Ontofield Sleeping With Fractals 2013

Pubblicato: luglio 8, 2013 in Saranno famosi
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frontOntofield é una delle tante proposte inglesi che cerca disperatamente di emergere in una scena non facile, quella del new prog.

In realtà il progetto, nato a Manchester, fa capo ad un solo musicista che  risponde al nome di John Graham.  Mi ha colpito innanzitutto per la modalità con cui ha scelto di debuttare e cioè un album composto da sei brani, di cui tre piuttosto lunghi (uno in particolare rimane poco sotto la ventina di minuti).

Sleeping with Fractals è il titolo del lavoro che dunque mi si è posto all’attenzione proprio per la sua natura, la sua conformazione. L’opera prima solitamente porta con sé inevitabili limiti e lacune, se non difetti veri e propri ma quel che è sicuro resta che Graham non ha optato per la via più semplice e comoda.
Non possono mancare chiari riferimenti al passato, come è normale che sia, alcuni dei quali diretti verso un prog sinfonico; è anche vero però che vengono trattati e rielaborati con gusto moderno, senza esagerare o cadere nell’omaggio al limite del plagio.

Graham si è occupato di tutto: scrittura, produzione, testi e naturalmente musica e canto, in una tendenza che sta prendendo sempre più piede nell’area anglo-sassone. Questo, ripeto, se da un lato tende a contenere i costi e a garantire piena libertà di azione da un altro implica la mancanza dell’interazione con altri musicisti ed altre idee e dunque a mio avviso non è così semplice come può apparire.

Non sta a me giudicare se in questo ci sia presunzione o reale consapevolezza dei propri mezzi, fatto sta che il disco si rivela interessante e piacevole all’ ascolto.

Un campionario di sonorità piuttosto vasto ed eclettico come per l”opener Moon Handed, densa di riverberi del sound di “canterburyana” memoria, in stile Caravan.

Segue un vero monolito, l’ impegnativa title track della durata. di diciotto minuti; un’introduzione molto aerea, space che rimanda di getto ai Pink Floyd lascia gradualmente spazio ad un lento e costante crescendo. Il tema poi si dilata e si sviluppa lungo una tangente sonora diversa, pienamente prog, offrendo oltretutto una panoramica piuttosto completa sulla tecnica musicale di Graham.

Fanno la loro comparsa pure suoni programmati che stanno ad individuare per lo più fasi diverse all’interno del brano; seconda parte della suite più dinamica e scoppiettante sino ad un epilogo tiratissimo.

Holographic Rain si dispiega quasi come una ballad semi acustica, con chitarra e piano in bella evidenza. L’ingresso della chitarra elettrica e delle tastiere, poco prima della metà, colorano e ravvivano l’andamento del pezzo.

Con la successiva The Key a mio parere comincia la parte migliore del lavoro; altra traccia piuttosto corposa (circa 16 minuti) che dopo un inizio quasi noise comincia invece progressivamente a menare fendenti sonori con un ritmo cadenzato ed implacabile. Sono poi le tastiere, nuovamente “vicine” a quelle di Richard Wright, a fare da contrappunto a questa sorta di marcia convulsa ed ineluttabile. Negli ultimi minuti invece si fa largo un mood decisamente più morbido, avvolgente, guidato dal suono dell’elettrica.

Il piano solennemente introduce My Machine che da il la alla parte più melodica dell’album, in un rincorrersi di echi del passato tra i “soliti” Floyd Genesis post-Gabriel. La trama si snoda a lungo (forse troppo ?) e poi viene spezzata dal protagonismo della chitarra elettrica, cui Graham dedica un sentitissimo solo conclusivo.

Underlying Symptoms completa il quadro in modo sorprendente, basando le sue mosse su una fuga delle tastiere tipica del prog sinfonico e romantico inglese. Il ritmo, per contro, pare molto serrato, indirizzando così il brano verso rive non eccessivamente sdilinquite ma, al contrario, maggiormente movimentate.

E’ difficile immaginare quale potrà essere l’evoluzione per il progetto Ontofield. Sleeping With Fractals è comunque un lavoro in cui zampillano idee e spunti, magari non sempre amalgamati tra loro. Costituisce un classico esempio di ciò che la scena britannica può produrre attualmente quando vuole guardare indietro, al passato. Disco onesto con una buona gamma di sonorità che credo meriti almeno un ascolto.

Max

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