Traumhaus Das Geheimnis 2013

Pubblicato: ottobre 16, 2013 in Saranno famosi
Tag:, , , , , , , ,

frontPare esserci molto fermento in Germania, finalmente nuove (o quasi) band tentano di affacciarsi alla ribalta anche in territorio new prog.

Proprio pochi giorni fa infatti mi sono trovato a parlare del nuovo e ottimo album dei Crystal Palace; oggi invece è il turno dei Traumhaus (La casa dei sogni) con il loro terzo lavoro intitolato Das Geheimnis (Il segreto).
In passato qualcuno li ha accostati ai Novalis ma questi si ispiravano ai King Crimson; il suono dei Traumhaus è decisamente più orientato verso un prog sinfonico che può avere come matrice tanto i Genesis quanto e forse più le storiche band inglesi dell’ondata degli anni ’80.

Dunque non è difficile immaginare come possa suonare Das Geheimnis, terzo album all’attivo del gruppo, ma come sempre mi preme segnalarlo perché, seppur di certo derivativo, mette comunque in luce tanta passione e gusto per belle e profonde sonorità delle tastiere, non tralasciando (vivaddio ! ) alcuni brillanti soli di chitarra.Il percorso musicale dei Traumhaus si è sviluppato sin qui nelle retrovie; l’esordio del 2001 con l’album eponimo ed il secondo episodio ( Die andere Seite  2008) sono passati sottotraccia, lasciando poco di sé e senza regalare eccessivi consensi.

Questa volta il quartetto diretto da  Alexander Weyland (voce e tastiere, un vero arsenale) credo di poter dire abbia aggiustato il tiro, fornendo la prova migliore e più convincente. Tobias Hampl (chitarre), Sebastian Klein (basso) e, per l’occasione, il batterista degli Spock’s Beard Jimmy Keegan sono riusciti ad innalzare il livello del sound.

Va anche sottolineato però come a differenza di quasi tutte le band connazionali i Traumhaus continuino a mantenere la scelta del cantato in tedesco; a mio parere purtroppo non è proprio la migliore opzione anche perché spesso l’asprezza della lingua si “scontra” con il romanticismo della musica. Ad ogni modo Weyland è capace però di modulare ed interpretare vocalmente così da contenere il divario.

Nel dettaglio, Das Geheimnis si presenta come una sorta di monolito, composto da cinque tracce di cui due fanno parte di una mini-suite, oltre una suite vera e propria di ben ventisette minuti (!!).

Intro – Das Geheimnis I funge da ouverture, conducendoci per mezzo di tastiere e chitarra nel magico mondo sonoro della band. Possenti linee di basso si intrecciano con il lavoro subito sicuro e pulsante della batteria di Keegan. I cambi di tempo si susseguono mentre in sottofondo pennellate di Hammond e di mellotron colorano il brano.

Das Vermächtnis (L’eredità). Quasi una mezz’ora, un reale compendio di tutto quanto può essere pensato e contenuto in un lungo brano di prog sinfonico. Il suono del moog campeggia sin dalle prime battute e qui i musicisti davvero si sbizzarriscono, in un crescendo di “trovate” di genere forse anche prevedibili ma, indubbiamente, realizzate con tecnica e sapienza. Finalmente, in controtendenza con l’attualità, Tobias Hampl si lascia andare di quando in quando a qualche solo di chitarra. Una seconda parte più articolata e complessa vede comparire anche qualche riff più aggressivo, poi stemperato dalle keyboards di nuovo protagoniste sulla scena. Comincia dunque un gioco delle parti sul proscenio, una riuscita alternanza tra i due strumenti, dietro ed intorno i quali una ritmica inarrestabile crea un solido sostegno. Finale epico come da copione.

Wohin der Wind dich trägt (Ovunque ti porta il vento). Una partenza soft sulle note del piano, la voce appassionata di Weyland. Così, morbida e sinuosa, si snoda una ipnotica ballad che va a culminare in un bel passaggio chitarristico conclusivo.

Frei (Libero). Partenza forte, il suono si sposta efficacemente su sponde prog metal, sottolineate dal drumming di Jimmy Keegan. Ritmo nettamente più serrato, il cantato in tedesco del singer pare sposarsi meglio con la musica, si segnala nuovamente un buon break di chitarra, molto più determinato che in precedenza.

Das Geheimnis II, Seconda parte del pezzo introduttivo, lunga oltre tredici minuti. Inizio che va a riprendere il tema ma lo sviluppo successivo diviene imprevisto, andando (questa volta sì) a richiamare certo suono del Re Cremisi. Una seconda sezione più larga e sinfonica, dominata dalle tastiere, dove si possono ascoltare i crescendo più vertiginosi di tutto l’album e un Keegan in stato di grazia. Un lungo solo di Hampl “unisce” idealmente Hackett Fripp prima di un finale maestoso.

Buona la terza, verrebbe da dire. Al terzo tentativo i Traumhaus vanno a bersaglio, Das Geheimnis è senza dubbio un album interessante, pur con tutto quanto premesso all’inizio. La presenza dietro le pelli del drummer degli Spock’s Beard non è certo una comparsata, da vigore e fantasia al suono del quartetto. Peccato che Alexander Weyland non si decida a cantare in inglese, sarei davvero curioso…

Max

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...