frontLa Polonia, musicalmente, sta diventando un fiume in piena e sforna proposte a getto continuo; questa volta è il turno dei Disperse, giovane e fresco quartetto di Przeworsk , che presentano il loro secondo lavoro intitolato Living Mirrors.

Band dalle buone qualità che per il momento però è rimasta appannaggio degli addetti ai lavori e poco più; si muovono in territorio prog metal con riferimenti tanto ai Dream Theater quanto, nei passaggi più melodici e di atmosfera, ai connazionali Riverside sino ad arrivare a qualche lontano bagliore di floydiana memoria.

Journey Through The Hidden Gardens (2010) era stato l’album del debutto, promettente ma forse ancora un pò acerbo; poi tante date, tanti concerti in patria, in Germania ed in Inghilterra hanno contribuito a destare attenzione sul gruppo e sul tipo di musica, derivativa forse ma altrettanto capace di contenere spunti e passaggi più personali e particolari.

Jakub Żytecki (chitarra e cori, nonché produttore) e Rafał Biernacki (voce e tastiere) sono le travi portanti di questo poker di musicisti, completato da Marcin Kicyk (basso) e Przemysław Nycz (batteria); questi ultimi, terminate le registrazioni del Cd, sono stati sostituiti rispettivamente da Wojciech Famielec Maciej Dzik.

Living Mirrors non è la solita minestra riscaldata, anzi, in alcune occasioni propone soluzioni anche sorprendenti benchè si muova in un terreno piuttosto caratterizzato. Appare evidente che i Disperse fanno confluire nelle loro sonorità rivoli di provenienza anche diversa; tocchi suadenti che avvicinano alla fusion ad esempio, con l’uso di chitarra “pulita”, sono certamente tra i meno usuali in questo perimetro musicale (la bella Butoh ne è una magnifica dimostrazione).

Con ogni probabilità oggi i Riverside stanno diventando un band di riferimento, a maggior ragione in Polonia, e dunque non sono pochi gli episodi che rimandano a Duda e soci: in particolar modo quando si tratta di brani più avvolgenti (Message from AtlantisDancing with Endless Love, Touching the Golden CloudChoices over Me).

D’altra parte, come segnalato, ci sono anche chiari riferimenti ad un prog metal più “ortodosso”, scuola DT: ecco dunque pezzi  più massivi ed energici come Unbroken ShiverEnigma of AbodeProfane the Ground.

La conclusiva AUM, traccia più lunga con i suoi oltre nove minuti cerca di sintetizzare tra loro tutte quelle che sono le esperienze ed i richiami che compongono il sound dei Disperse, aggiungendo quanto è nelle corde dei quattro.

Siamo davanti ad un disco che non contiene chissà quali innovazioni o magie; è però eseguito da musicisti dotati di buona tecnica e con le idee chiare, dotati di un buon potenziale. Senza dubbio interessante e da conoscere.

Max

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