Sanguine Hum The Weight of the World 2013

Pubblicato: aprile 3, 2013 in Saranno famosi
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frontLa decisione di segnalare questo disco mi è venuta non tanto da una valutazione o un  gradimento, quanto dalla sua innegabile particolarità. The Weight of the World, secondo lavoro per i Sanguine Hum, potrà piacere o meno, venire amato o rimanere incompreso ma sicuramente non passerà inosservato e questo di per sé, nello sconfinato oceano di proposte new prog, è già un segnale importante.

Già, perché in questo caso i canonici riferimenti con i quali si cerca di introdurre la musica dei gruppi meno noti non vanno ricercati tra i “soliti” nomi del progressive storico; il quartetto inglese guarda oltre, verso orizzonti zappiani ed in taluni casi che si dilatano sino ad echi lontani della Mahavishnu Orchestra.

Un rock “colto” quindi, che ha il merito di ricondurre il prog verso terreni, se non inesplorati, quanto meno inusuali e meno battuti; riverberi fusion, molteplici accenni a soluzioni spregiudicate e molto alternative care al vecchio Frank, atmosfere cariche di pathos sconvolte da accordi arditi…

Questo è alla base del sound dei Sanguine Hum, giunti al secondo episodio della loro carriera.La band, un quartetto formatosi a Oxford, ha debuttato nel 2012 con Diving Bell e se possibile ha ancora accentuato i parametri e le coordinate sopra descritte in questo nuovo capitolo che esce per Esoteric Antenna.

Alla testa della formazione troviamo il chitarrista e cantante Joff Winks, coadiuvato da Matt Baber (tastiere), Brad Waissman (basso) e Andrew Booker (batteria); tecnica, preparazione musicale, capacità di incasellare tra loro tessere diverse a formare un puzzle di non immediata soluzione.

L’iniziale From The Ground Up infatti potrebbe ingannare, accostandosi con decisione ad un sound moderno e di riferimento, a metà strada tra Porcupine Tree Radiohead. In realtà non è solo così, questo è all’apparenza perché poco dopo il gruppo da fuoco alle polveri, con trovate sonore che deviano completamente, mettendo in campo suggestioni molto più lontane nel tempo. In ogni caso un ottimo inizio.

Ovviamente è pur vero che i Sanguine Hum sono figli del loro tempo e non si limitano ad una sterile riproposizione, i riferimenti citati vanno intesi come tali. Ne è una riprova la seguente System For Solution che vede Winks introdurre sempre più sonorità elettroniche programmate, le quali però vanno nuovamente ad intersecarsi con altre, ben riconoscibili, passate alla storia.

Due affermazioni apparentemente antitetiche e che invece costituiscono la base, il nocciolo del progetto.

Una traccia strumentale, In Code, composita e di rara intensità: emergono chiaramente le qualità dei musicisti e la capacità di creare con gusto, unendo il presente con il passato.

Cognoscenti alza ancora il tiro su questa percepibile dicotomia musicale, tesa ad unire matrici tra loro così lontane; se da un lato il primo impatto rende più familiari e riconoscibili gli stilemi attuali, un’analisi più attenta continua a notare invece come le due trame si leghino tra loro più o meno di frequente.

Day Of Release parte spigolosa e ipnotica, come un loop infinito. Con l’ingresso della batteria il brano lentamente si “muove”, per poi aprirsi a qualche squarcio melodico. I due minuti conclusivi sono completamente sospesi tra space e fusion, quasi un omaggio al suono di McLaughlin & band.

Traccia più breve, Phosphor, guidata dal suono del piano è in grado comunque di regalare emozioni, una ballad notturna e malinconica…se non fosse che di nuovo intervengono brevemente suoni del passato a colorarla in modo indelebile.

Per concludere, colpo ad effetto, arriva The Weight of the World (Parts 1 to 3), traccia di circa 15 minuti che meglio di altre sublima le due anime musicali che popolano il gruppo inglese, definendone la coabitazione. Brano peculiare al cui interno da un tema centrale di distaccano numerose variazioni; i suoni della marimba e dello xilofono spesso punteggiano la tela sonora dei Sanguine Hum e l’accostamento scatta istintivo… La terza sezione del brano racchiude in sé il solo passaggio “epico” del Cd, grazie anche all’ unico vero solo della chitarra di Winks, peraltro piuttosto conciso.

The Weight of the World non è un lavoro malleabile nè diretto, richiede più ascolti per essere assimilato e per riuscire a penetrarvi. Personalmente mi ha molto incuriosito e stimolato, nel senso che non riesco ad immaginare quale possa essere la traiettoria musicale di questo gruppo; motivo in più dunque per seguirne l’evoluzione. Consigliato ai cercatori di qualcosa di diverso e originale.

Max

 

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