frontOrchestrali americani ed inglesi, largo utilizzo di cori, sezioni di archi e fiati, arpe e violoncelli; un cast di musicisti incredibile per narrare una storia avvenuta nel ‘600. Questa in breve l’idea, il progetto, messi in campo dal poli strumentista americano Robert McClung .

The Legend of Goody Cole è il titolo del nuovo lavoro (il secondo) a nome Telergy, un ensemble faraonico formato da 33 tra musicisti e coriste; una rock opera a tutti gli effetti, un dramma a tinte symphonic prog metal che segue a due anni di distanza il primo episodio (Exodus).

Riflessi prog, gothic, symphonic, prog metal colorano l’immensa tavolozza del plot, in un susseguirsi senza fine di colpi di scena e stati d’animo; la storia, brevemente, verte sulle vicende e sulla leggenda di Goody (Eunice) Cole, vissuta nel tardo 1600 nel New Hampshire ed accusata di stregoneria.

Imprigionata per ben tre volte morì alla fine detenuta ed il suo cuore fu trafitto con un paletto per esorcizzarla. Un’epoca oscura dunque, fatta di paure antiche e pregiudizi che solo a distanza di trecento anni furono vinti: la città di Hampton infatti scagionò poi la protagonista della storia.

Quanto ai partecipanti al progetto c’è da sbizzarrirsi. Per restare solamente ai più noti posso citare Colin Edwin al basso (Porcupine Tree), Joel Hoekstra (chitarra – Trans-Siberian Orchestra), Ryo Okumoto (tastiere – Spock’s Beard), Trent Gardner (tastiere – Magellan), Nik Turner (sax – Hawkwind), Valerie Vigoda (violino – Trans-Siberian Orchestra), Dee Snider (voce – Twisted Sister), Joe Cairney (voce – Comedy Of Errors).

Grande qualità ed accuratezza negli arrangiamenti, in certe sezioni vere architravi dell’opera; il disco è diviso in ben sedici tracce la metà delle quali sono brevissimi passaggi a descrivere ed accompagnare le varie scene ed il loro alternarsi. Impossibili dunque da descrivere ma di notevole importanza per lo svolgimento della trama.

Più semplice soffermarsi su tracce sostanziose e composite come Rumors, lunga ed oscura digressione aperta dai rintocchi di una campana. Il lungo segmento in questione, aperto da ridondanti e minacciosi cori, si sofferma sulla fase precedente la cattura della “strega”, oramai accerchiata dalle malelingue e dalle dicerie su di lei. Riff di chitarra massivi in un quadro prog metal stringono d’assedio la malcapitata fornendo una visione altamente cinematografica delle vicenda, cui contribuisce in modo fondamentale il lavoro delle tastiere.

Altro snodo centrale è AccusationsGoody Cole viene travolta e letteralmente messa con le spalle al muro dalle (false) accuse di stregoneria. I toni minacciosi di Rumors lasciano spazio a quelli altamente drammatici, grazie ad una chitarra sferzante ed incisiva in grado di creare con le tastiere un grandissimo crescendo. Di notevole effetto l’inserto finale del sax.

Una batteria roboante, blast beat spietato per introdurre la breve Verdict, una delle pagine davvero più martellanti, un assalto frontale a determinare la condanna di Goody Cole, sottolineata dal coro “guilty”.

Momenti tristi e bui come Incarceration conducono poi ad un altro lungo ed etereo segmento, Ghost. La protagonista è ormai deceduta ed il suo spirito costretto a vagare per 300 anni nella vergogna e nello sconforto dell’ingiustizia. E’ il flauto questa volta lo splendido protagonista, almeno nella prima parte; l’epico incedere dei cori apre gradualmente per un possente riff di chitarra e relativo cambio di ritmo. Brano di spessore, molto vicino al gothic metal.

A chiudere la triste e malinconica Exoneration, uno degli episodi più emozionanti del disco. L’assoluzione, postuma, è arrivata ma non può bastare a lenire il dolore.La memoria e lo spirito di Goody Cole sono in questi amari accordi di chitarra classica e violoncello.

Un progetto totalmente indipendente, anche economicamente, i cui profitti verranno devoluti in beneficenza. Robert McClung fa di nuovo centro e ribadisce la sua innata capacità di narrare, musicalmente, storie e leggende. Lavoro magniloquente ed accurato, costellato di miriadi di riferimenti sonori nei quali i musicisti protagonisti svettano con grande classe.

Max

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