Kosmoratik Bridges and Boats 2013

Pubblicato: novembre 11, 2013 in Saranno famosi
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frontCirca un anno e mezzo fa era uscito Gravitation, album di esordio della band norvegese Kosmoratik; il disco aveva ottenuto apprezzabili riscontri in Inghilterra mentre da noi, al solito, era passato in sordina, poco promosso e pubblicizzato. Un peccato perché già si intravedevano validi spunti  all’interno del trio guidato da Eivind Johansen, compositore e cantante di Oslo con un passato tra sonorità folk e accenti pop/rock d’autore.

Inutile ritornare sui soliti temi, a livello musicale il nostro tempo prevede una vastissima offerta ma una penetrazione affidata (per i gruppi emergenti) per lo più alla tecnologia: la curiosità che spesso pare sopita provvede purtroppo al resto.

Gravitation presentava uno strano melange di sonorità, che andavano dall’ alt rock al new prog, passando attraverso episodi elettrici e melodici ed altri acustici ed intimi.Bridges and Boats (il nuovo disco) rivela invece ancora più a fondo l’anima dolce e tenue del trio, andando a collocarsi in una atipica terra di mezzo dove emergono pure pennellate folk in un quadro compositivo assolutamente melodico.

Un Cd che può senz’altro spiazzare chi aveva apprezzato la fatica precedente perché in questo caso le parti vocali, tenui o “di presenza” che siano, prendono nettamente il sopravvento.

Suoni, voci e colori prettamente invernali, dove oltre a Eivind Johansen recita un ruolo di grosso rilievo anche il registro caldo e garbato di Lise Lotte Ågedal, pianista; le chitarre, basso e tastiere sono a cura di Odd Gunnar Frøysland (un passato con Kate Bush). Una sezione di quattro archi, due elementi ai fiati e Andre Banini alla batteria completano la formazione in studio per un disco, ripeto, a mio modo di vedere particolare ed interessante.

Sono dunque gli intrecci vocali a fungere da guida in questo (tutto sommato) breve percorso musicale, pervaso da quella tipica malinconia dei paesaggi invernali del grande nord.

La magia comincia subito con la title track che vede per contro anche l’inserto di una elettrica a fare da breve contraltare all’andamento acustico e rilassato; una seconda parte più mossa prende il via con l’ingresso della batteria ed un crescendo vocale che mette in luce le doti di Lise Lotte sino allo sfumare del pezzo sulle note di un sax.

Due brevi frammenti ma non per questo meno gradevoli si susseguono; la piano ballad Metadata,quasi pastorale e Waiting For You che vede Frøysland come voce solista.

Be Here Now riparte da qui e registra il ritorno del duo vocale. Brano con ampie parti corali, poggiato su una melodia fatta di accordi arpeggiati e ripetitivi per poi evolvere verso un finale più aperto ed in crescendo grazie alla chitarra.

Arriva il primo vero e proprio suggello, Be, un pezzo nel quale i riflettori sono tutti per Lise Lotte Ågedal, voce e piano elettrico. Lo spessore e l’intensità del brano sono palpabili, tre minuti e mezzo di poesia che non possono passare inosservati, sviluppati con estremo candore e semplicità.

Un’ altra ballata acustica condotta dalla chitarra e dalle tinte pop/folk (If I Follow You) conduce poi ad un altro ottimo episodio, Anchor And Compass (Classic Rock). Atmosfera sognante ed avvolgente grazie al piano ed a una steel guitar, impreziosita dalle due voci qui in un impasto molto riuscito. Pian piano il pezzo prende quota grazie ad un drumming leggero ma decisivo, suggestiva la parte della chitarra.

Il mood oramai è definito, quasi cantautorale e dunque si prosegue con Body Of The Song; suoni di nuovo più elettrici fanno da cornice, morbidamente, a Strangest Dream inquadrabile in un raffinato pop-rock.

Un ultimo e nostalgico svolazzo poetico, Father’s Day, conclude il percorso lasciandoci sulle emozioni generate dalle due voci protagoniste.

Stupisce e non poco questa virata così accentuata dei Kosmoratik, fermo restando che il risultato finale è di tutto rispetto. Bridges and Boats è un disco soft, dolce  e triste al tempo stesso; non prevede partiture particolarmente intricate o tali da mettere in primo piano doti tecniche fuori dal comune. La sua forza sta nella leggerezza e semplicità della trama, ordita comunque con grande gusto e classe e basata sopratutto sul talento dei due cantanti. Meditativo.

Max

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