Riverside Shrine of the New Generation Slaves 2013

Pubblicato: gennaio 20, 2013 in Recensioni Uscite 2013
Tag:, , , , , , , , ,

frontErano passati circa tre anni e mezzo dall’uscita dell’ottimo Anno Domini High Definition, album che a mio parere aveva consacrato i Riverside come una delle più interessanti band in bilico tra la scena prog metal e quella new prog. Poi un valido EP (Memories in My Head) e due episodi del progetto solista Lunatic Soul del leader Mariusz Duda

Attendevo con trepidazione la nuova release ed eccola arrivata, Shrine of the New Generation Slaves il titolo, quinto lavoro in studio della band polacca. Art work affidato al solito Travis Smith,  formazione immutata e dunque basata sul consueto solido quartetto. I testi sono sempre a cura del bassista e cantante Duda e il disco è stato interamente inciso e prodotto in Polonia.

Tutto dunque farebbe pensare ad un canovaccio quasi annunciato ed invece non è proprio così; se dal punto di vista delle lyrics la penna dell’autore è riconoscibile, sul versante musicale ci sono a mio parere delle sorprese perchè il disco, complessivamente, suona parzialmente diverso dai precedenti.Ho ascoltato e analizzato Shrine of the New Generation Slaves per tre giorni ininterrottamente ed è innegabile, a mio parere, che il percorso musicale intrapreso si discosti a tratti abbastanza dai precedenti. Spazio per la chitarra di Piotr Grudziński non manca ma è comunque stato un pò compresso, talvolta si fa ricorso a melodie quasi “easy” sulle quali poi però, sorprendentemente, vengono costruite fitte trame. Il riferimento ai Porcupine Tree è ancora presente, forse in modo meno invasivo rispetto al passato. Con ogni probabilità i Riverside hanno ora maturato una loro dimensione che, seppur non dimentica del lavoro svolto, prova ad introdurre elementi di novità e di distinzione.

Anche per questo l’album è a mio avviso meno diretto, pronto, dei precedenti ed anzi, all’inizio forse può destare anche qualche perplessità. Tuttora dopo numerosi ascolti posso confermare che vive di due velocità, nel senso che parte con il freno a mano tirato per poi crescere ed esplodere letteralmente.

New Generation Slave, brano di apertura, vede al centro di un’atmosfera tesa ed in crescendo creata dalle tastiere di  Michał Łapaj, dapprima la voce di Duda, filtrata; poi c’è spazio per l’ingresso di tutta la band, con un ritmo serrato che va a dispiegare una serie di temi che si inseguono e si scambiano tra loro. Buon inizio, impostato sicuramente sulla potenza e su riff grintosi della chitarra, meno sul versante emozionale.

Quelle perplessità di cui sopra si manifestano sopratutto con la seguente The Depth of Self – Delusion; su un testo amaro ed introspettivo si dipana una melodia  a tratti quasi banale che ricorre spesso nel brano. Duda si divide tra canto, basso e chitarra acustica e le parti migliori sono i passaggi di mezzo e qualche inciso di chitarra, corroborati da un drumming semplice ma preciso di Piotr Kozieradzki. Non è in assoluto un brutto pezzo ma, nonostante a oggi nove ascolti, resta quello che mi convince meno.

Di nuovo punta sull’impatto Celebrity Touch, singolo estratto dall’album; riff quasi di scuola hard rock, molto a spirale, nei quali l’organo duetta e lotta con la chitarra per la prima parte. Un totale cambio di atmosfera nella parte centrale, più sognante, prelude ad una “reprise” del tema iniziale, interrotta dall’intervento della chitarra, Un continuo ping-pong tra queste due fasi, tra questi due mood che finisce per divenire l’asse portante del brano; solenne la chiusa.

Qui finalmente i Riverside cambiano passo e inanellano quattro tracce ottime, che danno un altro profilo a questo Cd.

We Got Used to Us restituisce il gruppo alle sonorità più amate, dove senza dubbio la fonte ispiratrice di matrice PT è indiscutibile. Duda epigone di Steven Wilson ? Può essere e forse non è il solo. In ogni caso il lato emozionale, sentimentale della loro musica qui si esprime in modo perfetto; una ballad eterea, quasi onirica, che ha oltretutto il pregio di essere suonata ed interpretata con passione e misura, senza inutili ampollosità.

Dello stesso spessore, ma di grana diversa, Feel Like Falling; un’introduzione sincopata, suoni distorti, sui quali gradualmente si adagia la melodia espressa con partecipazione dal band-leader. Un solo squarciante di chitarra spezza il ritmo che poi riprende a tutto tondo. Nel finale i Riverside optano per una deriva dura, metal, nella quale  nuovamente la chitarra si erge protagonista.

La gemma splendente è rappresentata da Deprived (Irretrievably Lost Imagination), quanto di più “Riverside” sia possibile ascoltare. Il canto sospeso di Mariusz Duda, l’arpeggio ipnotico della chitarra, la ritmica che lavora di cesello in secondo piano. Su tutto, dietro a tutto, il cuci e ricuci delle tastiere, vera base di appoggio del pezzo. Mi ripeto, è del tutto evidente il richiamo ai “porcospini” ma mai come in questo caso mi sento di dire che la lezione è stata perfettamente assimilata e, in parte, anche rielaborata. Ciliegina sulla torta, nella parte conclusiva, un bel solo al sax di Marcin Odyniec.

Non può mancare almeno una mini-suite e al proposito giunge Escalator Shrine, quasi 13 minuti nei quali i Riverside condensano tutte le emozioni musicali che sono in grado di suscitare, tra sonorità romantiche, ingressi e fughe di tastiere, repentini cambi di tempo, linee pulsanti di basso. Un brano lungo che trova senso proprio nella varietà e nel gusto con il quale è composto e per questo vorrei fare un elogio particolare ai “polish”, capaci di non allungare inutilmente il brodo.

Un bell’arpeggio sull’acustica, tastiere e la voce di Duda; Coda, brevissima traccia, conclude questa nuova fatica dei Riverside.

Shrine of the New Generation Slaves è un passo, almeno parzialmente, in un’altra direzione; inizialmente può spiazzare, qualcosa non è proprio perfettamente riuscito o definito ma globalmente è ottima musica, per due terzi almeno di gran classe.

Max

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...