frontQuando è vissuta un’ autentica epopea come quella degli anni ’70 in seguito diventa quasi impossibile non trarne ispirazione e non avere nella propria musica riferimenti a modelli di tale portata.  L’argomentazione, del tutto plausibile, non è certo nuova e non ne restano immuni nemmeno gli State Urge, band emergente proveniente da quell’infinito serbatoio sonoro che è divenuta ultimamente la Polonia.

White Rock Experience è dunque il titolo di questo intrigante esordio per il quartetto di Gdynia, il cui sound non è di semplicissima catalogazione. Se di getto lo si può collocare nell’immenso contenitore new prog (con vaghi accenni a King Crimson e Genesis), è altrettanto vero che la matrice fondante è più prossima alle sonorità dei Pink Floyd, fatte di pennellate space e psichedeliche.

Volendo accostarli ad un gruppo attuale, con le dovute differenze, il primo nome che mi viene in mente è quello dei norvegesi Airbag.Dopo avere realizzato due EP, interlocutori e “di assaggio”, sulla scorta dei buoni riscontri ottenuti da alcune date effettuate in patria, hanno colto l’opportunità di incidere il loro primo full-lenght grazie all’interessamento dell’etichetta Lynx Music.

Marcin Cieślik (voce e chitarra), Michał Tarkowski (tastiere), Krystian Papiernik (basso) e Marcin Bocheński (batteria) dunque propongono un variopinto caleidoscopio di idee, ben assemblato ed interpretato con il tipico piglio delle attuali band polacche.

Otto brani per la durata di circa tre quarti d’ora nei quali si incontrano bellissimi passaggi strumentali come l’opener Third Wave Of Decadence, carica di atmosfera e colorata da preziosi suoni delle tastiere e della chitarra.

Preface mette in luce i bei giri di basso di Papiernik e si propone come un brano a due facce: riff cupi di chitarra nella prima parte, Hammond assoluto protagonista nella seconda. Pezzo atipico e dal testo non particolarmente sconvolgente ma nel complesso più che sufficiente.

Un arpeggio del piano apre per Time Rush, poi sostenuto dalle tastiere; il brano si rivela man mano con una vena quasi teatrale ed un andamento gradualmente a salire, in crescendo. Un solo di chitarra spezza il tema andando a creare maggiore rarefazione ed epicità.

Una ballad romantica e nostalgica, Long For You, mette in risalto un’ottima interpretazione di Marcin Cieślik, calda ed intensa. Molto suggestivi gli arpeggi della chitarra, doppiati nel finale da ridondanti suoni campionati dalle tastiere.

Il pezzo forte dell’ album è senza dubbio Illusion; traccia quasi interamente strumentale di otto minuti nella quale dopo una ouverture in stile Tangerine Dream sono proprio i Floyd a diventare la stella cometa della band polacca. Grandissime emozioni generate da un sontuoso tappeto tastieristico, da una chitarra autentica mattatrice e dal duo ritmico implacabile; attualizzando le sensazioni ci si trova anche molto dei “soliti” Riverside.

Tumbling Down rinnova le atmosfere di Long for You, incupite ed immalinconite maggiormente. D’improvviso l’attenzione si sposta su oscuri accordi di chitarra che precedono un’apertura tipicamente…gilmouriana.

Ancora tanto basso a ricamare in sottofondo per Gaze, ancora atmosfere psichedeliche, sospese ed aeree, guidate da tastiere debordanti. Finale maestoso in cui gli State Urge offrono anche dimostrazione di potenza.

Altro frammento di una discreta durata è la conclusiva All I Need; una marea sonora montante esplode in un solo graffiante della chitarra, interrotto (abbastanza inspiegabilmente) da un radicale cambio di ritmo. Di qui il brano si dilata con un drumming quasi “anarchico”  per poi di nuovo, dolcemente, planare su accordi più morbidi della chitarra e dell’ immancabile Hammond.

Un lavoro piuttosto atipico quindi, dove la direzione sonora non è proprio quella più consueta tra i gruppi dell’ est Europa. A mio avviso gli State Urge si rivelano potenzialmente molto interessanti e ritengo White Rock Experience  un debutto assolutamente da tenere in considerazione. E’ anche vero che alcuni dettagli credo vadano messi a punto, certi passaggi e cambi di tempo magari da realizzare in modo diverso e meno contrastante ma il tessuto è buono.

Nota di merito particolare per Illusion.

Max

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