CoverA chi va sempre in cerca di novità segnalo con decisione l’album di esordio degli Shokran, giovane band russa (provengono da Mosca) interprete di un genere metal elaborato, meglio definito dagli stessi protagonisti come oriental groove djent metal.

Mi ero imbattuto casualmente in loro poco più di un anno fa, quando avevano pubblicato un EP intitolato Sixth Sense che mi aveva letteralmente tramortito per potenza, impatto e aggressività; quattro dei cinque brani facentene parte sono presenti anche in Supreme Truth, l’album di esordio appena uscito.

Meshuggah, Periphery e una spruzzata death sono le loro muse di ispirazione, rivisitate con grande impeto e freschezza.Il gruppo è costituito da cinque elementi: Serezha Raev (voce growl, clean), Rodion Shevchenko (basso), Michael Isaev (batteria), Dmitry Demyanenko Aleksandr Burlakov (chitarre, con il primo autore di buona parte dei brani).

Suoni durissimi e cupi delle chitarre a sette corde, pezzi velocissimi e taglienti (ben 15 in scaletta), ritmica infernale e martellante, impasto di voci che va dal growl più cupo al chiaro, passando talvolta da screaming e harsh; in definitiva non manca niente per fare felici gli appassionati di genere, in più compare a tratti un tocco orientaleggiante che in qualche lontana maniera può rimandare ai primi Orphaned Land (con molta più cattiveria).

La presenza del cantante è successiva rispetto all’ EP che infatti era interamente strumentale e questo ha conferito un’impronta diversa al sound del combo russo, probabilmente ora più completo nel suo assetto.

I pezzi come dicevo sono tutti molto brevi, per la maggior parte entro i tre minuti di durata; tra questi vale la pena evidenziare la devastante Charon, le sonorità martellanti di The Right To Sorrow, la potenza inesorabile della title track, la spinta incredibile di Dark Desert. Passaggi di rilievo sono pure Sands Of Time, Punishment con dei magnifici echi orientali e Pray The Martyr, spietata e maligna.

Nel vastissimo panorama metal, fatto di continue nuove proposte non so che posto riusciranno a ritagliarsi gli Shokran ma a mio avviso questo loro primo lavoro merita attenzione; raramente ho percepito una tale forza d’urto al debutto, Supreme Truth esprime delle potenzialità davvero interessanti.

Max

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