Firelord Among the Snakes 2013

Pubblicato: novembre 16, 2013 in Saranno famosi
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frontUna pausa durata oltre un anno e mezzo; questo il tempo che i torinesi Firelord hanno impiegato per presentare il loro primo full lenght dal titolo Among the Snakes.

Burning EP, il veloce e razzente EP del quale a suo tempo avevo avuto modo di scrivere, era stato più che promettente ma il power trio capitanato dal chitarrista e cantante Mario Erminio Bussini ha deciso di apportare sensibili modifiche e discostarsi, almeno in parte, dalla strada allora tracciata.

Dunque doom metal (e stoner in misura minore) certo ma non solo, il sound dei Firelord si è fatto più variato andando ad attingere anche da altre fonti che popolano e vivificano lo sterminato mondo del metal.Resta inteso che la matrice di riferimento resta quella di origine, prova ne sia la cover di Children of the Grave (Black Sabbath) presente sul disco. Il richiamo però non è più mono tematico, sono presenti germi sonori di altre band distanti da Iommi e soci; si spazia dai Motorhead  a qualche traccia dei Van Halen, che prendono a comparire con una certa decisione, connotando così diversamente il sound.

La formazione ha subito una modifica rispetto all’ EP di esordio: Dario Giuva al basso ha lasciato il suo posto a Mario Pappano mentre dietro le pelli siede saldamente il drummer Giulio Buscaglione

L’impatto, la forza d’urto mostrata in precedenza sono rimaste inalterate e questo, ribadisco, da una line up composta da tre soli elementi, è un dato che non può passare inosservato.

Among the Snakes si compone di otto tracce delle quali una, in verità, è solo una breve intro. E’ proprio un riff che ricorda il passo di Eddy Van Halen ad aprire la robusta Man Of Mayhem, brano in cui subito si conferma un elemento molto piacevole e cioè che la produzione è indirizzata a fare apprezzare tutti i suoni in modo distinto. Toni scuri, sporchi e grevi ma con un gran tiro, la voce di Bussini impegnata allo spasimo, una ritmica incendiaria, riff di chitarra pesanti e conditi da veloci parti soliste. Ottimo inizio !

Sulla scorta di certo suono “made in Lemmy” si spiega possente e veloce Black Kommander, pezzo tirato sino al termine, senza soste. Dopo una prima parte più collettiva, nella seconda un solo acido della chitarra diventa protagonista trascinando il brano verso rive quasi psichedeliche.

The Ghost Of Eymerich è la traccia più lunga con i suoi undici minuti abbondanti; un vero e proprio macigno doom metal che non potrà che fare esultare gli appassionati del genere. Atmosfera tetra e maligna, suoni cupi impregnati di paura e terrore, una sensazione di ineluttabilità dalla quale non è possibile fuggire. La seconda parte evolve in un lungo strumentale con un immancabile solo prima della reprise.

Ottimo passaggio è la seguente The Road To Hell in cui sono condensate al meglio le direttrici della band torinese, Sabbath Motorhead a mio avviso su tutte. Pezzo sparato a gran velocità, esplosivo.

Werewolf conferma l’attitudine vocale di Bussini verso certe coloriture tipiche di L. Kilmister. L’ omaggio ai Black Sabbath è bene eseguito, con la giusta carica ed un regime di rotazione aumentato, così da caratterizzarlo maggiormente. Among The Snakes II chiude il discorso, una cavalcata a perdifiato che completa degnamente la scaletta.

Se dopo l’uscita di Burning ero rimasto felicemente impressionato dai Firelord oggi, con l’uscita del primo vero CD, posso confermare quelle che erano state le mie impressioni. Among the Snakes mette in luce una band dal suono coeso, massivo ed omogeneo ma al tempo stesso disponibile ad aprirsi verso altri richiami; potenza e talento non mancano, sicuramente da tenere d’occhio.

Max

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