Luna Rossa Sleeping Pills & Lullabies 2013

Pubblicato: giugno 30, 2013 in Recensioni Uscite 2013
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frontIl Galles negli ultimi anni anni è divenuto un luogo quasi sacro per il new prog avendo proposto molte band di successo dal suono caratteristico; penso tra gli altri a Magenta, Karnataka, The Reasoning, Panic Room.

Proprio da una costola di questi ultimi nasce Luna Rossa, side project che vede protagonisti Anne-Marie Helder (voce, chitarra, flauto) e Jonathan Edwards (tastiere e chitarra acustica), ambedue oltretutto con un passato nei Karnataka.

Sleeping Pills & Lullabies è un lavoro essenzialmente acustico i cui tratti principali contengono anche elementi folk e, in misura molto minore, qualcosa di vagamente pop; volendo cercare di darne una definizione penso che la più appropriata possa essere prog-folk.

Una lunga collaborazione, cementata negli anni, ha prodotto negli anni un’intesa divenuta sempre più proficua sino a sbocciare in questo album, in cantiere già da tempo.Un’ anima parallela e a sé stante quella che emerge in un lavoro composto dai due membri dei Panic Room, dove come dicevo le sonorità sono prettamente acustiche ed intime, rimanendo distanti dunque dal sound più tipico della formazione originaria.

Un quartetto d’archi tra cui il violoncello di Leah Evans, il contrabbasso di Wal Coughlan, il dobro di Tim Hamill; questi i collaboratori “esterni” chiamati a rifinire gli eleganti arrangiamenti. Al resto provvedono il piano di Jonathan Edwards  e il magnifico timbro vocale di Anne-Marie Helder, la quale suona chitarra, flauto e in questa occasione si cimenta pure all’arpa ed alla celeste.

I testi degli undici brani contenuti sono imperniati su riferimenti a storie personali, spaccati di vita importanti che hanno ispirato i due autori tanto da venire messi in musica; undici istantanee, undici fotogrammi tesi a fermare un momento, un periodo, un sentimento.

Ne è un ottimo esempio l’iniziale The Dark Room, il racconto delle emozioni scaturite nell’osservare una vecchia foto nella quale una giovane coppia esprime tutte le emozioni e le speranze, i sogni, di chi ha una vita intera davanti. Inevitabile dunque ritornare al presente ripensando quel tempo lontano. Atmosfera da subito avvolgente e malinconica, colorata da suoni scelti in modo magistrale.

Altro passaggio memorabile è Heart On My Sleeve, dichiarazione d’amore e di carattere, interpretata in modo coinvolgente dalla calda voce della Helder, accompagnata da Edwards al piano e dagli archi in sottofondo. Apparentemente semplice nella sua costruzione in realtà sprigiona un grandissimo pathos.

Leaving For The Last Time segna un altro momento magico nell’evoluzione del disco; strumentale che vede al centro della scena il piano e poi il flauto, dove nostalgia, malinconia e dolcezza lasciano un ricordo musicalmente indelebile.

Un inno alla forza, alla speranza e alla libertà. Rise Up si muove lievemente tra sonorità tenui e rotonde ma possiede una grandissima forza evocativa, amplificata dall’interpretazione vocale della singer davvero intensa ed al costante ed instancabile lavoro del piano.

Brevissimi e sussurrati episodi come Cloud, composti di una tenerezza struggente; brani poetici ed appassionati come Gasp.

Tracce più ritmate con il contrabbasso in evidenza come Mad About You; spazio anche per una cover, in questo caso si tratta di The Book Of Love qui ri-arrangiata in forma di dolce ballata acustica. Malinconiche ed amare canzoni d’amore come Scream At The Sky.

Uniche tracce in tono minore sono a mio avviso Fight Of Flight La Clef, cantata in francese.

Un lato alternativo e meno conosciuto dei due membri dei Panic Room, più intimista e se vogliamo minimale.  Sleeping Pills & Lullabies ha diverse frecce “emozionali” al proprio arco e a questo punto viene da chiedersi se Luna Rossa sia un progetto passeggero, destinato a rimanere episodico o se invece possa ritagliarsi un futuro. A mio parere ne ha tutte le carte in regola; con facilità potrà piacere ai fans della band ma conquisterà anche il cuore di chi non conosce a fondo questi musicisti.

Max

 

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