Synaesthesia Synaesthesia 2014

Pubblicato: febbraio 13, 2014 in Saranno famosi
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frontForse è prematuro gridare al prodigio, certo è che la storia di Adam Warne ha dell’incredibile. Procediamo con ordine: Adam è un musicista inglese giovanissimo (20 anni !), polistrumentista promettente con una grande passione che spazia dal new prog a quello che oggi viene etichettato come crossover prog.

Si imbatte nel chitarrista norvegese Nikolas Jon Aarland con il quale comincia a condividere idee e progetti musicali; di li a poco nasce la band Synaesthesia e prende forma il primo album (eponimo) che viene prodotto da Mike Holmes (chitarrista degli IQ) ed inciso presso il prestigioso Studio di Rob Aubrey.

Non è finita perché i Synaesthesia lo scorso dicembre suonano in concerto  aprendo proprio per gli IQ con una formazione che prevede lo stesso Adam Warne (tastiere e voce), Peter Episcopo (basso), Robin Johnson (batteria),  Ollie Hannifan Sam Higgins (chitarre).

A completamento di tutto questo va evidenziato che l’art work ed il bel logo in copertina sono opera di una figlia d’arte e cioè Freyja Dean. Tanti elementi dunque concorrono a solleticare la curiosità dell’ascolto ed in questo senso il nome della band è di aiuto, estremamente esplicativo: “fusione in un’unica sfera sensoriale delle percezioni di sensi distinti” (così recita il dizionario).

Questo, musicalmente, è proprio l’intendimento della band e dell’album, dove si vanno a fondere ed amalgamare diversi “sentire” e le loro relative emozioni, dunque dai colori più vividi del neo prog a quelli più oscuri ed irrequieti del crossover e/o dell’ alternative rock. Da una parte dunque IQ, Frost*, Kino; dall’altra certi crescendo alla Muse, alcune inquietudini tipiche dei Porcupine Tree.

Il risultato è un magma sonoro in continuo movimento, proteiforme, difficilmente arginabile o collocabile; il fatto di esordire in scaletta con un brano di ben 22 minuti (Time, Tension & Intervention) dice molto sulle potenzialità del gruppo ma può essere al tempo stesso fuorviante. Il lungo pezzo in questione infatti è probabilmente tra quelli che più “sentono” la mano del producer ma, come vedremo, non tutto il Cd viaggia su queste coordinate.

Una suite che ad ogni modo ospita un frequente incrocio di sonorità più classicamente prog con altre decisamente più attuali e moderne; i solo di chitarra liquidi ed i tappeti di keyboards più tipici della scuola neo prog inglese si interfacciano con suoni quasi industrial, minimali ed elettronici, a certificare sin dall’inizio quale sia il reale intento dei musicisti. Stacchi e passaggi tra i più tipici del genere non mancano, le atmosfere create sono spesso quelle sognanti e romantiche ma, ripeto, tendono ad interagire con sonorità più attuali e trasversali. Risultato, a mio avviso, sorprendente !

Si passa quindi attraverso episodi molto ritmati (Sacrifice) in cui la band esprime una maggiore libertà di azione, momenti nei quali nuovamente emergono prepotentemente sonorità più “classiche” (Noumenon), passaggi dove il tiro si fa più serrato (Epiphany). Ballate space -rock molto “larghe” (Good Riddance), sortite “alternative” (Technology Killed The Kids), una chiusura in grande stile (Life’s What You Make Of It), epica e sinfonica.

Synaesthesia è una band e un album ancora in via di costruzione, di evoluzione e di perfezionamento ma sicuramente rappresenta un interessante compromesso tra passato, presente e (forse) futuro. Adam Warne ha dalla sua una buona preparazione, idee stimolanti e l’entusiasmo dei vent’anni. Non mi sento di immaginare quale ne possa essere la prosecuzione, se imboccherà una strada in particolare o cercherà di elaborare ulteriormente questi temi; ad ogni modo credo sia da tenere d’occhio.

Max

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