Dream The Electric Sleep Heretics 2014

Pubblicato: febbraio 10, 2014 in Saranno famosi
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frontMatt Page (chitarra, voce e tastiere), Chris Tackett (basso) e Joey Walter (batteria) sono tre ragazzi provenienti da Lexington (Kentucky) e formano i Dream The Electric Sleep, un interessante trio dedito a sonorità crossover prog heavy prog.

Nel 2011 l’ album di esordio (Lost and Gone Forever) ha ottenuto consensi ed apprezzamenti sopratutto negli Stati Uniti; ora ci riprovano, nel tentativo di conquistare un pò di fans anche in Europa con il secondo lavoro intitolato Heretics.

Per inquadrare il suono del trio americano, abbastanza particolare, posso cercare di sintetizzare dicendo che due sono i filoni principali di riferimento.Da un lato troviamo una matrice che si rifa ad alcune grandi e storiche band del progressive (Genesis, Rush ma sopratutto Pink Floyd), pur se rivista ed ammodernata; dall’altro emergono richiami a gruppi attuali dal sound piuttosto caratterizzato e diverso (U2,  Airbag, Karnivool, Radiohead e, sporadicamente, Coldplay). Unire tra loro segnali così diversi non è operazione semplice ma i DTES vi riescono con apparente facilità, andando così a costruire un impianto sonoro e musicale che, di certo, non può passare inosservato.

Dunque spazio alle melodie ma pure a “muri di suono” imponenti; momenti più romantici ed intimi si frappongono a sezioni maggiormente tirate ed appuntite. Ad ogni modo si ha la sensazione che Heretics sia un album pensato e preparato con attenzione, non a caso ha richiesto un lungo tempo di gestazione. Tra l’altro i tre non si sono risparmiati mettendo in campo un’ opera corposa, undici brani per una durata totale di un’ora e dieci circa.

Passando all’ascolto si evidenziano immediatamente le coordinate più attuali della band, a cominciare proprio dalla title track che inaugura il Cd; un impasto sonoro possente, fragoroso e melodico al tempo stesso, in grado di indicare subito l’alveo di appartenenza del gruppo.

Elizabeth parte con toni più morbidi per crescere gradualmente, in modo collettivo, andando a creare un’atmosfera coinvolgente; i cori su un arpeggio ripetuto della chitarra, precedono un bel solo di quest’ultima che fa decollare definitivamente il pezzo.

Proseguendo, voglio segnalare tra gli altri I Know What You Are dove, da veri e propri ricami di una chitarra acustica, si svela progressivamente uno scenario che va a lambire da vicino sonorità care a Thom Yorke, con grande intensità e drammaticità.

Altro episodio significativo è senza dubbio How Long We Wait; se inizialmente il sound è sin troppo aderente a quello della band di Chris Martin, lo sviluppo successivo imbocca una tangente inaspettata, tra lunghe digressioni strumentali e corali ritorni di fiamma in direzione Radiohead.

Infine la conclusiva Ashes Fall in cui il mood si fa increspato, arcigno, sicuramente più rigido, pur non rinunciando a frasi melodiche tese a spezzarne l’incedere. Qui a mio avviso si evidenziano affinità costruttive con i Karnivool.

Proprio come nel caso degli australiani, i Dream The Electric Sleep producono una musica trasversale, in grado di abbracciare più gusti e sensibilità. Non si deve pensare ad una mera riproposizione di alcuni modelli, c’è invece il tentativo di assemblarli efficacemente tra loro. Heretics dunque è per certi versi un disco ambizioso, considerando anche che è soltanto la seconda prova del trio; album singolare, da ascoltare se disposti a spaziare tra più di un genere.

Max

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