Flicker How Much Are You Willing To Forget? 2013

Pubblicato: aprile 26, 2013 in Saranno famosi
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frontUnire tra loro vecchi spunti psichedelici e spaziali come quelli dei Pink Floyd, larghe “aperture” tipiche del prog inglese, elementi tipici che possono connotare il sound dello Steven Wilson solista e di parte del repertorio Porcupine Tree, una spruzzata di Radiohead; questa la missione che si sono prefissi gli inglesi Flicker con il loro album di debutto intitolato How Much Are You Willing To Forget? uscito al momento solo in formato digitale.

New Prog dunque ma molto crossover in quanto attraversa realmente varie sensibilità ed intuizioni e proprio qui risiede la particolarità della proposta.

Poche e scarne note accompagnano l’album; la band in realtà è attiva nei circuiti minori britannici sin dagli anni ’90 ed è strutturata come quartetto del quale Ellis Mordecai (voce e chitarra) e Peter Coussens (basso) fanno parte sin dagli esordi. Completano la formazione Vaughan Abrey (batteria) e Andrew Day (chitarra solista).

Altro al momento non mi è dato sapere; ciò nonostante credo che il disco meriti quanto meno una rapida segnalazione perché mostra un gruppo desideroso di mettersi in gioco scegliendo una strada che, se è già battuta, non si presenta però priva di insidie.

Infatti tentare di assemblare quelle che possono essere tra le ispirazioni più cool del momento con importanti retaggi del passato non è di certo particolarmente innovativo o strabiliante ma i Flicker riescono piuttosto bene nell’intento, riuscendo a legare tra loro i diversi spunti senza divenire derivativi all’eccesso. E’ fuor di dubbio che i richiami citati siano ben riconoscibili ma si percepisce comunque uno sforzo di elaborazione.

Ripeto, l’operazione può divenire subdola e scivolosa proprio per i protagonisti e credo che comunque un passo successivo, se e quando avverrà, dovrà prevedere necessariamente un’evoluzione.

Per il momento comunque How Much Are You Willing To Forget? risulta un titolo gradevole, composto da nove brani che se pur abbastanza omogenei tra loro non mancano di regalare anche qualche sorpresa. Counting Time (ottima), My Empty HeadFalling Down Is This Real Life sono a mio avviso i momenti migliori, dotati di buona atmosfera ed intensità, li proprio dove le analogie con PT e Radiohead si fanno più nette. C’è pure qualche passaggio in tono minore come ad esempio Go ma nel complesso si tratta di un lavoro piacevole, sebbene abbastanza spurio, non è facilmente inquadrabile.

http://flicker-band.bandcamp.com/

In ultimo una curiosità: le carentissime note di accompagnamento non accreditano chi suona il piano, spesso presente e con buoni risultati ma dovrebbe trattarsi di David Baldwin.

Max

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