Peter Hammill & Gary Lucas Other World 2014

Pubblicato: marzo 12, 2014 in Recensioni Uscite 2014
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frontChe Peter Hammill sia solito sorprendere con le sue raffinate produzioni non è più oramai una novità, anche a costo talvolta di pubblicare album non molto immediati o, comunque, molto minimalisti dal punto di vista strettamente musicale. Grande coerenza ed onestà da parte del leader dei Van der Graaf Generator, qualità che nei decenni non ha mai smarrito e questo, diciamolo pure, non è proprio di tutti.

Un percorso sonoro preciso e mirato, alle volte difficile, complicato, non certo alla portata di un semplice ascolto superficiale perché da sempre la magia di Hammill risiede nei testi e nelle drammatiche interpretazioni; la musica, spesso, è la quinta necessaria ad accompagnare i suoi scritti ed i suoi più intimi pensieri. Mi riferisco ovviamente all’ immensa traiettoria solista, escludendo dall’osservazione il lavoro con la band.

Una serie di fortunate e casuali coincidenze ha portato il chitarrista americano Gary Lucas sulle tracce di PH e così, in modo quasi imprevisto ma al tempo stesso sincero, è nata una collaborazione dalla quale è scaturito Other World, disco particolarissimo e curioso (in un certo senso), considerate le diverse origini dei due musicisti.

Infatti Lucas proviene da un background abbastanza composito e distante, fatto di tante collaborazioni di prestigio (L.Reed, J. Cale, Iggy Pop, Captain Beefheart, J.Buckley) e di una naturale inclinazione verso il punk. Ma era da sempre un grande ammiratore di Hammill e, sfruttando una serie di casualità, è riuscito in qualche modo ad “agganciarlo”.

Il disco che ne esce fuori è abbastanza atipico nel senso che, pur contenendo dei passaggi immediatamente da collocare nel repertorio del musicista inglese, risente abbastanza anche della mano e delle origini di Lucas, che a tratti ne colora o sporca il suono a secondo dei momenti e delle situazioni. Minimalismo ed ermetismo musicale da parte di Peter Hammill si confermano una volta di più ma è è percepibile (e non va sottovalutato) il tocco di Gary Lucas.

Ovviamente, bisogna parlarsi chiaro: Other World (pubblicato da Esoteric Antenna) non è un lavoro diretto che cattura all’istante; come ogni singolo disco inciso da Peter richiede attenzione e dedizione, cercando di immagazzinare mentalmente le liriche e le sfumature sonore che costellano un’ impalcatura solitamente scarna.

Chitarre elettriche, acustiche e la voce unica e inconfondibile del protagonista creano un insolita aggregazione di brani, alcuni dei quali solo strumentali e la resa finale devo ammettere che si rivela interessante. Non siamo davanti ad un capolavoro, nè credo questo sia un album destinato a divenire indimenticabile…certo è che al suo interno contiene degli episodi di rilievo, a cominciare dall’iniziale (e splendida) Spinning Coins, vero gioiello giocato tra chitarre acustiche e una voce che si ascolterebbe all’infinito.

Altri momenti da evidenziare sono a mio avviso CashThis Is ShowbizThe Kid2 Views (100% PH !), le strumentali Altar of Roses, Glass Slippery Slope (nella quale si crea un’atmosfera da brivido).

D’altra parte ci sono anche delle tracce ostiche e dure da digerire. Some Kind Of Fracas, Reboot (al limite del noise), Built From Scratch, sono segmenti che spiazzano e non risultano assolutamente concilianti.

Se mai fosse stato possibile Peter Hammill, dopo decenni di carriera, è riuscito ancora una volta ad alzare il tiro grazie a questa collaborazione, inaspettata e sorprendente, con Gary Lucas. Album  a suo modo magnetico, Other World vive di momenti diversi, di sensazioni talvolta contrapposte. Non mancherà di solleticare i palati degli appassionati più fedeli, credo che potrà incuriosire tutti gli altri.

Max

commenti
  1. Paolo Carnelli scrive:

    Sempre puntuale e preciso, bravo Massimo. E complimenti per aver apprezzato la sottile bellezza di un brano non appariscente come “Spinning Coins”… anche il testo è fantastico

  2. Franco scrive:

    Disco molto interessante, non potrebbe essere altrimenti trattandosi di PH.
    Approfitto per fare i complimenti a Paolo Carnelli per il suo libro sui VdGG

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