front…E finalmente arriva Dark Wings Of Steel, decima fatica per i Rhapsody Of Fire ma sopratutto primo album dopo il divorzio dal chitarrista e membro fondatore Luca Turilli. 

From Chaos to Eternity (2011) ha infatti sancito l’ultimo atto per l’axe man triestino con la sua band e dunque non poche erano le domande che accompagnavano l’uscita del nuovo titolo, a fronte anche di un ridimensionamento numerico del gruppo.

Non più due chitarre infatti ed il posto lasciato vacante da Turilli è stato rilevato da Roberto De Micheli; il lavoro di scrittura ora viene a sdoppiarsi tra Fabio Lione (testi) e Alex Staropoli (musica), cui offre un contributo il fratello Manuel. Al basso adesso è arrivato Oliver Holzwarth.Una vera e propria rivoluzione dunque all’interno del combo italo-tedesco, di quelle che talvolta possono segnare pesantemente le sorti di un gruppo venendo a mancare gli equilibri pre costituiti o che, per contrasto, possono invece rigenerare e rinvigorire ardori un pò spenti. Il tempo, il gradimento del pubblico e la resa live daranno il verdetto definitivo, per parte mia posso dire che Dark Wings of Steel testimonia di una band ancora viva e vegeta, con diverse frecce al proprio arco in un genere, il symphonic power metal, che a ben vedere invece ha già mietuto illustri vittime a causa della ripetitività.

Grandi tappeti di tastiere, sezioni orchestrali e cori magniloquenti ma un minore senso di drammaticità che in qualche modo alleggerisce il plot; con ogni probabilità anche il fatto di avere completato la fase delle saghe in qualche modo contribuisce a snellire l’andamento dell’ album.

Impeccabile la sezione ritmica a cura dei fratelli Holzwarth (Oliver-basso e Alex-batteria, ex Sieges Even), immane l’opera di Alex Staropoli alle tastiere e negli arrangiamenti, un Fabio Lione sempre all’altezza da consumato frontman e la sorpresa, la chitarra inesauribile di Roberto De Micheli autore di una prova entusiasmante. Tutto questo trapela dagli undici pezzi in scaletta che vado ad illustrare più da vicino.

Tralasciando la breve intro Vis Divina comincia a dispiegarsi tutto l’impatto emotivo e immaginifico della band. Rising From Tragic Flames è infatti uno start al fulmicotone nel quale subito si evidenziano i primi riff assassini della chitarra di De Micheli; la potenza del coro è assolutamente trascinante, un brano che si presta ad una esecuzione live incredibile.

Di qui è un susseguirsi di emozionanti passaggi, nei migliori dettami del genere ma con la prerogativa di non risultare monocordi. La voce soave e potente di Fabio Lione apre Angel of Light, uno dei momenti più pregnanti dell’album.

Cadenzata prima, ad alto voltaggio poi, così si presenta Tears Of Pain che contiene un inciso di canto in italiano (..tra luce ed ombre io vivrò..al mio destino chiederò..).

Una up tempo ballad, Fly To Crystal Skies, giocata ancora una volta sulla interpretazione intensa di Lione, sostenuta da una ritmica piena e tonda e contrappuntata da un ottimo lavoro delle tastiere.

I toni si smorzano, l’atmosfera si addolcisce…solo una breve pausa per aprire ad suoni che emanano minaccia e dramma. My Sacrifice vede nuovamente Fabio Lione alternare il canto tra inglese e italiano mentre si distinguono distintamente il lavoro di Staropoli e di De Micheli, instancabile, alla chitarra.

Sparata a tutta velocità, Silver Lake Of Tears è a mio parere una delle tracce che più sconta i limiti del genere, perdendosi nell’ovvio e nell’ormai ben conosciuto.

Custode Di Pace è una splendida ballad cantata interamente in italiano, uno dei momenti più suggestivi dell’intero album; un andamento epico e largo, teso a creare un’atmosfera indimenticabile.

A Tale Of Magic (sugli scudi i fratelli Holzwarth ed un solo bollente di chitarra); la title track prosegue sulla strada tracciata dando ampio spazio ad una sei corde incandescente. Tocca poi a Sad Mystic Moon completare il percorso in modo trionfale.

Da un mutamento così profondo di organico spesso se ne può uscire con le ossa rotte ma non è questo il caso per i Rhapsody Of Fire; il nuovo chitarrista si mostra assolutamente in grado di assolvere al meglio il compito, il lavoro di song writing pare non avere subito più di tanto il contraccolpo.  Dark Wings Of Steel si profila come una delle più felici release del genere; a ben vedere l’unica nota negativa è probabilmente riferita all’eccessiva durata del Cd (che in parte lo penalizza) ma su questo fronte mi par di capire la sintesi non sia contemplata.

Max

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