frontA ben guardare non sono poi moltissime le cover band che sono riuscite ad intraprendere una duratura e personale carriera, allontanandosii da un ruolo a mio parere abbastanza limitante. Tra queste, a livello nazionale, i milanesi The Watch rappresentano una punta di diamante ed il tempo ha dato loro ragione pure fuori dai patri confini.

Il quintetto saldamente capitanato dal cantante Simone Rossetti ha sviluppato negli anni una propria linea, parallela a quella di preparatissima cover band dei Genesis e così oggi si trova a presentare il sesto album intitolato Tracks From The Alps.

Stefano Castrucci al basso ha rilevato il posto dell’ottimo Guglielmo Mariotti e per il resto le novità da segnalare sono davvero poche.Questa affermazione che può risultare un pò laconica penso che in realtà fotografi, nel bene e nel male, la situazione del gruppo e della sua proposta musicale: gli stilemi più classici del progressive sinfonico ci sono tutti, intatti. Molto del pathos ruota intorno al timbro gabrieliano di Rossetti (personalmente sento anche molte assonanze con Bernardo Lanzetti) ed il legame con la band di riferimento resta sempre forte.

Troppo, a parer mio, perché credo che così facendo il combo viaggia autolimitato, sprecando parte di un sontuoso potenziale tecnico e compositivo. Una maggiore dose di coraggio nell’imprimere  un’impronta più personale gioverebbe senz’altro; il ricalcare più o meno ciclicamente il solito tracciato può dare soddisfazione ai fans più restii verso il nuovo e/o comunque reticenti a deviare dal percorso conosciuto ma così facendo…si rischia di girare in tondo, all’infinito.

La magia e le emozioni del progressive dei seventies rimarranno per sempre, ad imperitura memoria e sicuramente i The Watch (visti in azione, chapeau !) ne sono tra i più preparati e magistrali interpreti; il problema a mio avviso sta nel continuare a perseguire solo quel modello che oramai, siamo nel 2014, credo abbia dato ciò che doveva dare.

Venendo al disco, Tracks From The Alps è composto di sette brani tra i quali, neanche a farlo apposta, è compresa Going Out to Get You dei Genesis, un brano minore risalente a prima della pubblicazione di Trespass e rimasto escluso dalla discografia ufficiale. L’aspetto curioso in questo frangente è che la versione dei The Watch risulta assolutamente più piacevole.

L’introduttiva A.T.L.A.S.nella quale Valerio De Vittorio mette mano al suo monumentale arsenale di moog, mellotron, arp ed Hammond disegna subito il tracciato sonoro; è il consueto balzo all’indietro nel tempo, sottolineato ed amplificato dalla voce di Rossetti. Tutto gira alla perfezione, nella direzione voluta, gli inserimenti della chitarra di Giorgio Gabriel sono sempre mirati e puntuali, la nuova sezione ritmica ( Castrucci e l’inossidabile Marco Fabbri alla batteria) mostra già una rodata intesa.

Non c’è dubbio che passaggi come The Cheating Mountain possano fare la felicità delle anime e sensibilità più nostalgiche e, a onore del vero, si tratta di uno dei momenti più pregnanti dell’album, con un superbo finale riservato alla chitarra.

Il “sentiment” si mantiene così stabile nei brani successivi, tra passaggi più mossi e ritmati (e forse più personali)  come Devil’s Bridge, sino alla conclusione con The Last Mile, vero compendio del disco.

Tracks From The Alps è un buon lavoro, per certi versi forse uno dei migliori dei The Watch ma a mio parere rimane oggi un’occasione mancata perché, ribadisco, pur nel solco della tradizione il gruppo milanese potrebbe osare di più. Con una tale tecnica e precisione a proprio favore, discostarsi maggiormente dal seminato non credo sarebbe un delitto; ad ognuno, ovviamente, le proprie valutazioni.

Max

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...