frontDavvero amaro e ingrato il destino che accompagna i Lacuna Coil; la band italiana che ha riscosso più successi e approvazione all’estero, in patria viene continuamente bersagliata dalle critiche. Strano Paese il nostro, il settore musicale non fa eccezione: se riesci ad esportare il tuo sound in modo apprezzato e vincente, da noi vieni sistematicamente tacciato di tradimento, di esserti venduto, quasi che la via dell’approvazione passi e si consumi solo nel rimanere in una nicchia, in una cripta, inesorabilmente e nei secoli fedele ai primi due album pubblicati.

Si auspica spesso (a parole) un cambiamento, un’evoluzione; poi quando questo avviene comincia il tiro al bersaglio ! E’ pacifico che come sempre i gusti personali regnano sovrani ma più di una volta, nei confronti della band milanese, ho percepito dell’astio a prescindere, dunque immotivato.

Ciò detto…il gruppo di Cristina Scabbia propone il nuovo album della serie, intitolato Broken Crown Halo e pubblicato al solito da Century Media.

La produzione questa volta è stata affidata a Jay Baumgardner (Evanescence) e l’incisione è avvenuta a Milano presso gli studi di Mauro Pagani.

Un’altra novità che accompagna l’uscita del disco è che questo saluta per l’ultima volta la presenza di Cristiano Migliore Cristiano Mozzati; motivi attinenti alla sfera personale/familiare hanno convinto il chitarrista ed il batterista ad abbandonare la band dopo la registrazione e rimane da vedere come adesso i Lacuna Coil (in tour negli States mentre scrivo queste righe e poi in Sud America) andranno a reinventarsi con i nuovi innesti.

Per incidere le undici tracce contenute nel Cd la band ha fatto uso anche di strumentazioni vintage provenienti dall’arsenale dell’ ex PFM; questo, unito alla dichiarata ispirazione proveniente dalle colonne sonore dei film horror e dei Goblin in particolare, si è riverberato sulla produzione. Broken Crown Halo a mio avviso infatti registra un cambio di rotta con un parziale ritorno a sonorità più scure, gothic ed heavy.

Se personalmente avevo apprezzato l’uscita di due anni fa (Dark Adrenaline), oggi posso spingermi tranquillamente oltre ed affermare che questo è il miglior lavoro dei Lacuna Coil era post-Karmacode.

Possente, massivo, a patto di ascoltarlo per quello che è e non per quello che ognuno vorrebbe, Broken Crown Halo evidenzia alcuni passaggi veramente ben realizzati, dotati di una notevole spinta propulsiva; anche quando la tensione in qualche modo cala, il livello dei pezzi resta sempre oltre la sufficienza.

Brani come il potente singolo Nothing Stands in Our Way mettono subito in risalto questo riuscito connubio tra il sound più aggressivo della band e l’ horror sound fine anni’70/inizio anni ’80. Inutile ribadire che il consueto dualismo tra le voci di Cristina e Andrea Ferro permane al centro della scena, sostenuto dalla ritmica infernale impressa dal basso di Marco Coti Zelati ed il lavoro alle pelli di Mozzati.

Sono davvero molti gli episodi trascinanti. Cito in ordine sparso Hostage To The Light il cui andamento in lento crescendo accompagna una prova maiuscola di Cristina ScabbiaI Forgive (But I Won’t Forget Your Name), una up tempo ballad nella quale pare di sentire la mano del produttore.

Molto bella e suggestiva Cybersleep in cui la singer è particolarmente ispirata (grande presenza del basso, bei riff di chitarra); I Burn In You, probabilmente troppo soft per i duri e puri ma molto ben costruita. One Cold Day, che di nuovo pesca echi e richiami di sonorità Argento style per poi aprirsi completamente, in modo solenne, sino ad un epilogo quasi “cinematografico”.

Passaggi molto aggressivi (ZombiesVictims), oscuri e grondanti riff maligni dalle due chitarre (Die & RiseInfectionIn The End I Feel Alive) completano la fitta scaletta.

Una bella zampata! Con Broken Crown Halo i Lacuna Coil sfoderano di nuovo gli artigli e si mostrano più vivi che mai, aumentando la densità del sound. Ottima prova dunque di una band che conferma appieno quanto di buono espresso in passato, nel solco delle proprie sonorità. Ci possono essere due/tre episodi di grana più semplice, immediata (se vi piace definiteli radio-friendly) ma credo faccia parte del gioco; siamo sospesi tra gothic alternative metal, dunque alcune concessioni melodiche rientrano nella normalità.

Max

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...