Skeem …Just Suggesting 2013

Pubblicato: novembre 4, 2013 in Saranno famosi
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frontDopo un esordio incoraggiante con l’album eponimo (2011) si riaffacciano alla ribalta i francesi Skeem e lo fanno in pompa magna, con un doppio CD intitolato …Just Suggesting. A differenza di altri gruppi connazionali (vedi ad esempio i Nemo) cantano in inglese, scelta che personalmente apprezzo vivamente; viene pubblicato dall’etichetta transalpina Musea.

Un’ora e quaranta di un new prog che registra il trionfo di tappeti di tastiere e cascate di note dalla chitarra, una sezione ritmica capace e flessibile; i modelli presi a riferimento sono chiaramente quelli del prog inglese degli anni ’80 e seguenti, colorati e variopinti grazie all’entusiasmo e, per certi versi, alla freschezza del combo di Tolosa.

Skeem nasce come un progetto facente capo al dinamico musicista Serge Barbaro, chitarrista, tastierista e cantante e se il primo capitolo è stato per certi versi di “assaggio”, quest’ ultimo promette scintille sin dal primo ascolto.Un nutrito stuolo di collaboratori accompagna il buon Serge nel proseguimento di questa avventura, alcuni dei quali già presenti in precedenza. Berny Barbaro (tastiere e arrangiamenti), Joe Massot (batteria), Jonathan Lattore Serge Bianne (basso), Pierre Teodori (chitarra acustica, violino e Fretless bass) e ben quattro cantanti come backing vocals danno vita ad un lungo itinerario sonoro attraverso tinte e luci che guardano da vicino a quelle di MarillionIQ Jadis.

Due CD come detto in apertura, un lavoro faraonico che se avesse beneficiato di una maggiore brevità sarebbe stato da indicare come perfetto esempio per il genere; l’eccessiva quantità di brani alla fine invece ne soffoca in parte l’ardore.

Meglio forse il primo CD che a mio avviso si mantiene su ottimi livelli quasi per la sua interezza. Brani come All We Are e sopratutto la successiva Gone Away Muse (vero gioiello) offrono subito la possibilità di esplorare da vicino il suono della band, fatto di una chitarra protagonista insieme a quantità industriali di tastiere; armonie possenti e variate costruiscono solide basi sulle quali innestare i fili di belle melodie, tanto care al progressive.

Buoni passaggi sono pure Half A Life dall’andamento grintoso e con un buon inciso di chitarra, Last Days aperta e corale e, al solito, con drappeggi di keys ed un solo chitarristico, la struggente ballad The Journey Within.

Il secondo CD offre comunque alcuni “piatti forti”, in particolare The Hidden Path (brano di apertura) pirotecnica e potente, l’andamento soft di Colors, l’atmosfera incandescente di The End Complete, il bel finale di The Power Of Angels.

Si può pensare immediatamente alla solita “operazione-nostalgia”, ad un mero e trito remake di cose oramai già ascoltate miriadi di volte ed appartenenti ad un’ epoca lontana. Si possono affermare insomma tutte quelle verità che sono solite emergere in questi frangenti ma, fermo restando l’interrogativo su quanto margine per inventare sia ancora disponibile in questo ambito, rimane da constatare che il suono proposto dagli Skeem ha la capacità di coinvolgere immediatamente.

Con delle linee vocali più varie e se solo fosse stato più conciso…Just Suggesting avrebbe potuto far compiere un balzo sulla sedia ai più nostalgici; a conti fatti invece smarrisce una parte della carica giusta sulla lunga distanza ma suggerisco comunque di dargli una chance.

Max

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