Also Eden [Redacted] 2013

Pubblicato: novembre 10, 2013 in Recensioni Uscite 2013
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frontUna maniera garbata e gentile, quella di interpretare il progressive da parte degli Also Eden che presentano il loro nuovo e quarto album dal titolo [Redacted].

Siamo in Inghilterra e siamo sopratutto calati nel più tipico filone new prog con riferimenti ampiamente dichiarati ai Marillion (era Hogarth) e ai primi It Bites; niente di particolarmente nuovo o sconvolgente dunque ma come sostengo da tempo esiste comunque modo di produrre musica, evidentemente derivativa ma che al tempo stesso contenga qualche elemento distintivo, tale da non catalogarla come una semplice imitazione.

Le chitarre si S.Rothery o di Francis Dunnery hanno segnato indelebilmente il lavoro di Simon Rogers, così come il timbro dolente/sognante di Hogarth è una sicura ispirazione per la voce di Rich HardingMa, ripeto, per fortuna c’è dell’altro, c’è comunque una band che prova a mettersi in gioco ondeggiando tra partiture gradevoli e talvolta prevedibili ed altre, più spigolose e con un pizzico di aggressività.

Dall’esordio targato 2006 è stato un lento e progressivo aggiustare il tiro, con sensibili miglioramenti ed aggiustamenti di formazione; questa ormai ruota stabilmente attorno all’asse formato da Rich Harding (voce e chitarra), Simon Rogers (chitarra) e, sopratutto, dal tastierista Ian HodsonLee Nicholas (batteria) ed il nuovo arrivato Graham Lane (basso) completano la line up.

Gli otto brani che compongono [Redacted] declinano quindi questo ventaglio di possibilità, cominciando da una traccia decisamente più graffiante come Red River il cui start, lento e pulsante quasi in stile Tangerine Dream, viene ben presto spazzato via dall’ingresso simultaneo di tutta la band e, poco dopo, dalla voce di Harding (qui in versione Fish). I suoni sono decisi, ruvidi, per un pezzo molto tirato per almeno due terzi; un arpeggio ripetuto ed il tono ora più suadente del singer conducono alla fine.

Molto intimista e carico di atmosfera, Endless Silence consegna gli Also Eden ad una prova che a mio parere ricorda abbastanza da vicino alcune produzioni dei Marillion. Il solo di chitarra conclusivo giunge a dare colore ad un quadro fatto di tinte scure e nebbiose.

Uno dei migliori passaggi è senza dubbio Distortion Field; tastiere in gran spolvero, ritmo spezzato, improvvisi cambi di scenario, sali-scendi sonoro impresso dalla ritmica e da una chitarra perfettamente calata nei dettami del genere, con un finale largo.

A Lonely Idea si apre con un’ ampia e piacevole parte solista della sei corde; di nuovo l’atmosfera creata è piuttosto sognante, quasi space. Un riff improvviso, un break muta completamente la scena per lasciare posto ad un incremento del ritmo e della tensione.

Altro momento interessante, si tratta di Chronologic; partenza ritmicamente molto decisa grazie all’ottimo lavoro del basso di Lane, il canto indugia su riverberi di impostazione hogarthiana. Andamento mosso e coinvolgente, punteggiato da alcuni ficcanti soli di chitarra.

Se The Test scorre via bene ma un pò anonima, le cose vanno decisamente meglio con  Extend & Embrace, pezzo dalla “intenzione” più marcata. Permane questo indirizzo verso atmosfere calde e melodiche ma la performance del cantante in questo caso sale decisamente di tono. Buono l’arrangiamento ed ancora una volta è la chitarra di Simon Rogers ad ergersi protagonista.

Decoded cala il sipario, la chitarra acustica accompagna la voce ispirata di Harding, tastiere in sottofondo a suggellare una ballad che da metà corre verso sonorità elettriche, sviluppando quello che probabilmente rimane l’episodio più felice in assoluto.

A chi è perennemente in cerca di novità mi sento di sconsigliare il nuovo album del quintetto britannico, [Redacted] si rivelerebbe una delusione. Per chi invece è tuttora amante di un certo genere di progressive, sinfonico e melodico ma non pomposo, dove la forma canzone (anche se di una certa consistenza) ha la sua rilevanza, consiglio di dare un ascolto. Ho premesso che esistono diverse analogie con altre band ma il risultato e la cifra tecnica rimangono di buon livello.

Max

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