Projected Twin Earth Vs World

Pubblicato: giugno 14, 2013 in Saranno famosi
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frontArrivano dalla lontana Australia i Projected Twin che presentano il loro secondo lavoro. Earth Vs World (questo il titolo) è nelle intenzioni il secondo capitolo di una trilogia, il cui punto di inizio è rappresentato da Earth to World (2010).

La giovane band ha già un certo seguito di nicchia, sopratutto in patria ma da poco ha cominciato a farsi notare anche in Europa, pur se nel sottobosco del progressive; tutto fa capo alla “mente” Shaun Holton, voce, chitarra,suoni programmati e all’occorrenza basso. Lui ed i suoi compagni danno vita a sonorità quanto mai crossover, in grado realmente di attraversare più corsi e lambire più sponde facenti parte oggi dell’universo prog.

Questo secondo disco è in realtà piuttosto diverso dal primo, piuttosto grezzo ancorchè interessante ed orientato verso sonorità più spigolose; non è facile indicare dei riferimenti per comprendere quello che musicalmente esprimono i Projected Twin. Volendo tentare cito Radiohead e qualcosa dei The Pineapple Thief.Al solito sono citazioni da prendere con le pinze, mai come stavolta poi perché le sonorità del gruppo di Adelaide sono davvero ibride e difficilmente catalogabili.

Cat Johns (tastiere e voce), Chris Lau (basso e chitarra), Luke Whelan (batteria) e  David Polain (trombone) tessono una tela apparentemente anarchica e fuori dagli schemi, dove si trovano splendidi e malinconici momenti (l’ opener You Threw The Stone), passaggi più complessi e strutturati che vanno da richiami armonici in stile Yes a sezioni in stile prog metal ( The Ritual), sonorità in chiaro-scuro che rimandano allo stile più vicino a Pineapple Thief oppure Porcupine Tree Divine Intervention).

Episodi delicati ma al tempo stesso con un risvolto energico come Grab On Please (notevole il crescendo delle chitarre), momenti di rara intensità e dolcezza (Sirens) amplificati dal canto femminile di Cat Johns. Il timbro deciso e avvolgente di Holton spicca nella lunga Pain Of A Promise in cui la band offre prova di notevole solidità, con un sound granitico e “metallico” sul quale svetta la chitarra.

Si arriva poi quasi ad una sorta di finale “brit-pop” con This Cannot Mend. 

Earth Vs World è un disco strano (mi si passi il termine) perché se ci si limita ad un solo ascolto e per di più distratto tende, come si dice, a “non arrivare”. Troppi gli input di diversa estrazione, inizialmente può apparire anche slegato e senza un filo logico. In realtà, se si è disposti a dargli fiducia, si rivela un lavoro curioso ed interessante, assolutamente al di fuori delle proposte più canoniche.

L’album è prodotto dallo stesso Shaun Holton.

Max

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