Mike Oldfield Man On The Rocks 2014

Pubblicato: marzo 9, 2014 in Recensioni Uscite 2014
Tag:, , , , , ,

frontAbitualmente non amo scrivere “stroncature” nette e definitive, anche perché il mio gusto, il mio stato d’animo possono non essere perfettamente in sintonia con la musica che sto ascoltando; è anche vero d’altra parte che complice l’età una certa esperienza l’ho maturata e spesso riesco a muovermi comunque tra le pieghe di un album.

Con tutto l’affetto, la stima e la riconoscenza per alcuni dischi indimenticabili del passato non posso però esimermi dal dire la mia su Man On the Rocks, l’ultimo lavoro di Mike Oldfield.

La parte più recente della carriera del musicista inglese lo ha visto impegnato sul fronte new age chillout, con alcuni estemporanei balzi nel passato; gli ultimi due dischi in particolare (Light + Shade del 2005 e sopratutto Music of the Spheres del 2008) ci avevano consegnato una musica totalmente improntata verso la creazione di languide atmosfere, non senza qualche incursione sul versante della musica classica più contemporanea.

Trasferitosi alle Bahamas, dopo sei anni Oldfield torna a fare parlare di sé con un Cd, dispiace dirlo, deficitario su tutta la linea.

Man On the Rocks vira decisamente su una raccolta di canzoni pop, nella migliore delle ipotesi pop rock, della quale francamente non se ne avvertiva la necessità. Lo spessore dei brani è quasi impalpabile, trame sonore esili di scarso impatto emotivo dove le melodie paiono scontate e senza il giusto pathos; i suoni sono sicuramente curati a dovere, l’artista sotto questo aspetto rimane una garanzia, ma nonostante ripetuti ascolti il disco rimane piatto, senza vita e, oltretutto, risulta terribilmente lungo.

Sono presenti validi musicisti di lungo corso per collaborare a questo progetto, tra loro voglio ricordare Leland Sklar al basso, John Robinson alla batteria, Michael Thompson alla chitarra. Tutto ciò però non basta a garantire un esito positivo perché a mio avviso manca proprio un’anima al disco.

Tra i pochi pezzi che riesco a salvare, escludendo a priori l’inconsistente singolo Sailing, riesco a malapena a citare la title track che evidenzia almeno le buone doti del cantante Luke SpillerFollowing the Angels (dolce ed eterea) e la conclusiva I Give Myself Away (cover di un brano gospel).

La perplessità in effetti rimane tanta, viene da chiedersi quali siano i motivi che hanno spinto Mike Oldfield a comporre un lavoro così fiacco, decisamente non all’altezza; assolutamente prevedibile, monotono, Man On the Rocks per conto mio si candida seriamente ad essere una delle più cocenti delusioni di questo anno.

Max

Advertisements
commenti
  1. ShockAce ha detto:

    Concordo. Ma non aveva ripudiato a suo tempo il periodo pop iniziato con Crises? Mah…

  2. alfio ha detto:

    State tralasciando la differenza di base tra i discreti musicisti imposti dal mercato discografico e i geni: Mike, appartenendo a quest’ultima categoria, fa quel che vuole, quando vuole, ottenendo ciò che vuole. Gran bel lavoro, assolutamente piacevole. E io sono un amante di Amarok.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...