Greg Lake (SONGS OF A LIFETIME) – Viper Club Firenze – 5 Dicembre 2012

Pubblicato: dicembre 6, 2012 in Recensione Live Shows
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Songs of a Lifetime, il tour che sta portando in giro Greg Lake, ha vissuto ieri sera l’ultimo atto in Italia presso il Viper Club Firenze. Ben sei date italiane che hanno raccolto molti consensi e qualche perplessità; queste ultime erano dovute al fatto che il bassista di King Crimson ed E.L.P.  ha optato per una scelta del tutto singolare: un one man show in piena regola, con una notevole dotazione di chitarre e bassi (persino una tastiera). Nessun musicista ad accompagnarlo, scelta dovuta da un lato forse ad un aspetto economico e dall’altro, probabilmente, alla volontà di non affidare ad altri alcune pagine storiche del progressive rock, optando per l’utilizzo di basi preregistrate.

Logicamente lo spettacolo che ne scaturisce è qualcosa di molto particolare, tutto incentrato sulla possente figura di Lake, che definire corpulento è ormai quasi un vezzeggiativo. Di per sé questo può non essere un problema a patto di accettare preventivamente l’impossibilità della presenza degli storici compagni di viaggio o, comunque, di una band sul palco.

Pubblico non molto numeroso, per la maggior parte rigorosamente seduto in un atmosfera piuttosto raccolta; sul palco la serie di strumenti (che verrà usata per intero) e le casse da trasporto, rigorosamente nere con le loro cerniere e profili in acciaio, recanti la scitta Greg Lake London in grigio.

Il fragore di un tuono precede l’ingresso del 65enne musicista, basso Fender imbracciato, sulla base travolgente di 21 st Century Schizoid Man; di qui prende il via una splendida galoppata tesa a ripercorrere alcune delle tappe salienti di due dei principali gruppi della storia del progressive.

Le canzoni di una vita, quella di Greg Lake appunto, che tra un brano e l’altro si diverte a raccontare aneddoti del passato in un inglese perfettamente comprensibile; esegue dunque anche brani non del proprio repertorio come Heartbreak Hotel (gustosissimo il racconto inerente Presley: E.L.P. erano in tour negli Stati Uniti e nel giorno libero, da un’idea del loro manager, andarono ad assistere alla performance di Elvis). O, ancora, You’ve Got to Hide Your Love Away con annesso ricordo di Ringo Starr.

Il rock’n roll di Johnny Kidd & The Pirates per Shakin’ All Over, con un Lake agli inizi nell’era precedente ai Crimson.

Ovviamente lo stesso trattamento, sicuramente il più atteso, viene riservato ad alcuni dei brani storici della sua carriera.

Per quanto riguarda il “Re cremisi” oltre alla citata 21 st..sfilano grandiose citazioni di Epitaph (brividi infiniti), The Court of the Crimson King (colpo al cuore) e una I Talk to the Wind da lacrime, di un’ intensità e una magia infinite. Tutte corredate di ricordi, racconti, in particolar modo relative ai tempi della formazione del gruppo, ai caratteri di ognuno, a quando lui e Robert Fripp imparavano a suonare la chitarra.

Sul versante E.L.P. ovviamente il materiale che lo riguarda è più cospicuo; ed ecco che la parata prevede Lend Your Love Me TonightFrom the Beginning ( brividi di nuovo) e ancora, tra le altre, Trilogy ancora incredibilmente bella, Still…You Turn Me On (suggestiva), C’ Est la Vie Lucky Man in un ‘accoppiata mozzafiato.

Encore finale riservato a un’ottima Karn Evil 9: 1st Impression, Part 2.

Gli aggettivi fin qui usati potranno sembrare eccessivi, esagerati ma posso assicurare che non è così; Lake è riuscito a ricreare dal nulla una magia, a riportare indietro nel tempo un pubblico che raramente ho visto assistere così attento ed assorto (peccato che l’affluenza non sia stata importante).

Un plauso a Greg Lake, al suo coraggio e alla sua voglia di raccontarsi e mettersi in gioco; la sua voce, pur “ingrossata” dal tempo, ha mantenuto intatti quel calore, quel sapore, quella magia che hanno incantato intere generazioni.

Max

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