frontNuclear Blast presenta a giorni la sesta e ultima fatica degli olandesi Within Temptation, forse tra i più brillanti interpreti del filone symphonic metal.

La band guidata dalla bella e brava Sharon den Adel e dal chitarrista Robert Westerholt ha mostrato negli anni una certa tendenza alla varietà, rivolgendosi e attraversando vari territori; le origini gothic/death metal, passaggi celtici, poi l’abbraccio totale verso il symphonic.

Hydra, questo il titolo del nuovo album, sintetizza perfettamente questa propensione a variare dei WT, pur partendo da una intelaiatura prestabilita; il mostruoso serpente mitologico dalle molte teste, volte in ogni direzione, sta proprio ad indicare questa peculiarità della band.Per contro il limite risiede proprio nelle caratteristiche del genere che troppo spesso, purtroppo, offre esempi di una certa ripetitività, avvitandosi su sé stesso I Within Temptation dal canto loro, dopo una prova tra piuttosto opaca (The Unforgiving  2011), provano di nuovo a rimescolare le carte, estraendo dal mazzo più di una sorpresa.

Con la produzione di Daniel Gibson, molto genre oriented, sono usciti dieci brani compatti ma che al tempo stesso, grazie alle differenti “ospitate” che registrano, riescono almeno in parte a rendere più varia la proposta; il sound della band resta quello collaudato, il timbro ed il registro della den Adel sono sicuramente ai vertici della categoria.

A sparigliare il gioco provvedono la presenza impetuosa di Tarja Turunen, del rapper americano Xzibit, e dei cantanti Howard Jones (metalcore) e Dave Pirner, ognuno di essi impegnato a duettare con Sharon in un pezzo. Radici e provenienze musicali diverse, a volte molto lontane, contribuiscono a rendere più particolare il disco anche se, come vedremo, non sempre con l’esito sperato.

Partenza lanciata con l’ottima Let Us Burn, uno degli episodi più qualitativi dell’album e che si colloca esattamente nell’alveo di appartenenza della band; suono potente e avvolgente, largo ed in crescendo, a fare da cornice alla bellissima voce della cantante. Possenti i consueti arrangiamenti e le tastiere di Martijn Spierenburg.

E’ il turno di Dangerous, sparata a tutta velocità e cantata in duo con Howard Jones; il contrasto vocale è ben riuscito, buono l’impasto su tonalità altissime. Prova muscolare del batterista Mike Coolen ben sostenuto dal basso di Jeroen van Veen e dalle due chitarre. Tutto pare funzionare a meraviglia ma in realtà la sensazione di ripetizione, di “sentito più volte” si affaccia minacciosa.

Altro giro, altra corsa: entra i scena il rapper Xzibit per la successiva And We Run ed il risultato, personalmente, mi lascia piuttosto perplesso. Prescindendo dalla bella prova della singer, l’intervento di  Xzibit pare come “appiccicato” al brano che di per sè non è gran cosa; ripeto, se si estrapola la parte della den Adel rimane poco.

Orchestrazioni e archi in pompa magna. Paradise (What About Us ?) annuncia uno dei duetti che più faranno parlare quest’anno, arriva  Tarja Turunen. Le chitarre di Robert Westerholt Ruud Jolie sciorinano riff durissimi mentre le due ladies si scambiano strofe e ruoli. L’andamento del brano è ovviamente epico e per certi versi cinematografico; le due cantanti si alternano nel ruolo di voce solista per poi “salire” insieme, in modo maestoso. Brano di sicura presa ed impatto, molto immediato, impreziosito da alcuni immancabili vocalizzi di Tarja e da un breve solo di chitarra ma che nel complesso, musicalmente parlando, non è sconvolgente.

Edge of the World segna un momento di quiete, una dolce e sognante ballad tra suoni caldi e la consueta ottima prestazione vocale della singer; passaggio carico di pathos e di atmosfera, dal finale ritmicamente sostenuto. Uno dei migliori.

Sulla sua scia nasce  e si sviluppa Silver Moonlight che in qualche modo ne espande il tema per esplodere letteralmente in uno dei passaggi più tipici del genere. Ottima e possente la scansione ritmica, grande spinta per tutta la durata del pezzo.

Roses continua questa fase di spinta impressa al disco, sfruttando gli usuali clichè del symphonic metal, e dunque un andamento possente e spesso in crescendo, affidandosi ad una ritmica granitica, ampio uso delle tastiere, riff reiterati delle chitarre e le “solite” scorribande dell’ugola di Sharon den Adel.

Un arpeggio al piano apre Dog Days, un’altra sontuosa ballad interpretata con passione e sentimento dalla cantante olandese; l’impianto sonoro a lei dintorno però, pur assolutamente piacevole, resta rigidamente ancorato ai dettami del genere, senza possibili ed ulteriori sbocchi.

Tell Me Why vede nuovamente la band impegnata ad alzare il tiro, in questo caso sfruttando una maggiore dinamica di azione; il ritmo si fa più serrato, i riff più cupi e le conosciute alternanze tra segmenti “tirati” ed altri di attesa ne escono molto meglio. Questa sicuramente è la traccia più “cattiva” del Cd.

The Whole World Is Watching, cantata con Dave Pirner, conclude il lavoro e, a mio parere, è probabilmente il duetto più convincente. Messe da parte le alchimie (rap) o gli “head to head” (T.Turunen), il brano si srotola con naturalezza e la giusta progressione, senza particolari picchi ma anche con maggiore fluidità.

Tirando le somme non posso dire che Hydra sia un brutto album, nel complesso probabilmente si fa preferire al suo predecessore; una Sharon den Adel sempre perfettamente all’altezza, una band rodata che le ruota intorno mettendo in campo un buon muro sonoro.

Il problema, a parer mio, resta sempre il solito e cioè i limiti, quasi fisiologici, imposti da questo genere. Gli esperimenti provati con collaborazioni esterne non convincono appieno e, comunque, non incidono in positivo più di tanto; siamo sicuramente oltre la sufficienza ma cresce la sensazione sia difficile andare oltre.

Max

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...