Trion Funfair Fantasy 2013

Pubblicato: luglio 12, 2013 in Recensioni Uscite 2013
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frontVengono dall’ Olanda e Funfair Fantasy rappresenta la loro terza uscita; loro sono i Trion, formazione a tre elementi che ha debuttato dieci anni fa con Tortoise per poi riproporsi nel 2007 con l’interessante Pilgrim. Autori di un symphonic prog completamente strumentale proseguono su questa scia presentando il nuovo lavoro.

Genesis, Camel, King Crimson gli evidenti riferimenti del passato con un abbondante utilizzo di tastiere, essenzialmente mellotron.

La band mantiene un suo assetto stabile sin dagli inizi con Edo Spanninga, tastiere e vero motore del gruppo, Eddie Mulder (chitarra, basso) e Menno Boomsma (batteria).

La “pietanza” servita in tavola dai Trion conferma quanto già si sapeva di loro, in un senso e nell’ altro; da un lato dunque sonorità accattivanti, con ampio spazio a derive sognanti ed eteree, una buona qualità di esecuzione.

Dall’altro invece si reitera un modello, un copione  che a mio avviso se non innervato da qualche elemento di novità comincia ad avvitarsi su sé stesso, tanto più che la mancanza di parti cantate tende a mio avviso ad amplificare questa sensazione inevitabile di deja vu.

Funfair Fantasy, pubblicato per l’etichetta polacca Oskar, presenta dieci tracce gradevoli ed assolutamente di genere; tra queste segnalo In the Distance, mini suite di oltre undici minuti che comprende al meglio l’essenza del sound del trio, sospesa in modo evidente tra antichi e mai sopiti riverberi di Camel e Genesis, dove si può percepire con chiarezza quanto i samples sonori affidati al mellotron restino saldamente al centro del progetto. Suggestiva comunque anche la parte affidata alla chitarra.

Ottimi passaggi sono anche i due conclusivi Song for Canada Secret Matter. Nella prima la linea melodica è dettata questa volta dall’ elettrica di Mulder che trasporta il brano in alto, con un lento ed inesorabile crescendo. La seconda invece dipana un andamento più suadente con una chitarra “pulita”, quasi jazzy nella prima parte; poi sono di nuovo le tastiere a recitare la parte del leone.

Scotland è un altro bel momento, chitarra molto liquida a rievocare il registro di Gilmour e poi di Hackett  con delicati arpeggi (avverto qui in particolare  la mancanza di una “voce”).

In questi quattro brani a mio parere è racchiuso il meglio dell’ album; validi frammenti risultano comunque l’ introduttiva Ampelmannchen, cadenzata e molto vicina ai Genesis stile The Battle of Epping Forest. Brevi quadretti acustici come Wandering. Ampi paesaggi sonori come Towers, segnati da una ritmica più variata.

I Trion dunque procedono imperterriti il loro percorso musicale, fatto di accordi caldi e sognanti, decisamente più aderenti al progressive vecchio stampo che a quanto compreso nel new prog. Funfair Fantasy regala un ascolto piacevole e di maniera ma in realtà poco aggiunge a quanto già espresso dalla band, inoltre l’opzione di rinunciare a parti cantate in qualche modo ne limita l’evoluzione.

Max

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