frontBreve ma meritata segnalazione per Walk the Time, secondo e nuovo album per gli Heretic’s Dream, un quintetto romano che divide la propria attività musicale tra Londra e l’Italia. Difficile collocare rigidamente in un genere la loro proposta, presumo che il segmento più adeguato possa essere quello dell’ alternative metal ma è fuori discussione che compaiono pure vari elementi e richiami al gothic e al prog metal.

Dopo il debutto discografico datato 2012 (The Unexpected Move) segue dunque questa nuova prova che vede una formazione al cui interno sono state un pò rimescolate le carte, continuando però a poggiare sull’ asse formato da  Francesca Di Ventura (voce) e Andrej Surace (chitarra, backing vocals). Il roster è attualmente completato da Jacopo Greci (basso), Maurilio Di Stefano (batteria) e Carlo Nicolucci (chitarra).

Un gruppo giovane  e grintoso quindi, a dimostrazione del fatto che con volontà ed applicazione anche il nostro Paese può sfornare dei prospetti interessanti in ambito metal.Le note a corredo tratteggiano quelle che sono le maggiori influenze e riferimenti per la band: si va dai Dream Theater ai Rush, dai Fates Warning agli Evanescence (aggiungerei anche qualcosa degli ultimi Epica) e mai come in questo caso mi trovo d’accordo. Le sonorità messe in campo sono un vero caleidoscopio di input diversi, sapientemente amalgamati tra loro con un effetto piacevole e questa trovo sia la loro migliore prerogativa.

Uno dei primi elementi di rilievo risiede senz’altro nella voce di Francesca Di Ventura, vera front-woman del gruppo; affronta con naturalezza rivoli gothic metal senza però scivolare (come troppo spesso accade) in un eccessivo lirismo, dimostrando anzi una buona dose di eclettismo che la porta a disimpegnarsi felicemente sia sul versante prog metal che in occasione di tre estemporanee ballad, una delle quali cantata in duo con Terence Holler (cantante degli Eldritch).

L’imprinting suggerito dalle due chitarre è quello consueto, dunque scandito da riff granitici e di buona sostanza, talvolta dall’incedere cupo ed inesorabile; trovano spazio anche dei solo, brevi ma intensi.

Una ritmica all’altezza della situazione, secca ed essenziale, priva di sbavature, articolata ma che non indugia in tecnicismi troppo audaci è in grado di supportare efficacemente ogni scenario musicale che si va a presentare.

Undici le tracce presenti in scaletta ed alcuni ospiti tra i quali voglio ricordare Gabriele Bellini Steve Volta (Pino Scotto); le tematiche dei testi vertono essenzialmente sulle difficoltà e le complicazioni nei rapporti umani al giorno d’oggi, in una società che sovente tende a rendere difficile la sincerità e l’immediatezza.

Da un punto di vista musicale invece come accennato non inquadro una trama ben definita, un filo conduttore netto ed inequivocabile. Così si incontrano brani effervescenti ma velati di oscurità come Chains Of Blood (passaggio gothic), episodi più potenti come l’introduttiva Outcasted, varia e inframezzata da pause di notevole atmosfera. Momenti di un prog (death) metal serrato e compatto come per Dreams Falling oppure Connections, pulsioni irrefrenabili del basso (Shockwave),

Ancora, un breve ma gradevole svolazzo pop-rock metal come Behind The Mirror; una morbida pop ballad acustica (Believing in You) giocata tra chitarra, flauto e voce e poi altre due, questa volta elettriche. La prima, Fighting Time, è cantata in duo e mette di nuovo in evidenza un lato più soft dei Heretic’s Dream , in grado dunque di uscire dagli schemi più rigidi (e qui a mio avviso non mancano riferimenti a EpicaWithin Temptation); l’altra (The Broken Silence) è un brano sognante e di grande atmosfera.

Fa piacere trovare anche in una giovane band italiana energia ed entusiasmo, messi al servizio di un progetto musicale sicuramente in evoluzione ma già con delle connotazioni confortanti. Il fatto che i richiami siano molteplici, se da un lato può apparentemente togliere qualcosa dal punto di vista dell’omogeneità, va invece ad incidere in modo positivo sulla fruibilità del disco. Curioso di vederli sul palco, per quanto mi riguarda Walk the Time è promosso.

Max

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