è uno splendido idioma ma si sposa troppo faticosamente con il rock. Sul versante strettamente musicale tracce di metal sono veramente di difficile reperibilità, il canovaccio è dichiaratamente e strettamente operistico dall’inizio alla fine. Una scelta che spiazza in modo piuttosto netto perché viene a mancare quel propellente necessario a fare sì che l’album decolli.

Il ruolo della band spesso è defilato, al servizio della coralità e del lirismo della musica ma così facendo, tranne che in rari passaggi, si perde mordente. Il timbro stesso della singer, di qualità indiscutibile, essendo costantemente al centro della scena finisce per conferire un senso di monotonia a tutta l’impalcatura.

In questo casto trovo inutile e forse anche controproducente analizzare ogni singola traccia, è un disco che va assorbito per intero, non lo si può spezzettare perché è come mutilarlo; esiste un sottile ed impalpabile filo che lega le quindici brevi tracce, una sorta di collante invisibile. Mi limito a citare Poupée de cire, poupée de sonUne fleur dans le coeurInitials B.B (raro brano con incipit metal), PolichinelleLilith e sopratutto l’epica J’ai le mal de toi come i momenti migliori dell’album.

In definitiva non si può certo imputare ai Therion mancanza di inventiva o creatività; Les Fleurs du Mal è quanto di più inaspettato potesse venir fuori dalla penna di Christofer Johnsson ma trovo che a livello sonoro sia molto lontano dalla produzione usuale del gruppo. Il canto in francese purtroppo non mi arriva come dovrebbe e un eccessivo slancio lirico fanno sì che non riesca ad appassionarmi più di tanto; buona parte delle canzoni sono di struttura debole ed eccessivamente “facile”. Ribadisco però che il meglio potrebbe offrirlo sul palco.

Max

 

commenti
  1. Antonio scrive:

    Per quanto in alcuni punti sia abbastanza d’accordo vorrei precisare che il progetto è stato volutamente finanziato dalla Band e non perché la Nuclear Blast si è rifiutata!

  2. Tiziano scrive:

    lo sto ascoltando in questo momento e devo dire che lo trovo grandioso ed emozionante, anni luce dal piatto lavoro operistico dei My dying Bride – Evinta –

  3. Dark_in scrive:

    Bello si….però strano che metà dell’album e soprattutto le canzoni migliori sono cover di altri artisti(francesi)…..

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