Aldo Tagliapietra L’Angelo Rinchiuso 2013

Pubblicato: settembre 27, 2013 in Recensioni Uscite 2013
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frontUn concept a suggellare un nuovo capitolo, L’Angelo Rinchiuso è l’ultimo album del sempre verde Aldo Tagliapietra che viene pubblicato a due anni di distanza dall’ottimo Nella Pietra e nel Vento. Ancora una volta è la mano felice di Paul Whitehead a firmare la copertina per un sodalizio divenuto ormai saldissimo.

L’ex bassista e cantante de Le Orme ha in pratica realizzato una suite suddivisa in dodici momenti che vanno a comporre un disco oltremodo breve per i canoni attuali (trentasette minuti circa); permangono dunque tutti gli umori ed i colori della golden age del progressive rock e di quello italiano in particolare ma in questo episodio è forse meno palpabile l’evoluzione del musicista.

Certo, in questo frangente c’è qualcosa di particolare rivolto al passato, nei testi compaiono brevi frasi, spezzoni che rimandano direttamente a Felona e Sorona, di cui quest’anno ricorre il quarantennale; credo però che si possa considerare un giusto ed emozionante tributo, sopratutto considerando chi ne è l’autore.La storia, brevemente, racconta di un angelo custode che entrato nei sogni di un anziano vi rimane intrappolato, mettendo così a nudo i suoi sentimenti, i ricordi, i rimpianti, le speranze, in un viaggio che in pratica ne attraversa l’intera vita.

Di nuovo, AT si è circondato di giovani e validi musicisti in grado di supportarlo a dovere e dunque ritroviamo Manuel Smaniotto alla batteria e poi Matteo Ballarin (chitarre), Andrea e Sergio De Nardi (tastiere). Trattandosi di un concept album non è facile sezionare alla lente di ingrandimento ogni passaggio perché ognuno è fatalmente legato al successivo e pertanto credo sia più opportuna una valutazione globale.

L’Angelo Rinchiuso conferma in positivo tutto quanto si sapeva di Tagliapietra e cioè la grande delicatezza e sensibilità nel songwriting, i tratti inconfondibili della sua voce che come ho già avuto modo di dire pare essere sempre quella di una volta. Oggi, in più c’è la maturità dell’uomo e l’esperienza decennale del musicista che contribuiscono in misura importante alla buona riuscita del disco, a tal punto che viene lasciato anche ampio spazio agli altri strumenti, proprio per cercare di costruire un suono d’insieme.

Con L’Angelo Rinchiuso torna a volgere decisamente lo sguardo all’indietro, tra citazioni (due pianeti in armonia.., boschi di corallo..le foglie color miele…) ed atmosfere decisamente più legate ad un fulgido passato.

Ciò detto siamo comunque davanti ad un lavoro che racchiude in sé episodi emozionanti e toccanti, grazie anche alla sapiente scrittura dei testi. Musicalmente i passaggi di minimoog o Hammond conservano intatti tutto il loro fascino vintage (Dentro il Sogno) così come i consueti crescendo vocali (Io Viaggio nel Tempo).

Brevi ed inquietanti strumentali di settantiana memoria (Riflessi Argentati), momenti di rara poesia, inconfondibili (Storie), una chiusa da brividi (Magnificat).

C’è dunque più di un legame con Felona e Sorona e, come ripeto, è più che plausibile trattandosi di Aldo Tagliapietra. L’Angelo Rinchiuso è sicuramente il disco che ti aspetti, delicato e coerente, musicalmente è come un anelato ritorno a casa.

Chi ha il buon cuore di leggermi ogni tanto, sa che detesto i paragoni anche nell’ambito della stessa discografia, per mille ragioni; volendo fare in questo caso un’eccezione dico allora che a mio parere forse Nella Pietra e nel Vento lasciava più il segno, nel senso che mostrava musicalmente un musicista maggiormente proiettato in avanti.

Max

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commenti
  1. Matteo B. ha detto:

    Concordo con la recensione: in quest’ultimo disco Tagliapietra ritrova un collegamento diretto con le radici progressive, sia come struttura che come arrangiamenti, ma forse quel che ne esce è un disco meno ispirato rispetto al precedente Nella pietra e nel vento, che ho gradito assolutamente. Non che manchino gli episodi felici, anzi è anche interessante scoprire citazioni e riferimenti al passato, così come la consueta capacità nel creare melodie, ma il risultato finisce in qualche modo per essere più “prevedibile”. D’altro canto può essere anche bello che il disco si discosti dal precedente e torni a mostrare una verve più prog di Tagliapietra: in un certo senso non è un seguito di Nella pietra e nel vento ma una sorta di “altra faccia”, che mostra un altro lato (mai tramontato) del leader storico delle Orme.

  2. Paolo Roiter ha detto:

    IO ERO A CASA DI ALDO TAGLIAPIETRA. QUANDO HA APERTO PER LA PRIMA VOLTA IL CD ANGELO RINCHIUSO. PAOLO ROITER DA MESTRE( VENEZIA)

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