Saxon Viper Club Firenze 14 Giugno 2013

Pubblicato: giugno 15, 2013 in Recensione Live Shows
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Una delle prime vere serate estive ha ospitato il concerto dei Saxon Firenze presso il Viper Club, location che si sta sempre più distinguendo per la varietà e la bontà delle proposte musicali. Cornice di pubblico buona anche se il club non registrava il tutto esaurito e temperatura all’ interno piuttosto alta, sia come gradi che come atmosfera…

La storica band inglese, paladina di quella famosa ondata di heavy metal inglese denominata allora NWOBHM, sta girando il mondo con l’ennesimo tour per presentare tra l’altro l’ultimo album, Sacrifice, uscito lo scorso mese di febbraio. Firenze, Roma e Milano le date italiane.

La mia principale curiosità verteva sulla verifica di Sacrifice dal vivo perché il disco mi aveva sorpreso molto positivamente e dunque restava da confermarne la valutazione on stage.

Dico subito che così è stato, nel senso che Biff Byford e soci hanno offerto una performance al meglio delle loro caratteristiche e potenzialità; certo, le dimensioni del palco un pò ridotte ne hanno limitato l’approccio scenico ma chi conosce a fondo i Saxon sa che si tratta comunque di una band sanguigna, tutta sudore e rock, con poche concessioni allo spettacolo.

Una vera e propria “street metal band”, senza la potenza sonora e scenica degli Iron Maiden ad esempio ma con una grande facilità di tramettere con immediatezza la propria musica.

L’introduttiva Sacrifice, Wheels of TerrorStand up and Fight sono stati solo alcuni dei potentissimi passaggi proposti dal nuovo Cd e la risposta è stata assolutamente positiva, la resa dal vivo ha rispettato le attese. Né sono mancati grandi classici del repertorio quali The Eagle Has Landed, Heavy Metal Thunder, 747 (Strangers in the Night), una tiratissima e dilatata Wheels of Steel e, nel bis, una furiosa versione di Denim and Leather.

I cinque veterani dunque hanno risposto ancora una volta presente, regalando una buona prova di insieme e come singoli.

Su Biff oramai resta poco da aggiungere, a dispetto delle 62 primavere ha ancora tanto fiato in corpo e una buona dose di aggressività (stoico oltretutto nelle sua lunga giacca nera nonostante il caldo).

Nigel Glockler, sepolto letteralmente dalla sua batteria, si è mostrato il consueto e rodato martello, regalando anche un bel solo, non troppo lungo e divertente; il basso di Nibbs Carter ne è stato un valido e continuo supporto mentre le due chitarre di Paul Quinn Doug Scarratt si sono rincorse e sfidate per tutta la serata, con ripetuti soli di quest ultimo particolarmente ispirato.

Un set divertente ed emozionante, ben equilibrato tra novità e classici senza tempo; i Saxon ribadiscono una volta di più di avere ancora da dare e di essere una band vera ed onesta, dedita ad un heavy metal magari un pò nostalgico ma ancora in grado di appassionare.

Max

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