frontVengeance Falls, questo il titolo del sesto e nuovo album dei Trivium. Segnati sin dagli esordi da un destino capriccioso, rappresentano la classica band che soffre di una maledizione e cioè il dovere dimostrare il proprio reale valore ad ogni nuova uscita. Per i detrattori più incalliti la band di Orlando incarna niente di più che una sorta di cover band dei Metallica, per i sostenitori invece uno dei gruppi più freschi in territorio thrash metal.

Personalmente resto convinto una volta di più che la verità stia in mezzo: se è acclarato quali siano i riferimenti di genere del quartetto americano (Matt Heafy lo ha più volte candidamente dichiarato) lo è altrettanto che allo stato attuale, in un genere che vede le storiche “bandiere” parzialmente appannate o stropicciate dal tempo, i Trivium rappresentino una band ancora energica e grintosa.

Certo, spesso indugiano su percorsi già ampiamente battuti e non amano particolarmente il rischio ma è indubbio che il loro impatto resta importante.

Ben prodotto da David Draiman, già cantante dei Disturbed ed ora dei Device ed inciso in Texas, Vengeance Falls esce al solito per Roadrunner Records.

Poco più di tre quarti d’ora di metal a tratti incendiario che mette in mostra subito una buona prova vocale di Matt Heafy e, complessivamente, di tutta la band. Ci sono pezzi in cui il gruppo della Florida risulta determinato al massimo, come con l’iniziale Brave This Storm, torrenziale e che mette in evidenza l’intesa ormai consolidata tra  Paolo Gregoletto (basso) e Nick Augusto (batteria).

I riff della chitarra di Corey Beaulieu non saranno un inno alla fantasia ma di sicuro sono possenti e decisivi, come in Strife, altro passaggio turbinoso, dotato di grandissimo tiro.No Way To Heal è un altro proiettile; cattiva e graffiante, la velocità in questo caso è a fare da padrona unita ad un refrain accattivante ed istantaneo.

Sullo stesso piano si trova Through Blood And Dirt And Bone, maligna e spietata salvo poi concedere qualcosa (di troppo) al ritornello. La struttura comunque è valida, bello il muro sonoro eretto dalle due chitarre.

Wake (The End Is Nigh) è un pezzo che fa storia a sé; costruito in modo alternativo al resto del programma, abbrivia quasi come una ballad semi-acustica per poi trasformarsi letteralmente in uno dei segmenti più duri, quasi con ambiziosi echi “death”. Con i suoi sei minuti netti è tra l’altro la traccia più lunga.

Buoni momenti provengono pure dalla title track dove l’ugola di Heafy viene messa a dura prova, così come con To Believe e pure At The End Of This War.

Gli Slayer sono fermi e nel frattempo hanno perso per sempre Jeff Hanneman e vissuto il divorzio da Dave LombardoMegadeth (visti di recente live) paiono in fase calante, i Metallica (collaborazione con Lou Reed esclusa) sono fermi dal 2008 e mi viene difficile pronosticarne il futuro, Gli Exodus…li aspettiamo quanto prima. Solo i Testament  e gli Anthrax  (rientrati in gioco due anni fa  non senza difficoltà, a me comunque Worship Music non è affatto dispiaciuto) sembrano tenere botta. Questa, a grandi linee, la situazione dei mostri sacri per un genere che forse ha già espresso il meglio. Nel panorama attuale dunque credo ci possa essere degnamente spazio anche per i Trivium.

Vengeance Falls non sarà probabilmente un disco che travolge di entusiasmo o che spicca per chissà quali innovazioni ma si ascolta con piacere tutto di un fiato e non manca di qualche momento trascinante.

Max

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