frontUnire elementi chiaramente progressive ad altri di matrice folk e celtica, la presenza basilare di una voce femminile, il costante progredire e mutare del sound sino ad approdare su rive decisamente symphonic metal; questo a grandi linee il cammino percorso dai Legend, band inglese che ha come principale riferimento il tastierista e bassista Steve Paine.

Un percorso discografico sin qui piuttosto anomalo; dopo i tre album degli anni ’90 (il debutto risale al 1991 Light in Extension) è seguita una lunga pausa sino al ritorno di due anni fa (Cardinal Points). La formazione nel frattempo ha subito alcune trasformazioni e oggi è ridotta ad un quartetto che presenta, tra l’altro, l’ingresso della nuova vocalist Beck Sian.

Le chitarre di Paul Thomson (membro originario al rientro) e la batteria del collaudato John Macklin completano quelli che, con un facile gioco di parole, sono i quattro punti cardinali del gruppo inglese.Seppure con una certa discontinuità temporale i Legend indubbiamente hanno attraversato una importante evoluzione stilistica che come dicevo li ha portati a sbarcare in un territorio marcatamente sinfonico; l’aspetto new prog in Spirit viene in buona parte superato da una componente maggiormente epica e maestosa che, unita ad un indurimento del suono e all’utilizzo di sezioni corali, si avvicina con disinvoltura al filone metal melodico.

A tal punto che il nuovo lavoro riparte sì dal precedente ma pure se ne distanzia, andando a sottolineare ulteriormente la scelta appena indicata; buona parte di questo si deve anche al registro piuttosto indirizzato della nuova cantante, cui Steve Paine ha in un certo senso modellato la musica intorno.

Come tradizione pochi (ma lunghi) i brani in scaletta, solo cinque compongono dunque Spirit che viene presentato oltretutto con un gradevole art work.

Leap Of Faith è il biglietto da visita e subito rivela il talento caleidoscopico della brava Beck Sian. Una turbinosa introduzione di tastiere in stile Wakeman introduce l’ingresso di un potente coro (altra trave portante dell’album) supportato dal frenetico lavoro della ritmica. Meno di due minuti ed è il turno della nuova cantante, subito al centro della scena, per una musica immaginifica e maestosa. Tanti i richiami possibili (Epica tra gli altri) mentre il sound ondeggia tra segmenti più progressive ed altri appartenenti al metal sinfonico e melodico, sul cui fronte sono principalmente le tastiere a menare le danze.

Wood For The Trees è il passaggio più breve e subito Beck Sian sorprende, mostrando quanto il suo range vocale sia ampio. Le parti corali acquisiscono altro spazio, fungendo da vera e propria quinta dietro il muro sonoro della band e gli arrangiamenti. Buono il solo di Thomson.

A Tangled Skein con i suoi diciotto minuti è la traccia più imponente del disco. Si giocano molto i Legend su questa suite e dico subito che a mio parere un pò di sintesi non avrebbe affatto guastato; il suono si mantiene magniloquente, pomposo, la prova vocale della singer è di ottimo livello (con sfumature quasi liriche) ma il tutto appare farraginoso, lievemente macchinoso, almeno nella lunga parte introduttiva. L’andamento è quasi quello di una rock-opera, possente e con una grande spinta ma ripetitivo, almeno per la prima metà. La seconda fase vede un dialogo più fitto tra il canto e la band.

Crossing Of The Ways rappresenta a mio parere l’episodio migliore; un’atmosfera eterea permeata da suoni elettronici avvolge in modo suadente il timbro incantevole della Sian per quella che diventa una ballad sinfonica e morbida. Un refrain crescente ed intenso è la vera gemma del pezzo, impreziosita dal solo finale della chitarra.

State Of Grace giunge a completare il Cd; alcune note di piano, poi sostituite dalle tastiere fanno da prologo all’ingresso della voce e di tutta la band. SI torna assolutamente sul versante  epico e corale, riprendendo così il mood guida dell’album ma richiamando anche elementi new prog (come per Leap Of Faith).

Spirit si propone come un disco per certi versi sorprendente, intanto perché mette in luce il talento indiscutibile di una cantante molto interessante e poi perché tenta di coniugare, a volte riuscendoci altre volte meno, due anime diverse tra loro. Non ci sono tracce di chissà quali invenzioni o novità ma sicuramente segni evidenti di una volontà di continuare un cammino intrapreso, aggiornandolo.

Max

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