Peter Gee Paris 2013

Pubblicato: dicembre 31, 2013 in Recensioni Uscite 2013
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Microsoft Word - Peter Gee (World).docxUltime ore del 2013 e molte le uscite di buon livello quest’anno ma forse, al fotofinish, c’è ancora spazio per qualcuno.

Infatti Peter Gee, bassista dei Pendragon, pubblica il suo quinto lavoro solista; disco che ha vissuto di una lunga lavorazione, come ho avuto modo di ascoltare lo scorso maggio direttamente dal diretto interessato e che è arrivato a compimento esprimendo lo stile garbato, possente ma delicato del bassista.

Una bella raccolta di brani (15) che spaziano da un raffinato pop rock ad altri più propriamente prog, riflettendo quelle che sono emozioni e le sonorità più personali ed introspettive del musicista; ampio spazio alla melodia dunque, guidata dalle tastiere oppure dalle chitarre, a dipingere un quadro dai colori caldi e tenui, un atmosfera pacifica, serena ed intima.Peter Gee si avvale nuovamente di alcuni fidati collaboratori come Steve Christey (batterista Jadis), Steve Thorne (voce solista), Hayley Oliver (backing vocals). E’ presente nuovamente al microfono l’ottimo Damian Wilson (Threshold) in due brani così come il fratello Paul, cui è stato affidato un pezzo; al resto ci pensa lui, dividendosi tra basso, chitarra e tastiere.

Ci sono, come è ovvio, riferimenti al suono della band madre ma senza esagerare; seppure sotto traccia il bassista di Blackpool ha oramai consolidato un suo stile, un suo indirizzo solista che prevede un ampio e gradevole ventaglio di soluzioni, non disdegnando come detto incursioni in un pop melodico ben confezionato e, per fortuna, non banale o troppo prevedibile. Il gusto e la maniera non difettano a Gee e dunque Paris (co-prodotto insieme a Rob Aubrey) si inserisce nel solco musicale tracciato in precedenza, dilatando in questo caso il raggio d’azione.

Ci si imbatte così in frammenti di matrice più rock, come in occasione della quasi “zeppeliniana” Rock n Roll Dancer, con una dance-groove molto marcata (non a caso i due con Damian Wilson al canto e si sente!); il trip-hop di The Fight con il bassista in veste anche di vocalist, il pop ritmato e raffinato di Soul City.

Ancora, gran ritmo con linee slapped di basso poderose e la voce di Paul Wilson per The Flame (vagamente in stile Simply Red); brevi bozzetti acustici, strumentali come Narnia, ballate evocative e di atmosfera come Romance (un tuffo nel progressive d’autore) e la conclusiva Take Me Home.

Nel mezzo, sparsi, i migliori passaggi, a cominciare da A Divided Heart (con un occhio e forse due ai Genesis era Collins), così come l’emozionate e crescente strumentale Renaissance.

Summer Love interpretata con malinconia e sentimento da Steve Thorne si incanala verso un pop-prog estremamente dolce; tinte e toni romantici per la title track, un altro momento molto melodico (When Heaven Touches Earth) ed uno ancora più intimo (Into Light).

Come spesso accade davanti all’uscita di un album solista di un membro di una band pare sempre mancare qualcosa, sembra monco di qualche parte: la bravura di Peter Gee sta proprio nel produrre e seguire un proprio percorso, indipendente dai Pendragon, con grazia e gusto. Un lavoro molto piacevole per un ascolto estremamente rilassante.

Max

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